Il re dei boschi della Tuscia in tavola, tra fettuccine, musica dal vivo e piazze in festa
La Sagra del Fungo Porcino di Oriolo Romano è uno degli appuntamenti gastronomici più seguiti dell'autunno nella provincia di Viterbo. Il Comune di Oriolo Romano, poco più di tremila abitanti nel cuore del Lazio settentrionale, sorge infatti in mezzo a una delle faggete più suggestive dell'Italia centrale, in un territorio dove la raccolta dei funghi è da sempre un'attività familiare e stagionale. Da qui nasce, nel 2003, l'idea di dedicare al porcino una festa di paese che nel giro di vent'anni è diventata un richiamo per l'intera Tuscia e per i visitatori che arrivano da Roma e dal litorale.
Il cuore della sagra è lo stand gastronomico allestito in piazza, dove i volontari preparano ogni sera decine di porzioni. Il piatto simbolo sono le fettuccine ai funghi porcini, tirate a mano secondo la ricetta di casa, ma il menù si allarga a molte altre proposte:
Da diversi anni l'organizzazione propone anche un menù senza glutine, preparato in postazione separata in collaborazione con l'Associazione Italiana Celiachia del Lazio: un'attenzione poco comune nelle sagre di paese e molto apprezzata dal pubblico.
La sagra non è soltanto tavola. Ogni serata è accompagnata da concerti dal vivo di band del territorio, con un repertorio che spazia dal reggae al blues, dalla musica popolare romanesca al liscio e al pop da ballare. Nel pomeriggio le piazze si animano con stornellatori, spettacoli circensi e intrattenimento per i più piccoli, mentre lungo le vie del centro storico si snodano i mercatini di artigianato e prodotti tipici. È un'occasione perfetta anche per scoprire il paese: Oriolo Romano conserva un impianto urbanistico cinquecentesco voluto dalla famiglia Santacroce, con il Palazzo Altieri e il suo parco monumentale aperti al pubblico.
Chi arriva per la sagra trova intorno a sé uno dei territori più verdi del Lazio: la Faggeta di Oriolo, i sentieri del Parco Regionale di Bracciano-Martignano, il lago di Bracciano a pochi chilometri e i borghi vicini di Canale Monterano, Manziana e Vejano. Molti visitatori uniscono la visita alla sagra a una passeggiata nei boschi al mattino, quando l'aria è già frizzante e i cercatori di funghi si muovono tra i faggi.
La manifestazione è curata dall'Associazione Culturale Oriolo Romano con il sostegno del Comune e della Pro Loco, e vive sul lavoro volontario di decine di persone del paese. È questo il tratto che più colpisce chi partecipa per la prima volta: la sagra resta una festa comunitaria, senza sovrastrutture, dove il ricavato torna al territorio e le famiglie oriolesi si alternano ai fornelli e ai tavoli. Un modello di sagra popolare che nel Lazio conserva ancora tutta la sua autenticità.
Nel 2026 la sagra oriolese arriva alla sua ventunesima edizione e si concentra su due weekend di settembre, l'11-13 e il 18-20. La formula resta quella collaudata: apertura degli stand la sera del venerdì, mentre il sabato e la domenica il servizio è attivo sia a pranzo sia a cena.
Il porcino raccolto nelle faggete intorno al paese resta il protagonista assoluto, declinato in fettuccine, zuppe, contorni trifolati e fritture, accompagnato dai vini e dagli oli dei produttori locali. Le piazze ospitano inoltre i banchi dell'artigianato e dei prodotti tipici della Tuscia.
Il programma dettagliato dell'edizione 2026 — concerti serali, spettacoli pomeridiani e orari degli stand — non è ancora stato pubblicato dagli organizzatori al momento della redazione di questa scheda. Sono confermate le giornate di apertura: venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre e venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre 2026.
Secondo lo schema abituale della sagra, il venerdì è previsto il solo servizio serale, mentre il sabato e la domenica gli stand gastronomici aprono anche a pranzo. Ogni serata è accompagnata da musica dal vivo con gruppi del territorio. Il programma completo viene di norma diffuso a fine estate sul sito ufficiale sagraoriolo.it e sulla pagina Facebook della manifestazione.
In auto da Roma: via Cassia bis fino a Monterosi, poi SP Braccianese; oppure A12 uscita Civitavecchia e SS Braccianese Claudia. In treno: linea FL3 Roma-Viterbo, stazione di Oriolo Romano, a pochi minuti a piedi dal centro storico.
Piazza Umberto I e Piazza Santacroce, nel centro di Oriolo Romano (VT).
Ingresso libero alla manifestazione; si paga solo ciò che si consuma agli stand gastronomici, con prezzi popolari da sagra di paese. Disponibile il menù senza glutine.
Nei weekend serali l'affluenza è alta: conviene arrivare presto per il servizio cena. Il parcheggio è possibile nelle aree esterne al centro storico, che resta parzialmente chiuso al traffico durante la festa.
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Piazza Umberto I e Piazza Santacroce
Piazza Umberto I, 01010 Oriolo Romano