La devozione secolare di Montella, fra processioni, asta del Salvatore e fuochi in piazza
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
A Montella, in provincia di Avellino, la Festa del Santissimo Salvatore è molto più di una ricorrenza del calendario liturgico: è l'appuntamento che scandisce l'identità dell'intero paese. La tradizione la fa risalire all'inverno del 1778 e alla primavera del 1779, quando una siccità lunghissima mise in ginocchio le campagne irpine. I montellesi salirono in processione al monte per invocare il Salvatore e, secondo il racconto popolare, l'acqua tornò improvvisamente ad abbondare nella cisterna accanto alla cappella; poco dopo arrivò la pioggia. Da allora la devozione non si è più interrotta: nel luglio del 1779 fu portata da Napoli la statua d'argento e già dal 1780 la comunità volle celebrare ogni anno il suo Salvatore.
Il Santuario del Santissimo Salvatore sorge su un rilievo isolato dei Monti Picentini, a 954 metri di quota, e domina l'abitato di Montella e la valle sottostante. È metà di pellegrinaggio tutto l'anno, inserito anche negli itinerari giubilari: molti fedeli percorrono in ginocchio gli ultimi gradini, un gesto che la tradizione locale collega alla memoria dei buoi inginocchiatisi durante il trasporto della campana. Proprio la campana, di circa venti quintali, è una delle curiosità del luogo, insieme al panorama sui monti della Campania interna. L'immagine venerata raffigura il Gesù della Trasfigurazione, la festa che papa Callisto III fissò al 6 agosto e che a Montella resta un secondo momento forte dell'anno devozionale.
Dal 1892, anno in cui fu inaugurato il monumento marmoreo di Piazza Bartoli, i solenni festeggiamenti si articolano su tre giornate consecutive, secondo uno schema che il Comitato Festa Santissimo Salvatore rinnova ogni anno insieme alle parrocchie di Santa Maria del Piano, San Benedetto e San Michele Arcangelo:
Accanto alla festa annuale esiste un rito eccezionale: la peregrinatio, ovvero la discesa della statua dal santuario alla Chiesa Madre, con il rientro al monte al termine dei festeggiamenti. Non è un appuntamento ordinario: nella sua forma solenne si ripete ogni venticinque anni oppure in occasioni straordinarie. L'ultima si è tenuta nel 2025, anno giubilare, con la discesa del 20 luglio e dieci giorni di celebrazioni che hanno richiamato migliaia di persone; la prossima discesa ordinaria è attesa per il 2029. Negli altri anni la festa resta legata alla domenica della Santissima Trinità, fra la fine di maggio e l'inizio di giugno.
Chi arriva per la festa scopre un paese di circa settemila abitanti a 560 metri, ai piedi del Terminio, a pochi chilometri dal Laceno. Montella è celebre per la castagna IGP, per il tartufo nero e per il caciocavallo, e conserva un patrimonio notevole: il Complesso Monumentale del Monte, la Chiesa Madre di Santa Maria del Piano costruita fra il 1552 e il 1586 e il Convento di San Francesco a Folloni. Nei giorni della festa le strade si riempiono di bancarelle, luminarie e profumi di cucina irpina, e il paese si ritrova al completo, comprese le famiglie emigrate che tornano per l'occasione.
La Festa del Santissimo Salvatore non è uno spettacolo costruito per i turisti: è una festa di popolo che accoglie volentieri chi arriva da fuori, in equilibrio fra il raccoglimento delle processioni serali e l'allegria della piazza dopo cena. È anche l'occasione migliore per salire al santuario e capire, davanti al panorama sui Picentini, perché questa montagna sia da secoli il riferimento spirituale di Montella.
Alla data di redazione di questa scheda non risultano pubblicate le date ufficiali della Festa del Santissimo Salvatore 2026 a Montella, in provincia di Avellino. La ricorrenza, nella sua forma annuale, è legata alla domenica della Santissima Trinità e si sviluppa tradizionalmente su tre giornate, con novena di preparazione, messe solenni, le due processioni per Montella alta e Montella bassa, l'Asta e la Lotteria del Salvatore, il concerto bandistico e le serate musicali in Piazza Bartoli.
Il 2025 ha rappresentato un'eccezione: in occasione dell'Anno Santo si è svolta la solenne discesa della statua dal santuario a 954 metri fino alla Chiesa Madre, un rito che nella sua forma ordinaria si ripete ogni venticinque anni e la cui prossima edizione è attesa nel 2029. Per il 2026 è quindi ragionevole attendersi il consueto ciclo annuale di celebrazioni, ma senza alcuna conferma ufficiale al momento.
Consigliamo di verificare gli aggiornamenti presso le parrocchie di Montella, il Comitato Festa Santissimo Salvatore e i canali informativi del Comune e della Provincia di Avellino.
In auto: dall'autostrada A2 del Mediterraneo uscita Contursi Terme, poi SS 574 e SP verso Montella; da Avellino si percorre la SS 7 ter «Ofantina» in circa 45 minuti. In treno: la stazione di riferimento è Avellino, collegata a Montella da autolinee extraurbane. In aereo: aeroporto di Napoli Capodichino, a circa un'ora e mezza di auto.
Le celebrazioni religiose si tengono nella Chiesa Madre di Santa Maria del Piano e nelle parrocchie del paese; il programma civile, con concerti, asta e fuochi pirotecnici, anima Piazza Bartoli e il centro di Montella. Il Santuario del Santissimo Salvatore si raggiunge a piedi o in auto lungo la strada che sale al monte.
Gli appuntamenti religiosi e gli spettacoli in piazza sono tradizionalmente ad ingresso libero. Conviene arrivare presto nelle serate dei concerti, perché il centro si riempie e i parcheggi in prossimità della piazza sono limitati. Per chi sale al santuario sono consigliate scarpe comode: la quota è di 954 metri e le serate, anche d'estate, possono essere fresche. Per pernottare ci si può orientare su Montella, su Bagnoli Irpino e sull'altopiano del Laceno.
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Piazza Bartoli e Chiesa Madre di Santa Maria del Piano
Piazza Bartoli, 83048 Montella