Toselli, tammurriate e processione nell'ottava di Pasqua a Pagani
La Festa della Madonna delle Galline è il cuore identitario di Pagani, nella provincia di Salerno, in Campania. La tradizione racconta che una tavola lignea raffigurante la Madonna del Carmelo, scomparsa da una chiesetta di montagna nel territorio di Tramonti, riemerse nell'agro paganese durante la settimana di Pasqua grazie ad alcune galline che razzolavano nell'aia. Da quel ritrovamento e dai miracoli attribuiti all'immagine tra il 1609 e il 1610 nacque il culto della «Madonna delle Galline», che da oltre quattro secoli scandisce la primavera della città.
I festeggiamenti si svolgono nell'ottava di Pasqua e culminano nella domenica in Albis, la prima domenica dopo Pasqua, quando l'effigie della Vergine percorre in processione tutte le strade cittadine. Non esistono date fisse: il calendario segue quello pasquale, perciò la festa può cadere tra i primi giorni di aprile e l'inizio di maggio. Nel 2026 il programma si è sviluppato dal 10 al 14 aprile, con il tema «Stella del Mattino», ispirato a una delle invocazioni mariane di Sant'Alfonso Maria de' Liguori.
Nei giorni della festa il centro storico si riempie di toselli: piccoli altari votivi allestiti dagli abitanti nei cortili, nei vicoli e negli androni, decorati con drappi, fiori, luci e immagini sacre. Ogni tosello è un punto di sosta e di canto, e insieme compongono un percorso esperienziale che si può seguire a piedi per tutta la città. Nel 2026 ne sono stati allestiti trentasette, nel 2025 trentuno: un numero che cresce di anno in anno e che testimonia quanto la festa sia ancora un fatto collettivo e di quartiere, più che uno spettacolo per turisti.
Al programma religioso si affianca da anni il Ritmo Festival, rassegna internazionale dedicata alle musiche e alle danze di tradizione, con la direzione artistica di Vincenzo Romano. Due giornate di workshop su tammorra, canto e danza popolare nel tardo pomeriggio, seguite in serata da concerti in piazza Corpo di Cristo e in piazza Sant'Alfonso. È la parte più aperta e contemporanea della festa, quella che porta a Pagani studiosi, musicisti e appassionati da tutta Italia e dall'estero.
La festa è stata inserita dall'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (già Istituto Centrale per la DemoEtnoAntropologia) tra i beni immateriali d'Italia, in quanto esempio vivo di religiosità popolare campana. Il riconoscimento ha rafforzato il lavoro di documentazione: mostre fotografiche, percorsi culturali guidati e incontri di approfondimento affiancano ormai stabilmente il calendario liturgico.
Chi arriva a Pagani in questi giorni trova una città che non si ferma mai: messe e liturgie al santuario, cortei di tammorre che si muovono da un vicolo all'altro, banchi di prodotti tipici, punti di ristoro e famiglie che aprono i portoni per mostrare il proprio tosello. Alla Madonna vengono tradizionalmente offerti tortani e altri pani rustici, insieme agli animali da cortile che danno il nome alla festa. Il consiglio è di dedicare almeno una giornata intera al centro storico, arrivando presto la domenica per assistere alla processione e restando la sera per i concerti.
Pur essendo profondamente paganese, la Festa della Madonna delle Galline richiama ogni anno decine di migliaia di persone dall'intera provincia di Salerno, dall'area vesuviana e da Napoli. È uno dei riti che meglio raccontano la continuità tra devozione mariana e cultura contadina nel Mezzogiorno, e resta uno degli appuntamenti di folklore religioso più autentici del calendario campano.
Il titolo scelto per l'edizione 2026 richiama una delle invocazioni mariane di Sant'Alfonso Maria de' Liguori e ha guidato l'intero cartellone attorno al tema della luce, intesa come segno di fede, speranza e rinascita. Il Comune di Pagani ha destinato circa 60.000 euro all'organizzazione dei servizi di sicurezza, parcheggi e assistenza sanitaria.
Il santuario della Madonna del Carmine, i cortili del centro storico con i loro trentasette toselli, piazza Corpo di Cristo e piazza Sant'Alfonso hanno ospitato le principali tappe della festa. Alla città diffusa si è aggiunta la mostra fotografica «In Lumine – i volti della Festa», quindici ritratti collocati in altrettanti angoli del centro storico in omaggio al fotografo Gaetano De Mauro.
La sezione musicale, con la direzione artistica di Vincenzo Romano, ha proposto due pomeriggi di workshop e approfondimenti sull'arte della tammorra, della danza e del canto, e due serate di concerti con le paranze locali, le orchestre Ars Nova e Uhamena, il Canzoniere Grecanico Salentino e il concerto conclusivo Dance Tarantella.
In treno: la stazione di Pagani è sulla linea Salerno-Napoli via Nocera Inferiore; in alternativa la Circumvesuviana collega l'area con Napoli. In auto: autostrada A3 Napoli-Salerno, uscita Pagani; nei giorni della festa il centro storico è chiuso al traffico e conviene lasciare l'auto nei parcheggi allestiti in periferia. In aereo: aeroporto di Napoli-Capodichino, a circa 40 km.
Tutti gli appuntamenti religiosi e civili sono a ingresso libero e gratuito, compresi i concerti nelle piazze. I workshop del Ritmo Festival richiedono l'iscrizione preventiva.
Telefono: +39 389 1572745. Programma ufficiale pubblicato ogni anno sul sito del Comune di Pagani.
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Santuario della Madonna delle Galline e centro storico