Il fuoco della tradizione nel borgo più alto della Campania
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Il Falò di San Giuseppe è una delle consuetudini più radicate di Trevico, piccolo comune della Provincia di Avellino, in Campania, che con i suoi 1.094 metri di altitudine è il capoluogo comunale più alto della regione. Il calendario delle manifestazioni comunali lo registra con una formula che dice tutto: il 19 marzo, giorno della festa del papà, è consuetudine dei trevicani realizzare il falò di San Giuseppe. Non un evento costruito a tavolino, dunque, ma un rito di paese che si ripete anno dopo anno nella stessa data, quella in cui la Chiesa celebra il santo falegname.
In tutta l'Irpinia e nella zona della Baronia i falò di San Giuseppe segnano il confine tra la stagione fredda e quella nuova. Il fuoco ha un valore doppio: da un lato è gesto devozionale, dall'altro è simbolo di purificazione e di speranza, l'immagine del vecchio che brucia per fare posto a ciò che sta per germogliare. Nei borghi dell'Appennino campano la legna viene raccolta nei giorni precedenti e la catasta cresce fino a diventare, la sera del 19, una torre di fiamme visibile da lontano. A Trevico, affacciato sulla dorsale che guarda verso la Puglia e il Vulture, lo spettacolo del fuoco in quota ha una forza particolare.
La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco Trevico in collaborazione con l'Associazione Anziani (Associazione Senior) di Trevico e con il patrocinio del Comune di Trevico. È una formula intergenerazionale che dice molto del paese: i più anziani custodiscono la memoria del rito e il modo di preparare la catasta, i giovani e le famiglie riempiono la piazza del fuoco. La serata non ha l'impianto del grande festival: è piuttosto una festa di paese, con il ritmo lento delle chiacchiere davanti alla brace e i bambini che seguono le scintille salire nel cielo di marzo.
Il secondo cuore dell'appuntamento è la degustazione dei prodotti tipici, ospitata alla Stazione Enogastronomica di Trevico, in via Nicola Petrilli. Qui il territorio si racconta con i suoi prodotti riconosciuti come PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) della Campania:
La proposta gastronomica cambia di anno in anno secondo la disponibilità dei produttori locali: è la cucina di casa, fatta con ingredienti genuini e freschi, più che un menù da ristorante.
Chi arriva per la serata trova un borgo che merita qualche ora di visita anche di giorno. La Cattedrale di Santa Maria Assunta, di origini paleocristiane e più volte ferita dai terremoti, conserva una cripta con portale gotico; restano i ruderi del castello con la torre aragonese e, nel tessuto del centro storico, Palazzo Scola, casa natale del regista Ettore Scola, che a Trevico dedicò il film Trevico-Torino: viaggio nel Fiat-Nam. Dal belvedere, nelle giornate limpide, lo sguardo corre dal Gargano al Matese: è il motivo per cui il paese viene chiamato il balcone della Campania.
Il Falò di San Giuseppe apre la stagione delle feste di Trevico, che prosegue con le celebrazioni di primavera e di estate — Santa Maria di Anzano, Sant'Antonio il 13 giugno, Sant'Euplio il 12 agosto, il Mercatino delle Cosette il 14 agosto, la Madonna della Libera l'8 settembre — per concludersi in autunno con la Sagra della Castagna e della Patata. Per chi vuole conoscere l'Irpinia interna fuori dai circuiti turistici, la sera del 19 marzo è una delle porte d'ingresso più sincere.
L'edizione 2026 del Falò di San Giuseppe di Trevico non è ancora stata annunciata ufficialmente. La ricorrenza è però una consuetudine fissa del calendario delle manifestazioni comunali, legata al 19 marzo — festa di San Giuseppe e festa del papà — e negli anni passati è stata curata dalla Pro Loco Trevico con l'Associazione Anziani del paese e il patrocinio del Comune di Trevico, in Provincia di Avellino.
Non appena arriveranno conferme, aggiorneremo questa pagina con data, orario di accensione del falò e dettagli sulla degustazione dei prodotti tipici irpini alla Stazione Enogastronomica. Per informazioni dirette è possibile contattare la Pro Loco Trevico al numero +39 0827 96055 o scrivere a [email protected], oppure seguire gli annunci sui canali social della Pro Loco e sul portale Sistema Irpinia della Provincia di Avellino.
Stazione Enogastronomica di Trevico, via Nicola Petrilli 6, 83058 Trevico (AV), Campania. Il falò si svolge all'aperto, nell'area adiacente.
In auto: autostrada A16 Napoli-Canosa, uscita Grottaminarda o Vallesaccarda/Lacedonia, quindi strade provinciali verso Vallata, Carife e Castel Baronia; l'ultimo tratto è una salita panoramica fino ai 1.094 metri del borgo. In treno: stazioni di riferimento Ariano Irpino o Foggia, con collegamento su gomma. In aereo: aeroporti di Napoli-Capodichino (circa 2 ore) e Bari-Palese (circa 2 ore).
Si è in alta collina a quasi 1.100 metri e a marzo la sera fa freddo: giacca calda, sciarpa e scarpe chiuse sono indispensabili. Parcheggiare negli spazi lungo la strada di accesso e raggiungere l'area del falò a piedi. Portare contanti per le degustazioni. Per informazioni e per sapere se la degustazione richiede prenotazione: Pro Loco Trevico, tel. +39 0827 96055, [email protected].
L'offerta ricettiva di Trevico è limitata a piccole strutture e affittacamere: valutare anche Vallata, Vallesaccarda, Ariano Irpino e Bisaccia, tutte a breve distanza in auto.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Stazione Enogastronomica di Trevico
Via Nicola Petrilli, 6, 83058 Trevico