Leonessa torna al Rinascimento: sei Sesti, un drappo di velluto e quattro giorni di storia viva
Nell'ultima settimana di giugno il Comune di Leonessa, borgo a mille metri di quota nella provincia di Rieti, nel Lazio, mette da parte il presente e torna al Cinquecento. Il Palio del Velluto è oggi una delle rievocazioni storiche più riconosciute della regione: vie, piazze e portali del centro storico si riempiono di banchi di mercanti, artisti di strada, armigeri e nobildonne, mentre nelle taverne si mangia e si beve seguendo ricettari d'ispirazione rinascimentale. Il conio d'epoca, il carlino, torna a circolare come moneta della festa.
La manifestazione rievoca i giochi organizzati nel 1541 per la solenne entrata in città di Margherita d'Austria, figlia dell'imperatore Carlo V, che aveva ricevuto Leonessa in feudo dal padre. Le fonti locali fanno risalire i primi palii cittadini addirittura al Quattrocento, prima che le celebrazioni venissero interrotte nel secolo successivo. La rievocazione nella forma attuale è nata invece nel 1997 ed è cresciuta anno dopo anno fino a diventare l'appuntamento di punta dell'estate leonessana, curata dall'Ente Palio con la supervisione scientifica di studiosi del periodo.
Il cuore competitivo della festa è la rivalità fra i sei Sesti in cui è divisa Leonessa, che prendono il nome dai castelli che contribuirono alla fondazione del borgo:
In palio c'è il drappo di velluto, realizzato ogni anno da un artista diverso. Al Sesto vincitore spetta anche l'onore di esprimere la Madonna che l'anno seguente impersonerà Margherita d'Austria nel corteo.
Tre sono le sfide che assegnano il Palio. La Pallagrossa è un gioco di squadra affine al calcio storico fiorentino, fisico e rumoroso, che infiamma il pubblico. La Gara del Pane vede sei concorrenti femminili percorrere un tracciato a ostacoli reggendo in equilibrio una pagnotta da un chilo. La Giostra del Velluto è invece la prova equestre conclusiva, con i cavalieri dei Sesti impegnati a infilare l'anello al galoppo.
Accanto alle gare si sviluppa una programmazione altrettanto curata: la Giostra dei Tamburi, che apre la stagione con qualche giorno di anticipo, le esibizioni di sbandieratori, il tiro con l'arco storico, le sfilate delle corporazioni di arti e mestieri e il Gran Corteo Storico della domenica, con centinaia di figuranti in abiti confezionati su modelli d'epoca. Le serate si chiudono con teatro itinerante e spettacoli di fuoco. Il Palio dei Bambini replica in versione ridotta le sfide degli adulti e coinvolge le famiglie del borgo.
Leonessa è uno dei borghi più belli dell'Appennino centrale, con la sua lunga piazza porticata e le chiese gotiche; durante il Palio l'intero tessuto urbano diventa scenografia. Chi arriva da Roma o da Rieti trova in poche ore di strada un'immersione completa nel Rinascimento italiano, con una comunità di poche migliaia di abitanti che si mobilita per intero. È una festa identitaria, non una ricostruzione da cartolina: ed è questo, più della spettacolarità, il motivo per cui merita di essere vista almeno una volta.
Il Palio del Velluto 2026 ha confermato la formula consolidata delle quattro giornate di fine giugno, arricchendola con una linea di lavoro culturale voluta dall'Ente Palio, presieduto da Silvana Pasquali: lo storytelling delle Città Margaritiane, che ha coinvolto scuole e residenti dei centri legati alla figura di Margherita d'Austria, e il concorso per il drappo, aperto ad artisti chiamati a reinterpretare il palio con sensibilità contemporanea ma rigore storico.
Il preludio è arrivato il 20 giugno con la Giostra dei Tamburi. Il venerdì 26 si sono aperte le taverne dei Sesti e si è svolta la cerimonia inaugurale, con la consegna simbolica delle chiavi della città e le prime partite di Pallagrossa. Sabato 27 spazio alla cultura del cibo, con la conferenza sul banchetto rinascimentale e la gara culinaria «Il Biscotto di Margherita d'Austria — Sapori del 1541», seguite dalla sfilata delle corporazioni e dagli spettacoli itineranti serali. Domenica 28 è stata la giornata clou: open day di arco storico, Gran Corteo Storico, Giostra del Velluto, assegnazione del Palio e chiusura con lo spettacolo di fuoco degli Spadaccini di Assisi. Lunedì 29 la messa in costume, il Palio dei Bambini e il finale fra teatro e lotteria.
La programmazione non si è fermata a giugno: laboratori di gioielleria storica, acconciature rinascimentali e concerti di musica antica hanno accompagnato l'estate leonessana fino al 9 agosto.
In auto da Roma: A1 fino a Roma Nord, poi SS4 Salaria verso Rieti e deviazione per Leonessa (circa 2 ore). Da Terni si raggiunge il borgo attraverso la Valnerina. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Rieti, collegata a Leonessa da autolinee regionali; i collegamenti sono ridotti nei giorni festivi, quindi l'auto resta la soluzione più comoda.
Durante le giornate del Palio il centro storico è chiuso al traffico: si parcheggia nelle aree esterne alle mura e si prosegue a piedi. Le distanze sono brevi, il borgo si attraversa interamente in una decina di minuti.
L'accesso al borgo e alla maggior parte degli eventi in strada è libero. Sono a pagamento le taverne dei Sesti (menù rinascimentali a prezzi popolari) e alcune tribune per le gare: le informazioni aggiornate si trovano sul sito ufficiale ilpaliodelvelluto.it.
Leonessa si trova a mille metri di altitudine: anche a fine giugno le serate sono fresche, meglio portare una giacca leggera. Scarpe comode per il selciato. Prenotare l'alloggio con largo anticipo, la ricettività del borgo è limitata e nel weekend del Palio si riempie.
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Centro storico di Leonessa