La Passione di Cristo rivive nella Domenica delle Palme a Melito Irpino
Quando la Domenica delle Palme apre la Settimana Santa, Melito Irpino si trasforma in un grande spazio sacro all'aperto. La Via Crucis Vivente non è uno spettacolo teatrale nel senso comune del termine: è un cammino di fede che la comunità compie insieme, con i propri volti e le proprie voci, davanti alla chiesa madre di Sant'Egidio Abate. Il piccolo comune della provincia di Avellino, in Campania, diventa così uno dei luoghi dove i riti della Settimana Santa irpina si vivono con maggiore intensità.
La rappresentazione è promossa dalla Parrocchia di Sant'Egidio Abate, guidata da don Michele Puopolo, che ne ha fatto uno degli appuntamenti più attesi dell'anno liturgico melitese. «Non è solo una rappresentazione. È un cammino», ha spiegato il parroco alla vigilia dell'edizione 2026, descrivendo l'evento come «un'esperienza viva, autentica, capace di toccare l'anima». Dietro ogni edizione ci sono settimane di prove, di preparazione dei costumi e degli allestimenti: un lavoro fatto, per usare ancora le sue parole, di «sacrifici silenziosi, di emozioni custodite».
Il tratto distintivo della Via Crucis Vivente di Melito è la partecipazione trasversale del paese. Non ci sono attori professionisti: a dare corpo alla Passione, morte e Resurrezione di Cristo sono gli abitanti stessi, di ogni età, in un intreccio di generazioni che è già di per sé un messaggio.
La scelta del sagrato non è casuale: la chiesa madre di Sant'Egidio Abate, in Piazza della Repubblica, è il cuore civile e religioso del paese. Qui il pubblico non resta semplicemente a guardare. Come racconta don Puopolo, è un momento in cui «non si guarda soltanto: si sente, si attraversa». La luce del tardo pomeriggio che lascia il posto alla sera, il silenzio che scende sulla piazza e poi l'applauso lungo che accompagna la Resurrezione fanno parte dell'esperienza tanto quanto le scene rappresentate.
La Via Crucis Vivente è il primo atto di una settimana densa di riti che a Melito Irpino conservano una forza rara. Nei giorni successivi la comunità si ritrova per la Vestizione di Maria Santissima Addolorata, antico rituale celebrato nella chiesa madre, e poi per la processione del Venerdì Santo del Triduo Pasquale. È un calendario che tiene insieme fede, memoria familiare e identità del borgo: chi partecipa una volta capisce perché a Melito la Settimana Santa non sia considerata un semplice evento del calendario.
Melito Irpino conta poco meno di duemila abitanti e sorge nella Valle Ufita, nell'Irpinia orientale, a circa 460 metri di altitudine. Il nucleo medievale, oggi noto come Melito Vecchia, fu danneggiato dal terremoto del 1962 e successivamente abbandonato: l'abitato attuale è il risultato di quella ricostruzione. Proprio per questo le tradizioni religiose hanno qui un valore identitario particolarmente forte, perché rappresentano il filo che lega il paese nuovo alla sua storia più antica. Al comune appartengono anche le frazioni di Cozza, Fontana del Bosco e Incoronata, mentre il patrono, Sant'Egidio Abate, si festeggia il 1° settembre.
Chi arriva dall'esterno trova un evento senza sovrastrutture turistiche: nessun biglietto, nessuna tribuna, nessuna scenografia spettacolare. C'è invece un paese intero che si mette in gioco per raccontare la propria fede, con una sincerità che colpisce anche chi non è credente. Per il visitatore è anche un'occasione per scoprire un'Irpinia meno battuta, quella della Valle Ufita, fatta di borghi piccoli, colline coltivate e una cucina contadina ancora molto autentica.
La Via Crucis Vivente di Melito Irpino è tornata nella Domenica delle Palme del 2026, il 29 marzo, con la sua terza edizione. L'appuntamento, fissato per le ore 18:00 sul sagrato della chiesa madre di Sant'Egidio Abate, ha chiuso una giornata iniziata al mattino con la processione delle Palme, che ha visto il coinvolgimento diretto dei bambini della comunità parrocchiale.
La rappresentazione, promossa dalla Parrocchia di Sant'Egidio Abate con don Michele Puopolo, ha richiamato un pubblico numeroso. Particolarmente coinvolgenti, secondo le cronache locali, le scene della crocifissione e della Resurrezione di Cristo, accolte da un applauso prolungato. Molto sentita anche la figura della Madre addolorata davanti al Cristo morto.
Pochi giorni dopo, mercoledì santo 1° aprile 2026, la chiesa madre gremita ha ospitato il rito della Vestizione di Maria Santissima Addolorata: l'abito, ricostruito fedelmente sulla base di fotografie d'epoca, è stato realizzato a titolo gratuito dall'Atelier Pantheon di Grottaminarda, di Michela Ferriero e Lorenzo Albanese. Il rito ha preparato la processione del Venerdì Santo del Triduo Pasquale.
Il programma è quello reso noto dalla Parrocchia di Sant'Egidio Abate e ripreso dalla stampa locale irpina.
Sagrato della Chiesa Madre di Sant'Egidio Abate, Piazza della Repubblica, 83030 Melito Irpino (AV), Campania.
La rappresentazione si tiene nel tardo pomeriggio della Domenica delle Palme (nel 2026 alle ore 18:00). Ingresso libero e gratuito, senza prenotazione.
Parrocchia di Sant'Egidio Abate, Piazza della Repubblica, Melito Irpino — tel. +39 348 5876011 — e-mail [email protected]. Aggiornamenti sulla pagina Facebook della parrocchia.
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Sagrato della Chiesa Madre di Sant'Egidio Abate
Piazza della Repubblica, 83030 Melito Irpino