La Notte dei Falò
Edizione 2026 Folk Gastronomia Vino

La Notte dei Falò

Tre giorni di fuoco, musica popolare e sapori irpini nel borgo di Nusco, in onore di Sant'Antonio Abate

Nusco — Avellino (064)
Date 16 gen — 18 gen 2026
Località Nusco (064)
Prezzi Gratuito
Stato Terminato

Presentazione di Notte dei Falò

La Notte dei Falò è la grande festa invernale di Nusco, borgo dell'Alta Irpinia in provincia di Avellino. Ogni terzo fine settimana di gennaio, in onore di Sant'Antonio Abate, il centro storico si accende di enormi falò nelle piazze, nei larghi e davanti ai sagrati: un rito di purificazione che affonda le sue radici nella peste del 1656 e che ancora oggi richiama migliaia di visitatori tra musica popolare, maschere tradizionali, zuppe di legumi, carni cotte sulla brace e vini irpini.

Il rito del fuoco nel borgo dell'Alta Irpinia

La Notte dei Falò è la manifestazione che ogni anno, nel terzo fine settimana di gennaio, trasforma Nusco — antico borgo dell'Alta Irpinia, nel Comune omonimo in provincia di Avellino, Campania — in un grande racconto popolare fatto di fuoco, musica e convivialità. Non è una semplice sagra invernale: è un rito comunitario che, per tre giorni, riporta in vita gesti, suoni e sapori tramandati da generazioni lungo i vicoli in pietra del centro storico.

Il paese, che si trova a 878 metri di altitudine ed è soprannominato «il balcone dell'Irpinia» per la sua posizione panoramica, viene letteralmente riscaldato dai falò: cataste di legna accese nelle piazze, nei larghi e davanti alle chiese, attorno alle quali si raccolgono residenti e visitatori. Il crepitio del fuoco e l'odore della legna creano un'atmosfera che è diventata il tratto distintivo dell'evento.

Le origini: la peste del 1656 e Sant'Antonio Abate

La tradizione dei falò nuschesi viene fatta risalire alla metà del Seicento. Nel 1656 la peste colpì duramente il paese, causando — secondo la memoria locale — circa 1.200 vittime. Per contrastare il contagio gli abitanti accesero enormi fuochi nelle piazze, sui sagrati e in ogni strada: il fuoco era insieme strumento di purificazione materiale e invocazione di protezione divina.

Con il tempo quel gesto d'emergenza è diventato rito annuale e si è saldato alla festa di Sant'Antonio Abate, il santo eremita raffigurato con il maialino e con il bastone a tau, protettore degli animali domestici e tradizionalmente invocato contro il «fuoco di Sant'Antonio». I falò, da segno di paura, si sono trasformati in simbolo di salute, benessere e abbondanza per l'anno che comincia. Nella cultura contadina irpina la ricorrenza del 17 gennaio segna anche l'apertura del periodo di Carnevale: da qui il forte legame della festa con le maschere tradizionali e con la musica.

Sacro e profano: «Sant'Antuonu, Mashcaru e Suonu»

La formula dialettale che dà il titolo alle edizioni recenti — Sant'Antuonu, Mashcaru e Suonu, cioè Sant'Antonio, maschere e suono — riassume bene l'anima della festa, in equilibrio fra devozione e allegria profana. Attorno ai falò si alternano gruppi di musica popolare, questuanti in maschera, danze itineranti, tammorre e organetti; la tarantella e la pizzica accompagnano le serate, mentre le esibizioni artistiche si spostano di piazza in piazza seguendo il pubblico.

La struttura in tre giornate: Leuna, Fuocu, Vrasa

L'organizzazione, curata dalla Pro Loco Nusco con il Comune di Nusco, ha dato alla manifestazione una scansione simbolica in tre giornate tematiche che seguono il ciclo stesso del fuoco:

  • Leuna (la legna) — il venerdì: la preparazione, la memoria e le radici culturali, con visite guidate e accensione dei primi bracieri;
  • Fuocu (il fuoco) — il sabato: la notte clou, con i grandi falò accesi in tutto il borgo, gli spettacoli folkloristici e la promozione del territorio;
  • Vrasa (la brace) — la domenica: il momento più raccolto e comunitario, quando il fuoco diventa brace e attorno ad essa si cucina, si degusta e si sta insieme.

