A Valva il suono antico della civiltà pastorale appenninica
Il Festival dei Campanacci d'Italia è una manifestazione nata a Valva, comune di poco più di millecinquecento abitanti adagiato nell'alta valle del Sele, in provincia di Salerno (Campania), ai piedi del Monte Eremita e del Monte Marzano. La prima edizione assoluta si è svolta sabato 7 marzo 2026 e ha messo al centro uno degli oggetti più identitari della civiltà agro-pastorale appenninica: il campanaccio, la campana di metallo che da secoli accompagna greggi e mandrie lungo i percorsi della transumanza.
I campanacci non sono semplici oggetti d'uso. Nati con funzioni cerimoniali e rituali già nell'età del Bronzo, sono poi diventati indispensabili nella gestione del pascolo, conservando però sempre un forte valore simbolico attraverso il mondo greco, quello romano e la cultura contadina più recente. Ogni pastore sceglieva e combinava i propri campanacci in modo unico: il risultato era una vera e propria carta d'identità sonora, riconoscibile a distanza, capace di dire a chi ascoltava a quale gregge appartenesse quel suono. È questa cultura, tramandata oralmente e oggi a rischio di scomparsa, che il festival vuole raccontare e restituire al grande pubblico.
La sede scelta è tra le più suggestive del territorio: le ex Cantine del Sovrano Militare Ordine di Malta, spazi storici legati al complesso della celebre Villa d'Ayala Valva, il parco monumentale di diciassette ettari con castello, giardini e statuaria che rappresenta il monumento più noto del Comune. Un contesto che aggiunge fascino alla visita e permette di unire, nella stessa giornata, il festival e la scoperta del patrimonio locale.
Il cuore della manifestazione è la mostra dedicata ai campanacci, un percorso espositivo che raccoglie esemplari di forme, dimensioni e timbri diversi. Accanto all'esposizione trovano spazio le dimostrazioni dei mestieri che ruotano attorno a questi strumenti:
Il programma dà ampio spazio alle musiche della tradizione pastorale. Nella prima edizione il momento centrale della giornata è stata la presentazione del volume Campanacci d'Italia a cura del professor Giovanni Mocchi, tra i principali studiosi italiani del tema, che ha spiegato come i campanacci siano vere carte d'identità sonore delle comunità pastorali. La manifestazione ha inoltre accolto due figure di primo piano della musica popolare italiana, il musicista ed etnomusicologo Ambrogio Sparagna e la cantante e direttrice di coro Annarita Colaianni, la cui presenza ha dato alla giornata un respiro culturale più ampio.
Dalle 12.30 aprono gli stand gastronomici dedicati ai prodotti del territorio. L'economia di Valva è ancora legata all'agricoltura e all'allevamento, con produzione di olio, cereali, foraggi e ortaggi: la tavola del festival racconta perciò la continuità naturale tra pascolo, campagna e cucina di montagna dell'Appennino salernitano.
La manifestazione è promossa dall'associazione Gruppo Amico, attiva nella promozione e nella tutela delle tradizioni popolari, con il patrocinio del Comune di Valva guidato dal sindaco Giuseppe Vuocolo. L'ingresso è libero per l'intera giornata: una scelta che rende il festival accessibile a famiglie, curiosi, appassionati di folklore e visitatori di passaggio nella Regione Campania. Per chi ama i borghi dell'entroterra, è anche un'ottima occasione per scoprire un angolo di Campania più autentico e meno battuto rispetto alla costa.
Sabato 7 marzo 2026 Valva, in provincia di Salerno, ha ospitato la prima edizione assoluta del Festival dei Campanacci d'Italia, promosso dall'associazione Gruppo Amico con il patrocinio del Comune. La sede, le ex Cantine del Sovrano Militare Ordine di Malta, ha accolto per l'intera giornata espositori, artigiani e visitatori.
Il percorso della mostra, aperto dalle 9.30, ha raccolto campanacci di forme e timbri diversi, accompagnati dalle dimostrazioni di forgiatura dal vivo e dalla realizzazione dei collari in legno. Alle 11.00 il professor Giovanni Mocchi ha presentato il volume Campanacci d'Italia, illustrando il valore identitario di questi strumenti nella civiltà pastorale appenninica.
Ad arricchire la giornata sono intervenuti anche Ambrogio Sparagna, musicista ed etnomusicologo, e Annarita Colaianni, cantante e direttrice di coro, mentre le esibizioni degli scampanatori e le musiche della tradizione hanno scandito le ore centrali della manifestazione. Dalle 12.30 hanno aperto gli stand gastronomici dedicati ai sapori tipici del territorio; la chiusura è arrivata alle 18.30, con un bilancio positivo che apre alla possibilità di nuove edizioni.
Nel corso di tutta la giornata: esibizioni di scampanatori, musiche della tradizione pastorale, dimostrazioni di forgiatura dal vivo e realizzazione dei collari in legno. Tra gli ospiti della prima edizione, il musicista ed etnomusicologo Ambrogio Sparagna e la cantante e direttrice di coro Annarita Colaianni.
Ex Cantine del Sovrano Militare Ordine di Malta, Valva (SA), nell'area legata al complesso di Villa d'Ayala.
In auto: autostrada A2 del Mediterraneo, uscita Contursi Terme-Postiglione, quindi SS 691 Fondo Valle Sele fino all'uscita per Colliano/Valva. Da Salerno il percorso è di circa un'ora.
In treno: la stazione utile più vicina è quella di Contursi Terme sulla linea Salerno-Potenza; da lì è però necessario proseguire in auto, perché i collegamenti pubblici verso i borghi dell'alta valle del Sele sono limitati nei giorni festivi.
In aereo: aeroporto di Salerno-Costa d'Amalfi, oppure Napoli-Capodichino.
Ingresso libero e gratuito per tutta la durata della manifestazione.
Valva si trova a 510 metri di quota: a marzo conviene un abbigliamento caldo e scarpe comode, perché parte delle attività si svolge all'aperto. Il pranzo si può fare direttamente in loco negli stand gastronomici, attivi dalle 12.30.
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Ex Cantine del Sovrano Militare Ordine di Malta