Una delle sagre più antiche d'Italia, nel borgo francescano della Valle Santa reatina
La Sagra della Porchetta di Poggio Bustone è nata nel 1951 ed è oggi considerata una delle manifestazioni enogastronomiche più antiche d'Italia. Organizzata dalla Pro Loco di Poggio Bustone, si svolge ogni anno all'inizio di ottobre nel Comune di Poggio Bustone, in Provincia di Rieti, nel cuore del Lazio settentrionale. Per il paese non è soltanto un appuntamento gastronomico: è la festa che chiude la bella stagione e che richiama, sulle terrazze naturali della Valle Santa, visitatori da tutta la Sabina, dall'Umbria vicina e dalla capitale.
Il prodotto attorno a cui ruota tutto è la porchetta di Poggio Bustone, che si distingue nettamente dalle porchette laziali più note. Qui la cottura punta su un calore distribuito in modo uniforme nel forno, e la concia rinuncia al finocchio: il sapore nasce dall'equilibrio fra pepe macinato, aglio, rosmarino e sale. Il risultato è una carne che resta morbida all'interno con una crosta croccante, servita tradizionalmente nel pane, tagliata al momento davanti al pubblico.
Per due giornate il centro storico del borgo e i Giardini di Marzo si trasformano in una grande cucina all'aperto. Accanto agli stand gastronomici trovano posto banchi di prodotti tipici, musica dal vivo, sfilate in costume e spettacoli pirotecnici serali. L'atmosfera è quella genuina delle sagre di paese: tavolate condivise, volontari della Pro Loco ai fornelli, vicoli medievali illuminati e una passeggiata che si conclude quasi sempre con lo sguardo sulla piana di Rieti.
Poggio Bustone non è un borgo qualsiasi. È il primo luogo raggiunto da San Francesco d'Assisi dopo aver lasciato Assisi, e la tradizione vuole che proprio qui il santo abbia salutato gli abitanti con il celebre «Buongiorno, buona gente», ricevendo poi il perdono dei propri peccati. Il Santuario di San Francesco e il soprastante Sacro Speco restano mete di pellegrinaggio e rendono la visita al paese un'esperienza che unisce gastronomia, natura e spiritualità. Il borgo è inoltre noto come paese natale del cantautore Lucio Battisti, ricordato da un monumento e da un percorso della memoria nel centro storico.
Chi arriva alla sagra trova in poche centinaia di metri tre cose difficili da mettere insieme altrove: una specialità gastronomica con più di settant'anni di storia documentata, un borgo medievale intatto affacciato su una delle valli più suggestive del Lazio e un patrimonio francescano fra i più importanti d'Italia. La stagione aiuta: l'inizio di ottobre regala colori autunnali sui boschi dei Monti Reatini e temperature ideali per camminare fino al santuario prima o dopo il pranzo.
La Pro Loco di Poggio Bustone ha confermato le date della 76ª Sagra della Porchetta: sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026. L'appuntamento coincide con le celebrazioni per l'800° anniversario della morte di San Francesco d'Assisi, ricorrenza che nel Comune di Poggio Bustone ha un peso speciale, essendo questo il primo luogo raggiunto dal santo dopo la partenza da Assisi.
L'amministrazione comunale e la Pro Loco hanno annunciato un'edizione pensata per unire gastronomia, cultura e spiritualità, con una rievocazione storico-religiosa legata al saluto «Buongiorno, buona gente». Confermati gli elementi tradizionali della sagra: stand con la porchetta preparata secondo la ricetta locale, prodotti tipici della Sabina, musica dal vivo e sfilate in costume.
Il programma dettagliato con orari, ospiti e appuntamenti collaterali non è ancora stato pubblicato dagli organizzatori: sarà diffuso nelle settimane precedenti l'evento sui canali della Pro Loco di Poggio Bustone e del Comune.
In auto: da Roma, Autostrada A1 fino a Orte, poi SS Rieti-Terni fino a Rieti e SP verso Poggio Bustone (circa 1h45). Da Terni, circa 40 minuti. Il borgo è raggiungibile anche dalla Salaria SS4.
In treno: stazione di Rieti, poi autobus di linea Cotral verso Poggio Bustone.
Parcheggi: aree di sosta all'ingresso del paese; nei giorni della sagra il centro storico è in gran parte pedonale.
L'accesso alla manifestazione è libero. Si paga solo quanto si consuma agli stand gastronomici, con prezzi da sagra di paese.
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Centro storico e Giardini di Marzo