La tavola: la cucina irpina attorno alla brace

La gastronomia è parte integrante del rito, perché la brace dei falò è anche il fuoco su cui si cucina. Lungo il percorso degli stand si trovano i piatti forti della tradizione dell'Alta Irpinia:

  • zuppe di legumi e cereali, cotte lentamente e servite bollenti;
  • carni grigliate direttamente sulla brace dei falò;
  • formaggi artigianali e salumi di maiale della zona;
  • castagne arrostite e dolci tradizionali come i calzoncelli ripieni di castagne;
  • vini irpini, in un territorio che è quello del Taurasi, del Fiano di Avellino e del Greco di Tufo.

Negli ultimi anni gli organizzatori hanno previsto anche opzioni vegane presso gli stand, per rendere l'offerta accessibile a tutti.

Un borgo da scoprire

La manifestazione è anche un'occasione per visitare Nusco fuori stagione: il borgo conserva la Cattedrale di Sant'Amato, i vicoli medievali e i belvedere che si aprono sulla valle. Durante i tre giorni sono organizzate visite guidate gratuite al centro storico, mattina e pomeriggio.

Un evento cresciuto oltre i confini locali

Da appuntamento di paese, la Notte dei Falò è diventata una delle manifestazioni invernali più identitarie della Campania interna, sostenuta dalla Regione nell'ambito della promozione del turismo esperienziale legato a tradizioni popolari, enogastronomia e patrimonio. L'afflusso di visitatori da Avellino, Napoli e dal Salernitano ha reso necessari un servizio di navetta e aree di parcheggio attrezzate a valle del centro storico.

Notte dei Falò — edizione 2026

L'edizione 2026 della Notte dei Falò si è svolta a Nusco da venerdì 16 a domenica 18 gennaio 2026, con il titolo «Sant'Antuonu, Mashcaru e Suonu». Presentata dalla Pro Loco Nusco insieme al Comune, si è articolata in tre giornate tematiche — Leuna, Fuocu e Vrasa — che hanno trasformato il centro storico in un percorso esperienziale tra falò, musica popolare, maschere della tradizione, visite guidate e stand enogastronomici irpini.

«Sant'Antuonu, Mashcaru e Suonu»

L'edizione 2026 de La Notte dei Falò è andata in scena a Nusco, in provincia di Avellino, da venerdì 16 a domenica 18 gennaio 2026. Il titolo scelto dagli organizzatori, Sant'Antuonu, Mashcaru e Suonu, ha messo in evidenza i tre ingredienti della festa: la devozione a Sant'Antonio Abate, le maschere della tradizione e la musica popolare.

La Pro Loco Nusco, con il sostegno del Comune di Nusco, ha costruito il programma attorno a tre giornate tematiche che ripercorrono il ciclo del fuoco: Leuna (la legna) il venerdì, dedicata alla memoria e alle radici; Fuocu (il fuoco) il sabato, la notte clou con l'accensione dei grandi falò e la promozione del territorio; Vrasa (la brace) la domenica, giornata più raccolta e comunitaria.

Il centro storico è stato percorribile a piedi lungo un itinerario di bracieri, falò, stand gastronomici e postazioni musicali. Le visite guidate al borgo si sono tenute ogni giorno la mattina e il pomeriggio, mentre un servizio navetta gratuito ha collegato le aree di parcheggio al cuore del paese nelle giornate di sabato e domenica.

Programma Notte dei Falò 2026

Venerdì 16 gennaio 2026 — «Leuna»: la legna, la tradizione

  • Ore 9.00-12.00 e 15.00-18.00: visite guidate al centro storico di Nusco.
  • Pomeriggio: accensione dei bracieri lungo le vie del borgo e apertura degli stand gastronomici.
  • Sera: gruppi itineranti e musica popolare tra i vicoli, in un percorso dedicato alla memoria e alle radici culturali della comunità.

