L'arte del merletto a tombolo, il «pizzillo» dell'Irpinia, in Piazza Fontana
A Santa Paolina, piccolo comune della provincia di Avellino adagiato a circa 550 metri di quota nel cuore dell'Irpinia, in Campania, il merletto a tombolo non è un ricordo da vetrina di museo: è un mestiere ancora vivo, tramandato di casa in casa e conosciuto in paese con il nome dialettale di pizzillo. La Mostra del Tombolo di Santa Paolina è il momento in cui questo sapere esce dalle case e si mostra al pubblico, in Piazza Fontana, sotto la regia della Pro Loco di Santa Paolina.
Non è una fiera commerciale né una sagra: è un'esposizione sobria e curata, dove ogni pezzo racconta ore di lavoro e mani esperte. La vera colonna sonora è il ticchettio ritmico dei fuselli di legno che si incrociano sul cuscino.
L'esposizione allinea i lavori più rappresentativi della tradizione locale, affiancando i pezzi storici alle produzioni recenti:
L'edizione 2026 si è svolta sabato 27 e domenica 28 giugno in Piazza Fontana, richiamando numerosi visitatori e appassionati. Hanno esposto le proprie opere Rachele Branca, Gerardo Iacobacci, Michele Marena, Antonio Spagnuolo e Gennaro Vallifuoco, con una rilettura suggestiva del tombolo paolinese, della Coperta di Foglia d'Uva, della Spina di Pesce e dei lavori delle Pizzillare e della Scuola di Tombolo.
Prima del tradizionale taglio del nastro, il sindaco Rino Ricciardelli ha invitato i presenti a osservare un minuto di silenzio in segno di solidarietà con il popolo venezuelano: un momento di raccoglimento particolarmente sentito e condiviso dall'intera comunità.
La mostra è la vetrina di un lavoro che dura tutto l'anno. La Pro Loco ha dato vita alla propria scuola di tombolo nel luglio 1993, partendo dalle tecniche di base; dal 1996 i corsi si sono ampliati, comprendendo sia gli stili moderni sia quelli antichi, con l'insegnamento diretto della foglia d'uva e della spina di pesce da parte delle maestre del paese. Nel calendario 2026 delle Pro Loco irpine, l'iniziativa figura come «Scuola e Mostra di Tombolo e Manifestazioni Teatrali» e copre un arco lungo, dal 30 aprile al 30 settembre: la mostra di giugno ne è il momento più visibile.
La tradizione orale attribuisce l'introduzione del merletto alle monache del monastero di Santa Caterina da Siena di Montefusco, comune vicino con cui Santa Paolina condivide questa vocazione. La documentazione più antica risale però al 1689, quando un inventario della Confraternita del Rosario di Santa Paolina cita fra gli arredi d'altare panni di lino ornati di pizzillo.
Il lavoro si esegue su un cuscino imbottito — il tombolo vero e proprio — appoggiato su un cavalletto di legno chiamato scannetto, con spilli, filo (un tempo di lino, oggi più spesso di cotone), un disegno perforato e i fuselli in legno, detti in dialetto tommarielli. Il numero dei fuselli varia con la complessità: si va da poco più di una decina per i lavori semplici fino a oltre duecento per i disegni più elaborati come la foglia d'uva.
Santa Paolina non è soltanto il borgo del merletto: rientra nell'areale del Greco di Tufo DOCG ed è legata al circuito delle Città del Vino. Le due eccellenze — la trina e il bianco irpino — vengono spesso raccontate insieme, in un progetto promosso sul territorio per valorizzare al tempo stesso l'artigianato e la cultura vitivinicola locale.
È un appuntamento a misura di borgo: si visita in un'ora, ma lascia il tempo per parlare con le merlettaie e scoprire un paese a poco più di venti chilometri da Avellino. Ideale da abbinare a una degustazione di Greco di Tufo.
Il 27 e 28 giugno 2026 Piazza Fontana è diventata una galleria a cielo aperto: la Mostra del Tombolo di Santa Paolina ha richiamato numerosi visitatori e appassionati, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più identitari del comune irpino, in provincia di Avellino.
Hanno presentato le proprie opere Rachele Branca, Gerardo Iacobacci, Michele Marena, Antonio Spagnuolo e Gennaro Vallifuoco, con una rilettura contemporanea del tombolo paolinese. Accanto a loro, il cuore storico dell'esposizione: la Coperta di Foglia d'Uva, la raffinata lavorazione della Spina di Pesce, le creazioni delle Pizzillare e i lavori delle allieve della Scuola di Tombolo della Pro Loco.
Prima del tradizionale taglio del nastro, il sindaco Rino Ricciardelli ha invitato i presenti a osservare un minuto di silenzio in segno di solidarietà con il popolo venezuelano, dando vita a un momento di raccoglimento condiviso dall'intera comunità.
La mostra si è confermata non solo come appuntamento culturale, ma anche come occasione per valorizzare e promuovere le tradizioni artigianali che rappresentano l'identità e la storia di Santa Paolina.
Nota: gli orari puntuali non sono stati diffusi dalle fonti locali. Il programma qui riportato riprende quanto documentato dalla stampa irpina sull'edizione 2026.
Piazza Fontana, nel centro di Santa Paolina (83030), provincia di Avellino, Campania. Il borgo si trova a circa 550 metri di altitudine, a poco più di 20 km da Avellino.
In auto: uscita Avellino Est o Grottaminarda dell'autostrada A16 Napoli-Canosa, poi strade provinciali in direzione Montefusco / Santa Paolina. In treno: stazione di Avellino, quindi collegamento su gomma. In aereo: aeroporto di Napoli-Capodichino, a circa un'ora e mezza di auto.
L'esposizione si tiene all'aperto, in piazza: le fonti locali non segnalano alcun biglietto d'ingresso. Per orari puntuali e aggiornamenti conviene verificare i canali della Pro Loco di Santa Paolina e del Comune.
Comune di Santa Paolina — Piazza Alberto De Buono 1, tel. +39 0825 964076. Organizzazione: Pro Loco di Santa Paolina.
Abbinate la visita a una degustazione di Greco di Tufo DOCG nelle cantine della zona e a una tappa nella vicina Montefusco, che condivide con Santa Paolina la tradizione del merletto a tombolo.
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Piazza Fontana
Piazza Fontana, 83030 Santa Paolina