Il patrono di Marino tra fede, processione storica e cultura nei Castelli Romani
La Festa Patronale di San Barnaba è l'appuntamento identitario più sentito di Marino, cittadina della Città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio, affacciata sul lago Albano e considerata una delle capitali dei Castelli Romani. Le sue origini risalgono al primo Seicento: l'11 giugno del 1615, del 1616 e del 1617 tre violentissime grandinate distrussero i raccolti delle campagne marinesi. La comunità, riunita in assemblea popolare, chiese al cardinale Francesco Sforza di poter venerare come patrono l'apostolo il cui giorno liturgico cadeva proprio in quella data. L'approvazione arrivò il 4 giugno 1619 e da allora la festa non si è più interrotta.
Il momento più atteso resta la processione solenne che attraversa i vicoli e le piazze del centro storico. Il corteo ha una struttura codificata da secoli: aprono i gruppi laicali, seguono le confraternite con gli arredi processionali — tra cui due enormi arazzi seicenteschi e la cosiddetta «basilica», il grande ombrello giallo e rosso che rappresenta simbolicamente la chiesa madre — poi il clero, le autorità civili e militari e la folla dei fedeli. La statua del santo percorre le strade tra ali di pubblico, mentre le bande musicali accompagnano il passaggio.
La celebrazione eucaristica principale si tiene nella Basilica collegiata di San Barnaba, edificio monumentale la cui prima pietra fu posata il 10 giugno 1640 e nella quale la prima messa cantata risuonò il 22 ottobre 1662. A presiederla è il Vescovo della Diocesi di Albano, monsignor Vincenzo Viva, alla presenza del Sindaco, della Giunta, del Consiglio comunale e delle associazioni cittadine. Alla messa segue tradizionalmente la benedizione della città.
Accanto alla dimensione religiosa, l'Amministrazione comunale costruisce ogni anno un programma culturale che si distribuisce su più giornate. Sul sagrato della basilica e in Piazza San Barnaba si alternano cori scolastici, orchestre giovanili, formazioni jazz e gruppi rock e pop; nelle sale istituzionali trovano spazio presentazioni editoriali e incontri di approfondimento. Non manca l'arte all'aperto, con le mostre spontanee allestite lungo le vie del centro e con il concorso di pittura estemporanea Scorci di Marino, che invita gli artisti a ritrarre dal vero angoli e scorci della città.
Fin dal Seicento alla festa era legata una fiera di bestiame e mercanzie che si teneva dall'11 al 18 giugno: una tradizione che oggi sopravvive nei banchi, nelle bancarelle e nei mercatini che affollano il centro nei giorni della festa. Il calendario comprende anche momenti di solidarietà, come il pranzo offerto alle persone in difficoltà, e appuntamenti conviviali che coinvolgono le parrocchie e gli oratori cittadini.
Chi arriva per San Barnaba trova una città che vive di tradizioni forti: qui, in ottobre, si svolge la celeberrima Sagra dell'Uva, la più antica d'Italia, e il vino dei Castelli Romani accompagna naturalmente anche i giorni di giugno. Nel dialetto locale il patrono è chiamato affettuosamente «san Barnipa», segno di una confidenza popolare che dice più di qualsiasi celebrazione ufficiale. Passeggiando tra la Fontana dei Quattro Mori, il Palazzo Colonna e i vicoli medievali, si capisce perché la festa sia considerata, come ripetono gli amministratori, «il momento in cui la comunità si ritrova e riconosce i suoi valori più autentici».
Dal 9 al 12 giugno 2026 Marino ha celebrato il suo patrono con un calendario che ha unito devozione e cultura. Il momento centrale è stata la processione solenne dell'11 giugno lungo le strade del centro storico, seguita da numerosi fedeli, dalle confraternite e dalle associazioni civiche, con la partecipazione del Vescovo Vincenzo Viva della Diocesi di Albano, del Sindaco Stefano Cecchi, degli assessori e dei consiglieri comunali, delle forze dell'ordine e dei volontari della protezione civile.
Accanto alle celebrazioni liturgiche, il programma curato dall'Amministrazione comunale e dall'assessora alla Cultura Pamela Muccini ha proposto mostre d'arte spontanea lungo le vie del centro, il concorso di pittura estemporanea Scorci di Marino, esibizioni musicali sul sagrato della Basilica di San Barnaba — dai cori scolastici alle formazioni rock, pop e jazz — e momenti di approfondimento culturale, tra cui la partecipatissima presentazione in Sala consiliare del volume su Masaccio a cura del giornalista e storico dell'arte Alessandro Masi.
Una festa diffusa e gratuita, che ha confermato Marino come uno dei riferimenti identitari dei Castelli Romani.
In auto da Roma: Via Appia Nuova (SS7) o Via dei Laghi, uscita Marino; il centro storico è a traffico limitato durante la festa, si consiglia di parcheggiare nelle aree esterne e salire a piedi.
In treno: linea FL4 Roma Termini–Albano Laziale, stazione di Marino Laziale, poi navetta o breve salita a piedi verso il centro.
In metropolitana e bus: metro A fino ad Anagnina, quindi autobus Cotral per Marino.
Ingresso libero e gratuito a processione, celebrazioni religiose, concerti sul sagrato e mostre all'aperto. Eventuali cene e pranzi comunitari possono prevedere una quota.
La processione dell'11 giugno si tiene nel tardo pomeriggio: arrivare con un'ora di anticipo per trovare posto lungo il percorso. Scarpe comode consigliate per i vicoli in salita e il selciato storico. Per informazioni: Comune di Marino, tel. +39 06 93662384.
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Basilica di San Barnaba e centro storico
Piazza San Barnaba, 00047 Marino