La goliardica processione di San Martino nel Medio Volturno
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
La Festa dei Cornuti di Ruviano, piccolo comune della provincia di Caserta affacciato sulla valle del Volturno, in Campania, è probabilmente la manifestazione più autoironica d'Italia. Ogni anno, l'11 novembre, giorno di San Martino — che la tradizione popolare indica come protettore dei cornuti — le strade del paese si riempiono di persone che sfilano con vistose corna in testa, cantando e ridendo di sé stesse. Non c'è nulla di offensivo: qui l'antico sfottò contadino è stato ribaltato in una festa collettiva, sotto il motto «cornuto è bello».
L'origine dell'evento risale al 1978, quando un gruppo di amici ruvianesi si riunì per festeggiare San Martino con del castrato — carne di animale cornuto — e del buon vino. Terminato il pranzo, per gioco, i commensali attraversarono il paese in corteo con le candele accese e i trofei di corna raccolti dalla tavola. Lo scherzo piacque a tal punto che l'anno seguente venne ripetuto, e poi ancora, fino alla nascita ufficiale dell'Associazione Cornuti Ruvianesi (A.C.R.), che da oltre quarant'anni cura l'organizzazione della festa. Nel 2024 si è celebrata la 46ª edizione, nel 2025 la 47ª: un appuntamento ormai considerato uno dei pilastri del folklore ruvianese.
Dietro la goliardia si nasconde una memoria precisa. Alla ricorrenza di San Martino erano legate, in tutto il Meridione, le grandi fiere del bestiame, dove si commerciavano animali dalle corna imponenti. I mercanti restavano lontani da casa per giorni interi e, secondo la tradizione beffarda dei paesi, al ritorno rischiavano di scoprire qualche sorpresa domestica: da qui l'associazione fra San Martino, le corna e i mariti traditi. Ruviano ha trasformato quella derisione in un rito di comunità, capace oggi di richiamare visitatori da tutta la penisola e persino dall'estero.
La giornata segue un canovaccio consolidato, che si ripete di anno in anno con poche varianti:
Nata come rimpatriata fra soli uomini, la manifestazione oggi accoglie anche le donne, e all'A.C.R. aderiscono affiliati provenienti da diverse regioni italiane, che tornano puntualmente a Ruviano ogni 11 novembre.
La parte gastronomica non è un contorno ma una componente essenziale della giornata. Il piatto simbolo resta il castrato, in omaggio all'animale cornuto da cui tutto è cominciato, affiancato dalla pasta e fagioli e dalle specialità dell'entroterra casertano. Nei bicchieri scorre soprattutto il Pallagrello, vitigno autoctono coltivato sulle colline attorno a Raiano e al Medio Volturno, che negli ultimi decenni ha riportato l'attenzione enologica su questa parte della provincia di Caserta.
Ruviano è un centro di poche migliaia di abitanti al confine fra la provincia di Caserta e il Sannio beneventano, in un'area di colline, uliveti e vigneti attraversata dal fiume Volturno. La zona del Medio Volturno è ricca di borghi, chiese rurali e percorsi enogastronomici ancora poco battuti dal turismo di massa: l'11 novembre è l'occasione migliore per scoprirla, quando il paese raddoppia la propria popolazione e il centro storico diventa un teatro a cielo aperto.
La Festa dei Cornuti non è una rievocazione costruita a tavolino per attirare visitatori: è una festa spontanea, nata fra amici e cresciuta da sola, che conserva un'ironia genuinamente paesana. Chi arriva a Ruviano trova un'accoglienza calorosa, un corteo che fa ridere senza volgarità e una comunità che ha scelto di ribaltare un'offesa antica in un motivo d'orgoglio. È, in fondo, una lezione di leggerezza — e vale il viaggio.
Al momento non risulta pubblicato alcun annuncio ufficiale relativo all'edizione 2026 della Festa dei Cornuti di Ruviano. La manifestazione è però una ricorrenza fissa del calendario del Medio Volturno, legata alla festa di San Martino e organizzata senza interruzioni dall'Associazione Cornuti Ruvianesi dal 1978.
Sulla base delle edizioni precedenti, la giornata prevede l'apertura degli stand gastronomici con i prodotti tipici del territorio, il raduno dei partecipanti con le corna in testa, la processione goliardica per le vie del centro accompagnata dalla banda musicale, il rogo del fantoccio in piazza e uno spettacolo musicale serale.
Per conoscere data, orari e programma definitivi conviene seguire la pagina Facebook dell'associazione o contattare direttamente gli organizzatori.
In auto: Ruviano si raggiunge dall'uscita di Caianello o Capua dell'A1 Milano-Napoli, proseguendo lungo la valle del Volturno; da Caserta si percorre la SS87 in direzione Telese. Da Benevento il paese dista circa 40 km.
In treno: la linea Napoli-Piedimonte Matese/Alifana e la ferrovia della valle del Volturno servono le stazioni della zona; conviene comunque verificare gli orari sul sito di Trenitalia, perché le corse serali sono limitate.
Durante la processione il centro storico è chiuso al traffico. Si consiglia di arrivare con largo anticipo e di lasciare l'auto nelle aree di sosta ai margini del paese, proseguendo a piedi.
L'accesso alla manifestazione e alla processione è libero. Le degustazioni presso gli stand gastronomici sono a pagamento, con prezzi da sagra paesana.
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Centro storico di Ruviano (Piazza Roma, Piazza Nuova, Via Orientale)