La corsa degli uomini armati dell'antica Grecia rivive tra i bambini di Capaccio Paestum
L'Oplitodromia è una delle rievocazioni storico-sportive più originali della provincia di Salerno: una gara di corsa con l'armatura, ispirata alla disciplina che si praticava nella Grecia del 500 a.C. e che entrò nel programma olimpico antico. A riproporla è il Comune di Capaccio Paestum, in Campania, insieme all'associazione Lampadodromia, che da anni lavora per tramandare gli antichi giochi ellenici nel territorio che fu la colonia magnogreca di Poseidonia.
Non si tratta di uno spettacolo per atleti professionisti: i protagonisti sono i bambini delle classi quinte delle scuole primarie del comune, che indossano elmo e corazza e si sfidano davanti a genitori, insegnanti e curiosi. È una lezione di storia trasformata in festa sportiva, pensata per far conoscere ai più piccoli le radici greche del luogo in cui vivono.
Il regolamento riprende in chiave scolastica la corsa oplitica antica. Ogni squadra è composta da quattro elementi, due maschi e due femmine, che si alternano in una staffetta: ciascun concorrente copre 96 metri complessivi, 48 metri all'andata e 48 metri al ritorno. Il testimone non è un bastoncino, ma l'armatura stessa.
La formula è rimasta sostanzialmente la stessa nel tempo, ma la cornice è cambiata: nelle edizioni passate la corsa si è svolta anche all'ombra dei templi, all'interno dell'area archeologica di Paestum, mentre negli anni più recenti la sede è l'ampio prato dell'area mongolfiere di Santa Venere, che permette di ospitare comodamente scuole e pubblico.
Dal 2026 l'Oplitodromia non è più un evento isolato: è uno dei pilastri delle Poseidoniadi, il progetto storico-sportivo con cui l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Paolino, con l'assessore Decio Rinaldi, vuole restituire alla città un vero calendario di giochi ispirati alla Magna Grecia. Il programma affianca all'Oplitodromia la Lampadodromia, la spettacolare corsa delle fiaccole a staffetta che si conclude davanti al Tempio di Nettuno con l'accensione del tripode della vittoria.
Il progetto ha ottenuto un riconoscimento importante: il finanziamento pubblico dell'ARUS, l'Agenzia Regionale Universiadi Sport della Regione Campania, attraverso un bando, oltre al sostegno di sponsor privati del territorio. Un segnale che, come sottolineato dagli amministratori, conta anche al di là della cifra erogata, perché certifica il valore culturale di una manifestazione nata dal basso.
Attorno alla pista, la mattinata è animata dalle rievocazioni delle divinità greche: figuranti in costume interpretano Estia, dea del focolare, Artemide, dea della caccia, e Apollo, simbolo dell'armonia solare. I bambini incontrano così il pantheon greco non sui libri, ma in mezzo al campo di gara, tra scudi di legno, elmi crestati e tuniche.
Negli anni la manifestazione ha coinvolto i plessi di tutto il territorio comunale – Capaccio Capoluogo, Capaccio Scalo, Borgonuovo, Laura, Licinella, Ponte Barizzo, Spinazzo, Tempa San Paolo, Vannulo – e in alcune edizioni anche la vicina Trentinara, dando vita a una sana rivalità tra frazioni che ricorda le antiche sfide tra contrade.
Chi si trova a Paestum in primavera trova nell'Oplitodromia un'occasione insolita e gratuita per vedere la storia in movimento. È un evento breve, concentrato in una mattinata, che si integra perfettamente con una visita al Parco Archeologico di Paestum, ai suoi tre templi dorici e al Museo Archeologico Nazionale con la celebre Tomba del Tuffatore. La combinazione tra il patrimonio UNESCO e una gara che riproduce i gesti degli opliti restituisce, meglio di molte didascalie, il senso di che cosa fosse una città greca del Mediterraneo.
Il 28 maggio 2026 l'area mongolfiere di Santa Venere, a Capaccio Paestum, si è trasformata in uno stadio dell'antica Grecia. Dalle 9 alle 12, l'associazione Lampadodromia e il Comune hanno riproposto la corsa degli uomini armati così come si svolgeva nella Grecia del 500 a.C., inserendola nel programma delle Poseidoniadi.
In gara le classi quinte degli Istituti Comprensivi di Capaccio Capoluogo e Capaccio Paestum. Ogni squadra era formata da quattro elementi, due maschi e due femmine, che si sono alternati nella staffetta percorrendo 96 metri a testa, 48 all'andata e 48 al ritorno. Il cambio consisteva nel passaggio dell'armatura – elmo, corazza, scudo e schinieri – da un compagno all'altro, con la possibilità per tutta la squadra di aiutarsi nella vestizione.
Ad animare la mattinata è stata l'associazione 35 megahertz animazione, con le rievocazioni delle divinità greche: Estia, custode del fuoco del focolare, Artemide, dea della caccia, e Apollo, simbolo dell'armonia solare. L'edizione ha potuto contare sul sostegno degli sponsor ufficiali Convergenze e BCC Capaccio Paestum e Serino, oltre che sul finanziamento pubblico ottenuto tramite bando ARUS, l'Agenzia Regionale Universiadi Sport della Regione Campania.
Partecipanti: classi quinte degli Istituti Comprensivi Capaccio Capoluogo e Capaccio Paestum. Organizzazione: associazione Lampadodromia con il Comune di Capaccio Paestum.
Area Mongolfiere di Santa Venere, Capaccio Paestum (SA), Campania. Si tratta di un ampio spazio verde all'aperto, lo stesso che ospita i raduni di mongolfiere, a pochi minuti dall'area archeologica di Paestum.
La gara si svolge in mattinata, indicativamente dalle 9 alle 12. Non risultano biglietti d'ingresso: la competizione è riservata alle classi quinte delle scuole primarie del comune, mentre famiglie e pubblico assistono liberamente dai bordi del campo.
Portare cappellino e acqua, perché l'area è priva di ombra. Vale la pena abbinare alla mattinata una visita al Parco Archeologico di Paestum e una sosta nei caseifici della piana, patria della mozzarella di bufala campana DOP.
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Area Mongolfiere di Santa Venere