La Rosamarina Santostefanese
Edizione 2026 Musica Folk Patrimonio

La Rosamarina Santostefanese

Il rito pasquale delle frasche e delle tammorre a Santo Stefano del Sole

Santo Stefano del Sole — Avellino (064)
Date 04 apr — 05 apr 2026
Località Santo Stefano del Sole (064)
Prezzi Gratuito
Stato Terminato

Presentazione di La Rosamarina

Ogni Sabato Santo Santo Stefano del Sole cambia volto: rami di abete ornati di arance e limoni, le celebri frasche, vengono consegnati di casa in casa mentre i gruppi di suonatori intonano antichi canti in dialetto al ritmo di tammorre, triccheballacche, organetto, putipù e castagnette. È La Rosamarina Santostefanese, rito pasquale dell'Alta Valle del Sabato riconosciuto come patrimonio immateriale della Campania, che raccoglie offerte in onore di San Vito Martire, patrono del paese.

Un rito pasquale che attraversa tutto il paese

La Rosamarina Santostefanese è la più identitaria delle tradizioni di Santo Stefano del Sole, piccolo Comune della Provincia di Avellino, in Campania. Non è una sagra né un cartellone di spettacoli: è un rito di comunità che si rinnova ogni anno fra il Sabato Santo e la Domenica di Pasqua e che coinvolge, di fatto, ogni famiglia del paese. C'è chi prepara le frasche, chi suona, chi canta, chi apre la porta e offre un bicchiere di vino.

Le frasche: dal rosmarino all'abete

All'origine c'era un gesto semplice: donare alle famiglie un rametto di rosmarino — la rosamarina del dialetto locale — da usare per insaporire l'agnello pasquale. Quando il rosmarino non bastò più per tutti, venne sostituito da un ramo di abete o di pino legato con due arance e un limone: una composizione profumata, simbolo di prosperità e di augurio. Nei giorni che precedono la Pasqua la comunità raccoglie i rami, li prepara e li carica su Ape e trattori; i capi-quartiere li distribuiscono poi nelle contrade, casa per casa, così che entro la mattina del Venerdì Santo l'intero abitato appaia addobbato. La frasca viene esposta sul balcone più alto dell'abitazione: è il segnale che indica ai suonatori dove fermarsi.

Tammorre, triccheballacche e canti in dialetto

Il cuore sonoro della Rosamarina è un canto a metà strada fra la tammurriata e la serenata, eseguito con gli strumenti della tradizione popolare campana: tammorre, triccheballacche, organetto, castagnette e putipù. I gruppi percorrono le strade del centro storico e delle contrade, si fermano sotto i balconi ornati e intonano strofe in dialetto, ricevendo in cambio offerte spontanee — in denaro o in prodotti — e, quasi sempre, un bicchiere di vino e i taralli pasquali della tradizione locale.

Il legame con San Vito Martire

Le offerte raccolte durante il rito non restano fine a sé stesse: per tradizione finanziano i festeggiamenti in onore di San Vito Martire, patrono di Santo Stefano del Sole, celebrato in paese a giugno e ricordato l'ultima domenica di agosto per la traslazione delle reliquie avvenuta nel 1814. La Rosamarina è dunque anche il primo atto di un lungo calendario devozionale che scandisce l'anno della comunità.

Patrimonio culturale immateriale della Campania

Documentata a Santo Stefano del Sole almeno dai primi del Novecento e fatta risalire con ogni probabilità alla seconda metà dell'Ottocento — quando gli scambi fra la costa e le aree interne portarono in valle strumenti e forme musicali —, la Rosamarina è stata inserita nel 2022 nell'Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Campania. A custodirla e promuoverla è l'associazione La Rosamarina APS, affiancata dalla Pro Loco Santostefanese: nel marzo 2026 una delegazione di 83 rappresentanti ha portato il rito fino a Roma, suonando gli strumenti tradizionali all'udienza generale del Papa in Piazza San Pietro.

Una tradizione dell'Alta Valle del Sabato

La Rosamarina non è patrimonio esclusivo di un solo paese: la stessa tradizione, con varianti locali, si celebra anche ad Aiello del Sabato, Cesinali, San Michele di Serino, Santa Lucia di Serino e Serino. È l'elemento culturale che unisce l'intera Alta Valle del Sabato, in quella fascia dell'Irpinia che sale dalle sponde del fiume Sabato verso i Monti Picentini.

Come viverla da visitatore

  • Non c'è biglietto né recinto: si assiste per strada, seguendo i gruppi di suonatori di contrada in contrada.
  • Il momento più intenso è il Sabato Santo, quando i canti si moltiplicano di quartiere in quartiere.
  • Le frasche restano esposte sui balconi fino al Lunedì dell'Angelo: anche solo passeggiare per il paese, in quei giorni, racconta molto.
  • Aprile in Irpinia può essere fresco e piovoso: meglio un abbigliamento a strati e scarpe comode, perché le strade del centro storico sono strette e in pendenza.

