Due giorni di devozione, processioni e musica nel comune più alto della Campania
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
A Trevico, in provincia di Avellino, la Festa della Madonna della Libera e di San Vito non è un evento costruito a tavolino: è il momento in cui un intero paese della Baronia irpina si riconosce nella propria storia. I manoscritti del teologo don Andrea Calabrese fanno risalire la venerazione dell'immagine della Madonna della Libera all'VIII secolo, e la festa cade nel giorno della Natività di Maria, l'8 settembre. Nella Cattedrale di Santa Maria Assunta e Sant'Euplio si conservano tre statue lignee della Vergine, di epoche diverse, che la raffigurano nell'atto di accogliere i devoti sotto il suo manto.
Il momento più celebre della storia recente è la solenne incoronazione del 1924, quando la statua ricevette una corona d'oro a tre ordini del peso di circa un chilogrammo e un'oncia, realizzata da un artigiano napoletano grazie al lascito di un benefattore del paese. Nel 1948 l'immagine venne portata in pellegrinaggio nelle parrocchie della Baronia per risollevare le comunità nel dopoguerra; nel 2010 la scultura è stata restaurata da maestri altoatesini, che ne hanno realizzato anche una copia fedele.
Il programma religioso si apre con la novena, che a fine agosto richiama fedeli da tutta la Baronia. Nella giornata dell'8 settembre si celebrano più messe, spesso presiedute da sacerdoti ospiti e dal Vescovo della diocesi; nel pomeriggio si tiene la tradizionale benedizione delle automobili e degli automobilisti, legata alla fama della Madonna della Libera come protettrice nei pericoli della strada. La giornata culmina con la messa solenne, la processione con la statua per le vie del borgo e i fuochi pirotecnici.
La devozione conserva una dimensione popolare intensa. Dai paesi vicini — Bisaccia, Vallata, Carife e altri centri della Baronia — i pellegrini salivano a Trevico a piedi, a volte scalzi, nella notte fra il 7 e l'8 settembre; oggi arrivano in auto, ma la salita verso la cattedrale resta un rito. Chi riceveva una grazia offriva oro votivo, cuori d'argento, anelli, e in passato addirittura le proprie trecce di capelli, esposte in chiesa il giorno della festa.
Il giorno successivo la festa si sposta nella piccola contrada San Vito, poco fuori il centro abitato. Il programma prevede la messa del mattino nella chiesa di San Vito, nel pomeriggio la partenza dalla Cattedrale con la reliquia del santo, quindi la messa e la processione con la statua per le strade della contrada, accompagnata dal concerto bandistico. La serata è affidata alla musica e al ballo, in un clima di festa di paese autentica.
Accanto alle celebrazioni liturgiche, il Comitato Festa organizza gli appuntamenti civili: nelle edizioni recenti la piazza dedicata a Ettore Scola — il grande regista nato proprio a Trevico — ha ospitato serate di musica napoletana e popolare con stand enogastronomici, mentre la contrada San Vito ha chiuso i festeggiamenti con la serata danzante.
Vale la pena arrivare qualche ora prima. Con i suoi 1.094 metri, Trevico è il comune più elevato della Campania: dai belvederi di Sant'Antonio, del Balcone e del Castello lo sguardo arriva, nelle giornate limpide, fino al Vesuvio da un lato e al Gargano pugliese dall'altro. Da vedere anche Port'Alba, unica superstite delle tre porte cinquecentesche, la cripta della cattedrale con il portale del 1472 e una statua lignea duecentesca, e il tiglio secolare del 1692.
Una festa che racconta l'Irpinia interna meglio di qualsiasi guida: poche migliaia di persone, una montagna, una cattedrale antichissima e una fede che, come dimostra la partecipazione anche dopo il furto dell'oro votivo del 2026, non si è mai lasciata scalfire.
A Trevico, nella Baronia irpina, i festeggiamenti in onore della Madonna della Libera e di San Vito si tengono ogni anno in settembre, in corrispondenza della Natività di Maria. Per il 2026 non è ancora stato pubblicato alcun programma ufficiale: date, orari delle messe, dettagli della processione e appuntamenti musicali saranno comunicati dalla Parrocchia Santa Maria Assunta e dal Comitato Festa nelle settimane che precedono l'evento.
Chi desidera partecipare può seguire i canali della comunità parrocchiale e le pagine social dei giovani di Trevico, dove ogni anno vengono diffusi la locandina e il programma completo. La devozione resta viva e molto sentita in tutta la Provincia di Avellino: nell'aprile 2026, dopo il furto dell'oro votivo custodito in cattedrale, la comunità ha riaffermato pubblicamente il proprio attaccamento al culto della Vergine.
In auto: autostrada A16 Napoli-Canosa, uscita Vallata, poi SP ex SS 91 bis per circa 9 km fino a Trevico. Da Avellino sono circa 71 km. Le strade dell'ultimo tratto sono di montagna: guidare con prudenza, soprattutto in caso di nebbia.
Parcheggio: il centro storico è piccolo e in parte chiuso al traffico durante le processioni; conviene lasciare l'auto nelle aree a valle del borgo e salire a piedi.
La partecipazione alle celebrazioni religiose e agli spettacoli in piazza è libera e gratuita. A pagamento soltanto le consumazioni presso gli stand enogastronomici.
L'offerta ricettiva a Trevico è limitata: si trovano agriturismi e B&B nei comuni vicini della Baronia (Vallata, Vallesaccarda, Ariano Irpino) e lungo l'asse dell'A16.
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Cattedrale di Santa Maria Assunta e Sant'Euplio
Piazza Nicola Ferrara, 20, 83058 Trevico