Il rito millenario del toro che si inginocchia davanti alla Madonna, tra Manocchio, solco rituale e poeti a braccio
A Bacugno, piccola frazione del Comune di Posta (provincia di Rieti, alta Valle del Velino, Lazio), i primi giorni di agosto riportano in vita una liturgia popolare che gli studiosi fanno risalire a oltre tre millenni fa. Il culto locale della Madonna della Neve si sarebbe innestato su antichi riti agrari sabini legati alla dea Vacuna e alla fertilità dei campi: un lento processo di cristianizzazione che ha conservato intatti i gesti, cambiando soltanto il nome della divinità a cui sono rivolti. Il risultato è una festa che non somiglia a nessun'altra e che oggi è riconosciuta come uno dei patrimoni demoetnoantropologici più preziosi dell'Appennino centrale.
Il protagonista è un toro, addestrato con pazienza nelle settimane precedenti e bardato con drappi, nastri e ornamenti. Il 5 agosto, giorno della ricorrenza liturgica di Santa Maria della Neve, l'animale viene aggiogato in località Picciame, sfila incontro alla processione religiosa e infine, arrivato sul sagrato, compie la triplice genuflessione davanti alla statua della Vergine. È un momento carico di tensione e di silenzio, seguito da centinaia di persone che ogni anno risalgono la valle per assistervi.
Accanto al toro si muovono altri due riti agrari di grande forza simbolica. Il Manocchio è un enorme covone di grano intrecciato a mano, spiga per spiga, il pomeriggio del 3 agosto: viene poi portato in corteo tra le case e presentato alla chiesa. All'alba del 4 agosto, invece, alcuni aratori tracciano un solco rituale che scende dal monte Boragine fino al paese, gesto propiziatorio per la fertilità della terra. Chi arriva a Bacugno in questi giorni assiste dunque a un ciclo completo: aratura, mietitura, offerta, benedizione.
Dal 1987 la sera del 3 agosto il sagrato della chiesa ospita la Rassegna Interregionale del Canto a Braccio, nata per volontà degli stessi poeti che vollero onorare la festa con la propria arte. I poeti a braccio si sfidano in ottava rima improvvisata su temi di attualità e di vita quotidiana, accompagnati dalla ciaramella e dalla fisarmonica. Alla rassegna partecipano cantori del Lazio, della Toscana e dell'Abruzzo: nel 2025, per la trentottesima edizione, sono saliti sul palco fra gli altri Alessio Runci, Paolo Santini, Pietro De Acutis e Dante Valentini per il Lazio, Emilio Meliani e Niccolino Grassi per la Toscana, Marcello Patrizi e Berardino Perilli per l'Abruzzo.
La parte gastronomica non è un contorno ma una continuazione del rito: il Farrecillu, minestra di farro della tradizione contadina reatina, si mangia allo Steccato insieme ai piatti tipici dell'alta Valle del Velino. Le serate si chiudono con musica popolare e, a mezzanotte, con lo spettacolo pirotecnico. È una festa di paese in cui i bacugnesi emigrati tornano ogni anno, e l'accoglienza verso chi arriva da fuori è schietta e calorosa.
Bacugno si raggiunge risalendo la valle del Velino, in un paesaggio di montagna tra il Terminillo e i Monti della Laga, a pochi chilometri dal confine con l'Abruzzo e dall'Umbria. Chi cerca l'Italia delle tradizioni autentiche, quelle non costruite per il turismo ma sopravvissute perché la comunità non ha mai smesso di praticarle, qui trova uno degli esempi più limpidi dell'intero Centro Italia.
A Bacugno, frazione del Comune di Posta in provincia di Rieti, la festa si celebra come ogni anno nei primi giorni di agosto, con il culmine il 5 agosto, giorno della ricorrenza di Santa Maria della Neve. La sequenza rituale è fissa e tramandata: il pomeriggio del 3 agosto si intreccia il Manocchio e la sera il sagrato ospita la Rassegna Interregionale del Canto a Braccio; all'alba del 4 agosto gli aratori tracciano il solco che scende dal monte Boragine; il 5 agosto il toro bardato incontra la processione e compie la triplice genuflessione davanti alla statua della Vergine, seguita dal lancio del ciambellone e dei ciambelletti.
Al momento della redazione di questa scheda l'Associazione Culturale Toro Ossequioso non ha ancora pubblicato la locandina 2026 con orari e nomi dei poeti partecipanti. Gli aggiornamenti saranno diffusi sul sito dell'associazione nelle settimane precedenti la festa.
Gli orari indicati corrispondono allo svolgimento consueto della festa; il programma ufficiale 2026 non è ancora stato pubblicato.
In auto: dalla Salaria (SS4) si raggiunge Posta, poi si prosegue sulla strada per la frazione di Bacugno. Da Rieti circa 40 km, da Roma circa 130 km. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Rieti, collegata con autolinee regionali verso l'alta Valle del Velino; per raggiungere Bacugno l'auto è di fatto indispensabile.
La partecipazione ai riti e alla Rassegna del Canto a Braccio è gratuita. Sono a pagamento i piatti degli stand gastronomici allo Steccato, con prezzi da sagra di paese.
Il momento della triplice genuflessione, verso le 12.30 del 5 agosto, richiama molte persone sul sagrato: conviene arrivare con largo anticipo e parcheggiare all'ingresso del paese. Si è in montagna, oltre gli 800 metri: la sera la temperatura scende, meglio una giacca leggera. Per il pernottamento ci si appoggia a Posta, Amatrice, Leonessa o Rieti.
Associazione Culturale Toro Ossequioso, Via Steccato 2, Bacugno — 02019 Posta (RI). Aggiornamenti sul sito www.bacugno.it.
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Bacugno, sagrato della chiesa di Santa Maria della Neve
Via Steccato, 2 - Bacugno, 02019 Posta