Pane e vino sul sagrato per il patrono di Vejano, il 28 e 29 gennaio
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel cuore dell'inverno, quando il borgo medievale di Vejano si raccoglie attorno alle sue chiese, il 28 e 29 gennaio si rinnova una tradizione che unisce fede, memoria e convivialità : la Festa di Sant'Orsio, patrono del paese, accompagnata dalla celebre Sagra della Zuppa. Si tratta di una ricorrenza a data fissa, radicata da secoli nel calendario della comunità , che richiama ogni anno i vejanesi e i visitatori dei paesi vicini della provincia di Viterbo.
La figura di Sant'Orsio, venerato come pellegrino, è avvolta in una leggenda affascinante. Secondo la tradizione, Orsio era un cavaliere al seguito di Carlo Magno che, colpito da una maledizione, si macchiò involontariamente di un triplice omicidio. Per espiare la colpa trascorse il resto della vita come pellegrino penitente, in cerca di redenzione, tra privazioni, fame e sete. Il suo culto sarebbe stato introdotto a Vejano dalla famiglia Orsini, quando questa prese il controllo del territorio, e da allora il santo è divenuto il protettore della comunità agricola locale.
Il momento più atteso della festa è la distribuzione della zuppa, che si svolge la sera del 28 gennaio. Al termine della santa messa, sul sagrato della chiesa della Madonna del Suffragio, il parroco benedice la tradizionale zuppa di pane e vino, che viene poi offerta a tutti i presenti. Il gesto rende omaggio alla sete e alle sofferenze patite dal santo durante gli anni dell'espiazione, ma affonda le radici anche nella civiltà contadina medievale, quando pane e vino rappresentavano la base della sopravvivenza quotidiana: inzuppare il pane nel vino e condividerlo è un segno di ringraziamento e di devozione.
La festa si articola su due giornate dal ritmo consolidato:
Vejano è un piccolo comune della Tuscia viterbese, nel Lazio settentrionale, adagiato su uno sperone tufaceo tra boschi e forre, non lontano dal lago di Bracciano. Il borgo conserva il castello Orsini, vicoli medievali e una forte identità rurale: la festa patronale ne è l'espressione più autentica, capace di raccontare in poche ore secoli di storia locale. Il legame con la famiglia Orsini, che segnò profondamente la vicenda del paese, riaffiora proprio nel culto di Sant'Orsio.
Sostenuta dal Comune di Vejano, dalla parrocchia e dal tessuto associativo locale, la festa è un appuntamento gratuito e aperto a tutti. Chi visita Vejano a fine gennaio trova un'atmosfera raccolta e genuina, lontana dai grandi circuiti turistici: la zuppa fumante distribuita nel freddo dell'inverno, la processione al lume delle candele e i fuochi d'artificio sul borgo restano tra le esperienze più suggestive che la provincia di Viterbo possa offrire in questa stagione.
Come ogni anno, la ricorrenza del patrono Sant'Orsio a Vejano cade il 28 e 29 gennaio, data fissa non legata al giorno della settimana. L'edizione 2026 segue lo schema consolidato della festa: la sera del 28 gennaio, al termine della santa messa nella chiesa della Madonna del Suffragio, il parroco benedice la tradizionale zuppa di pane e vino, distribuita gratuitamente a tutti i presenti sul sagrato, in memoria delle sofferenze patite dal santo pellegrino.
Il 29 gennaio, giorno del patrono, il borgo della Tuscia viterbese vive il momento più solenne con le messe, la processione per le vie del centro storico con il trasporto della reliquia di Sant'Orsio e lo spettacolo pirotecnico conclusivo. Non avendo reperito fonti scritte specifiche sull'edizione 2026, le informazioni riportate riflettono il programma tradizionale della festa, che si ripete invariato di anno in anno.
Vejano si trova in provincia di Viterbo, lungo la strada provinciale Braccianese Claudia, a circa 30 km da Viterbo e 60 km da Roma. In auto: da Roma, via Cassia o Braccianese in direzione Bracciano–Oriolo Romano; da Viterbo, direzione Vetralla–Barbarano Romano. I momenti principali della festa si svolgono presso la chiesa della Madonna del Suffragio e nel centro storico.
La festa è gratuita: la zuppa di pane e vino viene distribuita a tutti i presenti sul sagrato al termine della messa del 28 gennaio.
La festa si svolge in pieno inverno, in gran parte all'aperto: si consiglia un abbigliamento caldo. Parcheggi disponibili nei pressi del centro storico.
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Chiesa della Madonna del Suffragio e centro storico