La festa del compatrono di Acireale, tra fede barocca e tradizione popolare
La Festa di San Sebastiano è la celebrazione più amata dagli abitanti di Acireale, città barocca della provincia di Catania affacciata sulla Riviera dei Ciclopi, in Sicilia. San Sebastiano è il compatrono del Comune, venerato accanto alla patrona principale Santa Venera. Ogni anno, intorno al 20 gennaio, il centro storico si trasforma in un grande palcoscenico di fede, suoni e luci, capace di richiamare migliaia di devoti e visitatori.
La devozione cittadina verso il Santo risale al 1466, quando una terribile pestilenza colpì Acireale e la popolazione invocò la protezione di San Sebastiano, martire cristiano vissuto al tempo dell'imperatore Diocleziano. Da allora il legame tra la comunità e il suo compatrono non si è mai interrotto, tramandandosi di generazione in generazione. Il gruppo statuario, con la statua lignea e i bracci reliquiari in argenteria messinese, viene portato in processione sull'artistico fercolo del Settecento, autentico capolavoro di arte sacra.
Il giorno della festa, dopo le numerose messe celebrate fin dalle prime ore del mattino, alle ore 11:00 nella piazza gremita davanti alla Basilica avviene la svelata: il simulacro del Santo appare sul fercolo tra il suono festoso delle campane e i fuochi d'artificio. Inizia allora la lunga processione, accompagnata dall'acclamazione tradizionale in dialetto “cu tuttu 'u cori: viva Sammastianu!”, che conduce il Santo per le vie del centro storico fino a notte fonda, quando i devoti riportano di corsa il simulacro all'interno della Basilica.
Oltre alla dimensione religiosa, la festa di San Sebastiano è un evento identitario che fonde liturgia, folklore e tradizioni popolari della Sicilia orientale. La regia di luminarie, banda musicale e spettacoli pirotecnici trasforma il barocco di Acireale — patrimonio architettonico tra i più ricchi dell'isola — in una scenografia suggestiva. Per chi visita la zona dell'Etna in inverno, è l'occasione perfetta per vivere da vicino la religiosità e il calore di una comunità siciliana.
Il programma 2026 si è articolato lungo tutto il mese di gennaio. Dopo la peregrinatio delle reliquie nelle parrocchie e il triduo (16-18 gennaio), la sera del 19 gennaio le tradizionali Sette Chiamate hanno annunciato la festa. Il 20 gennaio, fin dalle prime ore del mattino, si sono susseguite le messe in Basilica; alle ore 11:00 la svelata del simulacro tra campane e fuochi d'artificio, quindi la lunga processione per il centro storico di Acireale conclusasi a notte fonda con il rientro in Basilica.
I festeggiamenti si sono chiusi con l'ottava di martedì 27 gennaio, con una nuova uscita del simulacro e la processione finale. I momenti salienti del 20 e del 27 gennaio sono stati trasmessi in diretta televisiva su Etna Channel.
Basilica Collegiata di San Sebastiano, Piazza Leonardo Vigo, centro storico di Acireale (CT). La processione attraversa le principali vie e piazze del centro barocco.
In auto: autostrada A18 Messina-Catania, uscita Acireale. In treno: stazione di Acireale sulla linea Messina-Catania-Siracusa. Aeroporto più vicino: Catania-Fontanarossa, a circa 20 km.
L'ingresso è libero. Il 20 gennaio sono in vigore importanti limitazioni al traffico nel centro: conviene arrivare in anticipo e parcheggiare in periferia. I momenti più spettacolari sono la svelata di mezzogiorno e il rientro serale con i fuochi d'artificio.
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Basilica Collegiata di San Sebastiano