Sei giorni tra devozione mariana, cavalli e coppiette speziate ai piedi dei Monti Lucretili
Ci sono paesi in cui la festa più importante dell'anno non è né soltanto religiosa né soltanto gastronomica: Marcellina, comune di poco più di settemila abitanti nella Città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio, è uno di questi. Ogni anno, alla fine di maggio, il borgo ai piedi dei Monti Lucretili celebra la Festa della Madonna della Ginestra, che tutti qui chiamano semplicemente Festa dei Butteri, e insieme ad essa la Sagra della Coppietta, giunta nel 2026 alla sua trentanovesima edizione.
La devozione alla Madonna della Ginestra è antica di oltre un secolo e ruota attorno alla cappella di Fonte Paolone, meta della fiaccolata serale che è forse il momento più suggestivo dell'intera settimana. Ma accanto alla dimensione religiosa cammina, da sempre, quella dei butteri, i mandriani a cavallo che hanno segnato la storia economica e sociale di questo lembo di Sabina romana.
Il buttero non è un semplice pastore. È l'uomo che governava le mandrie in sella ai cavalli di razza maremmana, con una tecnica e un codice di comportamento tramandati di padre in figlio. A Marcellina questo mestiere è diventato identità collettiva: l'Associazione culturale I Butteri, attiva dal 1975 e formalizzata negli anni Novanta, organizza i festeggiamenti in onore della Madonna della Ginestra e, dal 1988, la Sagra della Coppietta insieme alla biennale fotografica "Le nostre radici".
Oggi essere buttero significa soprattutto custodire una filosofia di vita fatta di rapporto con la natura e di amore per il cavallo. Durante la festa lo si vede bene: gli uomini in costume tradizionale, i cavalli per le strade del paese, i gesti lenti e precisi della cucina all'aperto.
La coppietta è il piatto che dà il nome alla sagra ed è il vero emblema della gastronomia dei butteri. Si tratta di piccoli pezzi di carne — manzo, talvolta carne vaccina — abbondantemente speziati e lasciati marinare per circa dodici ore, poi cotti lentamente in un grande tegame foderato con tralci di vite. Il risultato è una carne saporita e piccante, servita calda direttamente agli stand allestiti in paese.
Attorno alla coppietta ruota un intero repertorio di piatti della tradizione locale che si alternano nelle varie serate:
Il calendario dei sei giorni intreccia liturgia e spettacolo senza soluzione di continuità. Si comincia con la veglia vicariale e il triduo di preparazione, si prosegue con la fiaccolata alla cappella di Fonte Paolone e la liturgia penitenziale, si arriva alla Santa Messa solenne e alla processione per le vie del paese, accompagnata dalla banda.
La parte profana non è da meno: stand gastronomici aperti tutte le sere, pesca di beneficenza, mostra fotografica, giochi popolari in piazza, spettacoli di danza delle scuole del territorio e concerti serali. L'edizione 2026 ha proposto tra gli altri il concerto revival "Voglio tornare negli anni 90", seguito dallo spettacolo pirotecnico che chiude tradizionalmente la festa.
Chi arriva da Roma o da Tivoli trova qui una festa ancora profondamente popolare, non costruita per il turismo ma vissuta dagli abitanti. È l'occasione per scoprire il Parco naturale regionale dei Monti Lucretili, di cui Marcellina è porta d'accesso, e per assaggiare una cucina povera e speziata che altrove nel Lazio si è quasi persa. La partecipazione agli spettacoli e alle celebrazioni è libera; si paga soltanto ciò che si consuma agli stand, con prezzi popolari.
L'edizione 2026, la 39ª Sagra della Coppietta, si è tenuta a Marcellina da mercoledì 27 maggio a lunedì 1 giugno, organizzata dall'Associazione culturale I Butteri nell'ambito della Festa della Madonna della Ginestra.
Il calendario ha alternato momenti di devozione — la veglia vicariale, il triduo di preparazione, la Santa Messa, la fiaccolata alla cappella di Fonte Paolone con liturgia penitenziale — e appuntamenti popolari nelle piazze del paese. Ogni sera hanno funzionato gli stand gastronomici con le coppiette speziate, la polenta con spuntature e broccoletti e gli gnocchi al sugo di castrato.
Tra le proposte anche la pesca di beneficenza, una mostra fotografica, i giochi popolari, gli spettacoli di danza e le dimostrazioni della lavorazione artigianale del formaggio locale con degustazione gratuita. Il concerto revival "Voglio tornare negli anni 90" e lo spettacolo pirotecnico hanno chiuso i festeggiamenti.
La festa si è articolata su sei giorni, intrecciando celebrazioni religiose e appuntamenti popolari.
Gli orari puntuali delle singole serate sono stati diffusi dall'Associazione I Butteri sulla locandina ufficiale distribuita in paese.
In auto: da Roma, autostrada A24 uscita Tivoli, poi SS5 Tiburtina Valeria in direzione Marcellina (circa 40 km dal Grande Raccordo Anulare). Da Tivoli sono circa 10 km.
In treno: stazione di Marcellina-Palombara sulla linea Roma Tiburtina - Avezzano, poi breve tragitto in bus o taxi fino al centro del paese.
In autobus: collegamenti Cotral da Roma Ponte Mammolo e da Tivoli.
Ingresso libero a tutte le celebrazioni, agli spettacoli e ai concerti. Gli stand gastronomici funzionano a consumazione, con piatti a prezzi popolari. La degustazione del formaggio artigianale è gratuita.
Le serate di fine maggio ai piedi dei Monti Lucretili possono essere fresche: conviene portare una giacca leggera. Il parcheggio in centro è limitato nelle serate clou, meglio arrivare presto. Per informazioni sul programma, l'Associazione I Butteri è raggiungibile al numero del presidente Mauro Meucci.
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Centro storico di Marcellina e santuario della Madonna della Ginestra