La torre medievale di Morro Reatino si accende con le installazioni Art Light
Terre d'Acqua, Pietra e Cammini è il festival diffuso promosso dalla V Comunità Montana Montepiano Reatino e finanziato dalla Regione Lazio. La prima edizione si è svolta nel giugno 2026 e ha messo in rete i borghi dell'alta provincia di Rieti attraverso quattro fine settimana tematici, ciascuno affidato a un gruppo di comuni. Il Comune di Morro Reatino è entrato in scena nel secondo weekend, quello intitolato "Sentieri di Pietra, Luce e Fede", condiviso con Labro e Cantalice.
Il segno più riconoscibile della manifestazione a Morro Reatino sono state le installazioni luminose Art Light, che per tre sere hanno vestito di luce la torre medievale che domina il paese. La stessa firma artistica ha valorizzato il Castello Vitelleschi e la Torre di Labro: un dialogo di architetture illuminate che, di crinale in crinale, ha reso leggibile dall'esterno la trama storica di questo lembo di Lazio appenninico.
Attorno alla torre si sono raccolti i momenti più conviviali del programma, con degustazioni di prodotti locali che raccontano l'economia agropastorale del comprensorio e visite negli scorci del borgo, sospeso fra il crinale e la piana solcata dai laghi.
Il titolo del festival non è casuale. L'acqua è quella della Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile e delle sorgenti che punteggiano la conca reatina; la pietra è quella dei borghi murati e delle torri di guardia; i cammini sono quelli francescani, che attraversano Greccio, Poggio Bustone e Cantalice e fanno di questa valle una delle mete spirituali più frequentate d'Italia. Morro Reatino, affacciato su questo scenario, ne è un belvedere naturale.
Il progetto, coordinato dall'agenzia Mediadux e guidato dal commissario della Comunità Montana Simone Miccadei, è nato con un obiettivo dichiarato: promuovere un turismo "colto, curioso e sostenibile" mettendo in rete comuni che, presi singolarmente, faticano a farsi notare. Sette comuni hanno ospitato eventi nella prima edizione — Cantalice, Colli sul Velino, Greccio, Labro, Morro Reatino, Poggio Bustone e Rivodutri — mentre gli altri cinque della Comunità Montana sono attesi nelle programmazioni future.
Chi arriva a Morro Reatino durante il festival trova qualcosa che non si esaurisce nell'evento: un borgo di poche centinaia di abitanti che per qualche sera torna a essere un luogo attraversato, con la torre accesa come faro sulla valle. È il modello del festival diffuso applicato a un'area interna del Lazio, dove il patrimonio non sta in un museo ma nel paesaggio stesso.
Secondo dei quattro fine settimana tematici della prima edizione del festival diffuso promosso dalla V Comunità Montana Montepiano Reatino con il finanziamento della Regione Lazio, il weekend del 12-14 giugno 2026 ha legato tre borghi: Labro, Morro Reatino e Cantalice.
A Morro Reatino il centro dell'attenzione è stata la torre medievale, illuminata per tutti e tre i giorni dalle installazioni Art Light, accompagnate il 13 giugno da degustazioni di prodotti del territorio. Lo stesso intervento luminoso ha valorizzato il Castello Vitelleschi e la Torre di Labro, creando un percorso visivo fra i crinali della conca reatina.
Il programma dei borghi vicini ha completato l'offerta: a Labro il concerto di chitarra al tramonto di Giovanni Seneca; a Cantalice una mostra di artigianato artistico, visite guidate e le sfide di poesia a braccio con Donato De Acutis e Giampiero Giamogante, espressione viva della tradizione orale locale.
Gli orari puntuali dei singoli appuntamenti sono stati diffusi dai canali della V Comunità Montana e dalla stampa locale nei giorni precedenti l'evento.
Morro Reatino si trova nella provincia di Rieti, a circa 20 km dal capoluogo. In auto: dalla SS79 Ternana o dalla Salaria (SS4) in direzione Rieti, poi strade provinciali verso Labro e Morro Reatino. Da Roma si percorre la Salaria (circa 100 km, 1h45).
La stazione ferroviaria di riferimento è Rieti, sulla linea Terni-L'Aquila-Sulmona; da Rieti i collegamenti verso i borghi del Montepiano sono con autolinee extraurbane, poco frequenti nei fine settimana: l'auto resta la soluzione più pratica.
Le installazioni luminose danno il meglio dopo il tramonto: prevedere l'arrivo nel tardo pomeriggio. Il centro storico è in salita e con fondo in pietra, meglio scarpe comode. Le sere di giugno in quota possono essere fresche, utile una giacca leggera.
Ricettività diffusa fra Labro, Rivodutri e Rieti (agriturismi, B&B e piccoli alberghi nei borghi). Consigliata la prenotazione anticipata durante i weekend del festival.
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Torre medievale di Morro Reatino e centro storico