La solenne processione dei simulacri argentei dei santi patroni per le vie del centro storico
Nella città di Capua, in provincia di Caserta e in piena Terra di Lavoro campana, il primo sabato di maggio è da secoli il giorno dedicato ai santi patroni. La Processione dei busti d'argento è tra le manifestazioni religiose e identitarie più radicate del territorio: un rito che unisce fede, arte e memoria collettiva, capace di riportare in strada l'intera comunità capuana attorno ai simulacri dei suoi protettori.
Il cuore della processione sono i sette busti reliquiari in argento dei patroni della città: Santo Stefano, Sant'Agata, l'Addolorata, San Gaetano da Thiene, Sant'Andrea Avellino, Sant'Irene e San Sebastiano. Ad essi si affianca la statua lignea di San Vincenzo Ferreri, unica immagine non in argento del corteo. I busti, opera di maestri argentieri napoletani realizzata nel corso del Settecento su disegni attribuiti a pittori di fama, rappresentano un patrimonio di arte sacra di straordinario valore, custodito nella Cattedrale e mostrato al pubblico proprio in questa occasione.
Le radici della devozione capuana affondano, secondo la tradizione, fino al VI secolo, quando il vescovo Germano avrebbe ricevuto le reliquie dei santi Stefano e Agata dall'imperatore Giustino I. La commemorazione solenne dei patroni, così come oggi la conosciamo, si consolidò invece tra la fine del Cinquecento e i primi decenni successivi, sostituendo antiche forme di festa cittadina e assumendo la fisionomia della processione dei simulacri.
La giornata si apre con la Messa solenne in Cattedrale; al termine della funzione i busti vengono affidati alle spalle degli accollatori e prendono la via del centro storico. A guidare e sostenere il trasporto è l'Associazione Capuana Accollatori, affiancata dalle confraternite, dai sodalizi religiosi e dalle rappresentanze civili e militari della città. La processione, promossa dall'Arcidiocesi di Capua, attraversa le principali strade e piazze del centro prima di fare ritorno alla Cattedrale, dove il rito si conclude nel raccoglimento e nella preghiera.
Per Capua la processione dei busti d'argento non è soltanto un evento liturgico, ma un momento in cui la città sul Volturno riscopre la propria storia e il legame profondo con i santi patroni. Chi visita la Campania in questo periodo trova a Capua un'occasione autentica per conoscere una tradizione popolare viva, lontana dal turismo di massa e profondamente radicata nella comunità locale.
Nel 2026 Capua ha rinnovato la sua devozione ai santi patroni sabato 2 maggio. Dopo la Messa solenne celebrata in Cattedrale alle ore 18:00, i sette busti d'argento e la statua lignea di San Vincenzo Ferreri hanno percorso il centro storico portati a spalla dagli accollatori, accompagnati da confraternite, sodalizi religiosi e rappresentanze civili e militari, per poi rientrare in Cattedrale a conclusione del rito.
La processione porta in corteo i busti reliquiari di Santo Stefano, Sant'Agata, l'Addolorata, San Gaetano da Thiene, Sant'Andrea Avellino, Sant'Irene e San Sebastiano.
Il primo sabato di maggio. Nel 2026 la processione è in programma sabato 2 maggio, con inizio della Messa solenne in Cattedrale alle ore 18:00 e processione a seguire.
Cattedrale di Capua (Duomo dei Santi Stefano e Agata) e vie del centro storico di Capua (CE), in provincia di Caserta, Campania. Durante la processione alcune strade del centro possono essere chiuse al traffico.
La partecipazione è libera e gratuita, trattandosi di un evento religioso aperto a tutta la cittadinanza e ai visitatori.
Capua è raggiungibile in treno tramite la stazione ferroviaria cittadina e in auto dall'uscita autostradale di Capua sulla A1. Il centro storico è facilmente percorribile a piedi.
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Cattedrale di Capua (Duomo dei Santi Stefano e Agata)