La Rosamarina — edizione 2026

L'edizione 2026 della Rosamarina Santostefanese è caduta nel fine settimana pasquale del 4 e 5 aprile. Come ogni anno le frasche di abete ornate di arance e limoni sono state distribuite nelle contrade di Santo Stefano del Sole prima del Venerdì Santo, per poi essere esposte sui balconi; il Sabato Santo i gruppi hanno percorso il paese con tammorre e triccheballacche, consegnando la Rosamarina e raccogliendo le offerte per San Vito Martire.

La Rosamarina 2026

Nel 2026 la Pasqua è caduta il 5 aprile: il rito della Rosamarina si è dunque svolto a partire dal Sabato Santo 4 aprile, nel pieno rispetto del calendario mobile che lo lega alla settimana santa. Come vuole la consuetudine, nei giorni precedenti la comunità di Santo Stefano del Sole ha raccolto e allestito le frasche, caricate su Ape e trattori e portate dai capi-quartiere in ogni contrada, così che entro il mattino del Venerdì Santo l'intero paese risultasse addobbato.

Un anno particolare

L'edizione 2026 è arrivata poche settimane dopo la trasferta romana dell'associazione La Rosamarina APS: nel marzo 2026 una delegazione di 83 rappresentanti del paese irpino è stata ricevuta all'udienza generale in Piazza San Pietro, dove alcuni giovani hanno suonato gli strumenti della tradizione. Un riconoscimento che si è aggiunto all'inserimento del rito, nel 2022, nell'Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Campania.

Offerte e devozione

Anche nel 2026 le offerte raccolte di casa in casa sono state destinate, secondo tradizione, ai festeggiamenti in onore di San Vito Martire, patrono di Santo Stefano del Sole.

Programma La Rosamarina 2026

Nei giorni che precedono la Pasqua la comunità prepara le frasche — rami di abete ornati di arance e limoni — e i capi-quartiere le distribuiscono con Ape e trattori nelle contrade, così che entro la mattina del Venerdì Santo ogni famiglia possa esporre la propria sul balcone più alto della casa. Sabato Santo 4 aprile 2026: i gruppi di suonatori percorrono il centro storico e le contrade di Santo Stefano del Sole, si fermano sotto i balconi ornati, consegnano la Rosamarina e intonano i canti in dialetto accompagnati da tammorre, triccheballacche, organetto, castagnette e putipù, ricevendo offerte spontanee destinate ai festeggiamenti di San Vito Martire. Domenica di Pasqua 5 aprile 2026: i canti proseguono per le strade del paese. Le frasche restano esposte sui balconi fino al Lunedì dell'Angelo. Il rito è itinerante e a partecipazione libera: non sono previsti palchi né orari ufficiali di inizio.

In evidenza La Rosamarina 2026

Le frasche di abete con arance e limoni esposte sui balconi di tutto il paese; i canti in dialetto a metà fra tammurriata e serenata; gli strumenti della tradizione popolare campana (tammorra, triccheballacche, organetto, putipù, castagnette); la raccolta delle offerte in onore di San Vito Martire; nel marzo 2026 la trasferta a Roma di 83 rappresentanti dell'associazione La Rosamarina, ricevuti all'udienza generale in Piazza San Pietro.

Prezzi La Rosamarina 2026

Rito di comunità gratuito e a partecipazione libera, che si svolge per le strade del paese. Le offerte consegnate ai gruppi di suonatori sono volontarie, in denaro o in prodotti, e per tradizione finanziano i festeggiamenti in onore di San Vito Martire.

Informazioni pratiche — La Rosamarina

Dove si svolge

Il rito interessa l'intero abitato di Santo Stefano del Sole (CAP 83050, Provincia di Avellino): centro storico, quartieri e contrade. Non esiste un unico luogo di ritrovo, perché i gruppi si spostano di casa in casa.

Come arrivare

In auto: autostrada A16 Napoli-Canosa, uscita Avellino Est, poi SS 7 bis in direzione Serino; il paese dista una decina di chilometri dal capoluogo irpino. In treno: stazione di Avellino, quindi autolinee locali verso l'Alta Valle del Sabato. Aeroporto più vicino: Napoli-Capodichino, a circa un'ora di auto.

Costi

Partecipazione libera e gratuita. Le offerte lasciate ai gruppi sono volontarie e vengono destinate ai festeggiamenti in onore di San Vito Martire.

Consigli

Conviene parcheggiare all'ingresso del paese e proseguire a piedi, perché le strade interne sono strette e in salita. Per informazioni aggiornate ci si può rivolgere all'associazione La Rosamarina APS o alla Pro Loco Santostefanese.

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