Carri allegorici, cavalli e i mesi contadini in dialetto tra le contrade di San Rufo
Dopo un periodo di sospensione, il Carnevale Sanrufese è tornato ad animare le strade e le contrade di San Rufo, borgo di poco più di 1.500 abitanti adagiato a 640 metri di quota nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno, in Campania. Non è un caso che l'edizione 2026 sia stata annunciata proprio con il titolo «Il Ritorno del Carnevale Sanrufese»: la manifestazione nasce dalla volontà dell'associazione Tempa in Festa e del gruppo «I Ragazzi di San Rufo» di rimettere in moto una festa che appartiene alla memoria collettiva del paese e che per anni era rimasta soltanto un ricordo delle generazioni più anziane.
Il cuore della giornata è la sfilata dei carri allegorici, che non si limita al centro abitato ma percorre l'intero territorio comunale. La carovana parte la mattina presto da Contrada Musciano e procede lentamente tra le contrade, accompagnata da cavalli e cavalieri: un dettaglio che rende il corteo sanrufese diverso dai grandi carnevali cittadini e lo lega alla vocazione rurale e pastorale di questa parte della Campania interna. La sosta di metà giornata è prevista alla frazione Fontana Vaglio, dove la festa si ferma per riprendere fiato prima di risalire verso il capoluogo. Il percorso, più che una passerella, è un modo per portare il Carnevale casa per casa, anche dove abitano poche famiglie.
All'arrivo in Piazza Municipio va in scena il momento più identitario della manifestazione: la rappresentazione dei mesi contadini, recitata in dialetto sanrufese. È una forma di teatro popolare diffusa in molte aree dell'Italia meridionale, nella quale i mesi dell'anno diventano personaggi in maschera, ciascuno con il proprio costume, i propri attrezzi e i propri versi: si raccontano così i lavori dei campi, i raccolti, il freddo dell'inverno e l'attesa della primavera. Per San Rufo questo momento è il filo che tiene insieme il Carnevale e la civiltà contadina del Vallo di Diano, e insieme un esercizio concreto di salvaguardia della lingua locale, affidato alla voce di chi la parla ancora ogni giorno.
La festa non finisce con la sfilata. Nel tardo pomeriggio la Sala Ex Cinema ospita lo spettacolo dei bambini delle scuole, mentre in serata è la volta dell'animazione con Kristaball (Patapumfete Animation), della cena a buffet e della musica dal vivo con la Cava Agostino Band. È il classico epilogo delle feste di paese del Sud: si mangia insieme, si balla e si resta in piazza finché regge il freddo di febbraio.
Il Carnevale Sanrufese si distingue anche per la sua dimensione sociale: alla preparazione dei carri e all'organizzazione della giornata partecipano i beneficiari del progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) attivo sul territorio, insieme ai volontari e ai giovani del paese. In un comune piccolo, dove ogni braccio conta, il Carnevale diventa un'occasione di incontro fra chi a San Rufo è nato e chi ci è arrivato da poco.
Il Comune di San Rufo si trova fra la Spina dell'Ausino e il Cucuzzo delle Puglie, in una posizione di passaggio verso la valle del Calore Salernitano attraverso il Passo della Sentinella, alle porte del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il borgo conserva la Chiesa di Santa Maria Maggiore, la Chiesa di Sant'Antonio, quella di San Michele Arcangelo e il Palazzo Baronale, mentre nella frazione Campanella sono stati rinvenuti reperti di età romana e a Calvanello restano i ruderi di un castello medievale. Il calendario delle feste locali è ricco: oltre al Carnevale ci sono la festa della Madonna della Tempa a settembre, con la caratteristica processione dei cinti di cera, la Festa della Castagna in autunno e la rassegna estiva Tempa in Festa, organizzata dalla stessa associazione che ha riportato in vita la sfilata carnevalesca.
Chi cerca un Carnevale spettacolare e monumentale troverà altrove carri più imponenti. A San Rufo si va per un'altra ragione: per vedere una comunità piccola che si racconta da sola, in dialetto, tra cavalli, maschere e piatti fatti in casa. È uno dei modi più autentici per capire il Vallo di Diano fuori dalla stagione turistica.
L'edizione 2026 ha segnato il ritorno del Carnevale Sanrufese nel calendario del Comune di San Rufo, in provincia di Salerno. L'organizzazione è stata curata dall'associazione Tempa in Festa insieme al gruppo «I Ragazzi di San Rufo», con il coinvolgimento dei beneficiari del progetto SAI attivo sul territorio.
La formula scelta è quella della festa itinerante: la sfilata è partita al mattino dalla periferia rurale del paese e ha risalito le contrade fino al centro, dove il pomeriggio è stato dedicato al teatro popolare e la sera agli spettacoli al coperto. Un impianto che ha permesso di coinvolgere sia le famiglie con bambini sia gli abitanti delle frazioni più lontane dal capoluogo.
San Rufo si raggiunge dall'Autostrada A2 del Mediterraneo, uscite Polla o Atena Lucana, proseguendo poi lungo la viabilità locale del Vallo di Diano (circa 15-20 minuti dall'uscita autostradale). Il paese dista una novantina di chilometri da Salerno. In assenza di una stazione ferroviaria nel Comune, l'auto resta il mezzo più pratico; nei giorni di festa conviene lasciarla nei pressi del centro e raggiungere Piazza Municipio a piedi.
Associazione Tempa in Festa — tel. +39 333 7123213, e-mail [email protected]. Aggiornamenti e locandine vengono pubblicati sulla pagina Facebook dell'associazione.
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