La maschera antropologica dell'Alta Irpinia e le tomacelle di Teora
Nel Comune di Teora, piccolo borgo di poco più di 1.400 abitanti arroccato a 660 metri di quota in Provincia di Avellino, il Carnevale non è una parentesi in maschera ma un rito di comunità. Il Carnevale Teorese, che unisce la maschera de “Lì Squacqualacchiun” alla Sagra delle Tomacelle, apre ogni anno alla fine di gennaio la stagione carnevalesca dell'Alta Irpinia e richiama in paese visitatori da tutta la Campania. L'organizzazione è affidata alla Pro Loco Teora, affiancata dall'Amministrazione comunale.
È la figura che dà il nome alla festa. Al calare della sera uomini travestiti, armati di bastoni e campanacci, si muovono per i quartieri del paese senza un percorso stabilito: disturbano i passanti con rumori assordanti, scherzi e gesti volutamente provocatori, poi spariscono di colpo nei vicoli del centro storico. Il corteo converge infine nella piazza principale, dove va in scena il rito conclusivo: una danza improvvisata prima intorno a “lu pagliar”, il falò propiziatorio, e poi attorno alla fontana del paese.
Il costume, ruvido e sonoro, richiama da vicino le maschere arcaiche del Mediterraneo: non a caso il confronto più immediato è con i Mamuthones sardi. A chiudere le giornate di festa arriva il momento più spettacolare, il “volo dello Squacqualacchione infuocato”, che infiamma la notte teorese.
Accanto al folklore, la tavola. La tomacella è il piatto simbolo di Teora: una polpetta preparata con carne e frattaglie di maiale, arricchita di rafano e formaggio grattugiato, servita alla brace oppure lessa. L'accompagnamento tradizionale prevede patate, peperoni e vino locale. Gli stand gastronomici allestiti in paese propongono la tomacella insieme ad altre specialità irpine, in un percorso che è a tutti gli effetti la parte enogastronomica del Carnevale.
La formula che ha reso riconoscibile la manifestazione è quella delle sfilate di maschere antropologiche: gruppi folkloristici provenienti da altri paesi della Campania e da altre regioni sono invitati a Teora per mostrare le proprie tradizioni carnevalesche. Negli ultimi anni si sono avvicendati il Carnevale Tradizionale Aquarese, il Gruppo Folk “O'ntreccio” Banzanese di Montoro, i Tarantellati di Volturara, il Domino lavellese e il Carnevale dei Poveri. Nel 2026 la novità più attesa è stata l'arrivo dei Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, dalla Sardegna: passi cadenzati, suoni ipnotici e maschere millenarie hanno regalato al paese uno dei momenti più intensi della manifestazione.
Il programma alterna il rito alla festa popolare: giro turistico del paese al mattino, apertura degli stand nel pomeriggio, sfilate, poi concerti dal vivo di gruppi folk e di musica popolare e DJ set fino a notte fonda. È una formula semplice che funziona: nel 2026 la Pro Loco ha registrato una partecipazione molto alta, con il centro storico gremito per entrambe le giornate.
Teora si trova nell'estremo lembo orientale della Provincia di Avellino, a ridosso del confine con la Basilicata, in una zona profondamente segnata dal terremoto dell'Irpinia del 1980 e ricostruita con un impianto urbano moderno accanto al vecchio nucleo. Proprio per questo la difesa delle tradizioni ha qui un valore particolare: la maschera degli Squacqualacchiun e la tomacella sono due dei segni identitari che la comunità ha scelto di non perdere. Visitare il paese durante il Carnevale è il modo migliore per capire questa parte meno battuta della Campania interna.
La Pro Loco Teora e il Comune di Teora hanno aperto il Carnevale 2026 dell'Alta Irpinia con due giornate di festa, il 31 gennaio e il 1 febbraio, concentrate tra il centro storico e Largo Europa. La grande novità dell'edizione è stata la presenza dei Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, tra le maschere più antiche e riconoscibili d'Italia, invitati per la prima volta a sfilare accanto a Lì Squacqualacchiun.
Accanto a loro hanno preso parte al corteo il Gruppo Folk “O'ntreccio” Banzanese di Montoro, il Carnevale Tradizionale Aquarese, I Tarantellati di Volturara, il Domino lavellese e il Carnevale dei Poveri. La parte gastronomica è rimasta affidata alla Sagra delle Tomacelle, con gli stand aperti in entrambe le giornate. La manifestazione si è chiusa con un bilancio molto positivo, con il paese gremito per tutto il fine settimana.
Luogo: centro storico di Teora e Largo Europa, 8 — 83056 Teora (AV).
In auto: autostrada A16 Napoli-Canosa, uscita Lioni-Grottaminarda, poi raccordo Lioni-Grottaminarda e SS7 Ofantina fino a Teora (circa 90 km da Napoli, 60 km da Avellino). Le stazioni ferroviarie più vicine sono Lioni e Conza-Andretta-Cairano, sulla linea Avellino-Rocchetta Sant'Antonio; l'aeroporto di riferimento è Napoli Capodichino.
La manifestazione si svolge nel centro storico di Teora e nell'area di Largo Europa, dove vengono allestiti gli stand gastronomici e il palco. Le sfilate delle maschere attraversano i quartieri del paese.
Teora è a 660 metri di altitudine e a fine gennaio le temperature serali sono rigide: abbigliamento pesante e scarpe comode per i vicoli in pendenza sono indispensabili. Il parcheggio in centro è limitato, conviene lasciare l'auto nelle aree esterne al borgo. Per pernottare si trovano agriturismi e B&B a Lioni, Sant'Angelo dei Lombardi e Calitri.
Pro Loco Teora (pagina Facebook PLTeora) e Comune di Teora, Largo Europa 8, 83056 Teora (AV).
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Centro storico e Largo Europa
Largo Europa, 8, 83056 Teora