Sabato 17 gennaio 2026 — «Fuocu»: il fuoco, la promozione

  • Ore 9.00-12.00 e 15.00-18.00: visite guidate al centro storico.
  • Nel corso della giornata: momenti e laboratori dedicati alla musica popolare e alla valorizzazione del territorio.
  • Accensione dei grandi falò nelle piazze e nei larghi del borgo, con il rito che dà il nome alla manifestazione.
  • Sera: esibizioni di tarantella e pizzica, danze itineranti e performance artistiche lungo le strade.
  • Stand enogastronomici con prodotti tipici e vini irpini; servizio navetta gratuito attivo.

Domenica 18 gennaio 2026 — «Vrasa»: la brace, la comunità

  • Ore 9.00-12.00 e 15.00-18.00: visite guidate al centro storico.
  • Falò, degustazioni e cucina della tradizione irpina preparata sulla brace.
  • Concerti dal vivo di musica folk e attività aperte a tutte le età.
  • Servizio navetta gratuito dalle aree di parcheggio.

Le visite guidate si sono svolte con gli stessi orari nelle tre giornate; il servizio navetta è stato attivo il sabato e la domenica.

In evidenza Notte dei Falò 2026

  • Titolo dell'edizione: «Sant'Antuonu, Mashcaru e Suonu», dedicato a Sant'Antonio Abate.
  • Tre giornate tematiche: Leuna (legna), Fuocu (fuoco) e Vrasa (brace).
  • Accensione dei grandi falò nel centro storico di Nusco, sabato 17 gennaio.
  • Musica popolare, danze itineranti, tarantella e pizzica.
  • Maschere della tradizione e apertura simbolica del Carnevale irpino.
  • Visite guidate gratuite al borgo, mattina e pomeriggio, tutti e tre i giorni.
  • Stand con zuppe di legumi e cereali, carni sulla brace, formaggi, castagne, calzoncelli e vini irpini, con opzioni vegane.
  • Servizio navetta gratuito e aree di parcheggio attrezzate il sabato e la domenica.

Prezzi Notte dei Falò 2026

<p>L'ingresso alla manifestazione è <strong>gratuito</strong>: falò, spettacoli, musica e visite guidate al centro storico sono liberamente accessibili. Sono a pagamento soltanto le degustazioni presso gli stand gastronomici, con prezzi contenuti e la possibilità di piatti vegani. Gratuiti anche il servizio navetta e l'uso delle aree di parcheggio attrezzate.</p>

Informazioni pratiche — Notte dei Falò

Come arrivare

Nusco si trova nell'Alta Irpinia, a circa 55 km da Avellino e 110 km da Napoli. In auto si raggiunge dall'autostrada A16 Napoli-Canosa (uscita Lioni-Grottaminarda o Avellino Est, poi SS7 ofantina) oppure dal raccordo autostradale Avellino-Salerno. Le stazioni ferroviarie di riferimento sono Avellino e Salerno, collegate poi da autolinee regionali.

Parcheggi e navetta

Durante la manifestazione il centro storico è chiuso al traffico: sono predisposte aree di parcheggio attrezzate a valle del borgo, servite da un servizio navetta gratuito attivo nelle giornate di maggiore affluenza (sabato e domenica).

Ingresso e costi

L'ingresso alla manifestazione, l'accesso ai falò e le visite guidate al centro storico sono gratuiti. Sono a pagamento solo le degustazioni presso gli stand gastronomici, con prezzi da sagra di paese. Presenti anche opzioni vegane.

Consigli

Nusco è a 878 metri di altitudine e a gennaio le temperature possono scendere sotto zero: abbigliamento molto caldo, scarpe comode e antiscivolo sono indispensabili, perché il percorso si snoda su vicoli in pietra e scalinate. Conviene arrivare nel pomeriggio per fare in tempo la visita guidata e poi assistere all'accensione dei falò.

Contatti

  • Sito ufficiale: www.lanottedeifalo.it
  • Facebook e Instagram: @lanottedeifalonusco
  • Organizzazione: Pro Loco Nusco, con il Comune di Nusco

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Dove si svolge — Notte dei Falò

Centro storico di Nusco

Via San Giovanni 2, 83051 Nusco

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Tel
+39 328 0472434

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