Tre giorni di concerti da ballo, stage di danza e jam session nei Quartieri Spagnoli
Il NAIF Balfolk Festival è la manifestazione che ogni autunno porta a Napoli il movimento del balfolk, cioè il ballo sociale di tradizione europea rinato negli ultimi decenni attorno alle musiche popolari di Francia, Belgio, Italia e Nord Europa. A organizzarlo è l'associazione Neapolis Balfolk, attiva in città dal 2018, che ha scelto come sede gli spazi della Fondazione FOQUS - Fondazione Quartieri Spagnoli, in via Portacarrese a Montecalvario, uno dei luoghi simbolo della rigenerazione culturale del Comune di Napoli.
Il balfolk non è uno spettacolo da guardare seduti: è una festa da ballo in cui i musicisti suonano dal vivo e il pubblico danza. Il repertorio attraversa l'Europa - bourrée, mazurka, scottish, valzer, cerchio circassiano, danze bretoni - e si intreccia con i balli del Sud Italia, dalla tammurriata alla tarantella. Non serve avere un partner fisso né una preparazione tecnica: gli stage del mattino e del pomeriggio servono proprio a introdurre i passi a chi arriva per la prima volta, mentre chi già frequenta le piste trova docenti di livello internazionale.
La formula riprende quella dei grandi festival europei del genere, concentrata in un fine settimana lungo:
Sul posto sono attivi un punto di accoglienza e il banco del merchandising, aperti in orari precisi ogni giornata.
La prima edizione si è svolta dal 3 al 5 novembre 2023 al Campus Principe di Napoli di Agerola, affacciato sui Monti Lattari; la seconda, dall'11 al 13 ottobre 2024, a Villa Maravì a Sorrento. Dal 2025 il festival si è stabilito a Napoli, dentro FOQUS, dove ha trovato una dimensione più urbana: una manifestazione che dialoga con il quartiere invece di isolarsi in una struttura ricettiva.
La scelta della provincia di Napoli e più in generale della Campania non è casuale. La regione conserva un patrimonio coreutico vivo - tammurriate dell'area vesuviana e flegrea, tarantella cilentana, feste legate ai santuari mariani - che il festival mette in relazione con i repertori d'oltralpe. È uno degli aspetti più interessanti della manifestazione: mostrare che il ballo popolare europeo e quello meridionale condividono la stessa funzione sociale, cioè far incontrare le persone attraverso il corpo e la musica.
Il pubblico è composto da ballerini abituali che arrivano da tutta Italia e dall'estero, ma anche da curiosi napoletani che scoprono il genere per la prima volta. L'atmosfera è informale e partecipativa, molto lontana dal concerto tradizionale: chi non balla può comunque assistere ai concerti, seguire le jam session o semplicemente vivere il fine settimana come un'occasione per conoscere un pezzo di città che sta cambiando.
Il NAIF Balfolk Festival torna ai Quartieri Spagnoli di Napoli dal 9 all'11 ottobre 2026, negli spazi della Fondazione FOQUS. Le porte si aprono il venerdì alle 16.30, l'accoglienza dei partecipanti è attiva dalle 17.00 e la chiusura è prevista per la domenica sera, intorno alle 19.45.
Il cartellone 2026 è il più internazionale finora: accanto ai francesi Ciac Boum, storica formazione del Poitou, e a Mbraia, che porta le musiche da ballo della Guascogna, si alternano Parasol, Thalas, Le Bal des Bestioles, Pitularita, Julien Bohème e Guus Herremans. Lo spazio dedicato al repertorio meridionale è affidato a Le Voci della Tradizione, in concerto la domenica pomeriggio.
Gli stage sono distribuiti sui tre giorni e affidati ad Anna Paganini, Gerard Godon, Christian Pacher e, per le danze del Sud Italia, a Mariagrazia Altieri. Il venerdì si comincia con un breve laboratorio sulla connessione fra ballerini, curato da Mariarosaria Bergamene, pensato per chi arriva senza esperienza. Nelle prime due serate, dopo l'ultimo concerto, la jam session tiene aperta la festa fino all'una e mezza e prosegue poi in piazza. Gli organizzatori ricordano che programma e orari restano in costante aggiornamento fino ai giorni del festival.
Il programma è pubblicato sul sito ufficiale ed è, come segnalano gli organizzatori, in costante aggiornamento.
FOQUS - Fondazione Quartieri Spagnoli, via Portacarrese a Montecalvario 69, 80134 Napoli.
La sede è nel cuore dei Quartieri Spagnoli, a pochi minuti a piedi da via Toledo. La fermata della metropolitana Linea 1 più vicina è Toledo; la stazione di Napoli Centrale è collegata alla Linea 1 senza cambi. Dall'aeroporto di Capodichino il collegamento più comodo è l'Alibus. Il quartiere ha strade strettissime e pochi parcheggi: chi arriva in auto può lasciare il mezzo nell'area del porto, fra Calata Porta di Massa e Molo Beverello, e proseguire a piedi o in metropolitana.
L'accesso al festival avviene tramite iscrizione, con modulo online pubblicato sul sito ufficiale. L'organizzazione chiede che l'iscrizione sia confermata subito; in caso di bonifico, il pagamento va effettuato entro tre giorni dalla registrazione. La prenotazione è consigliata perché gli spazi hanno capienza limitata.
L'organizzazione segnala sul sito ufficiale un elenco di strutture partner nei Quartieri Spagnoli e nel centro storico di Napoli, facilmente raggiungibili a piedi dalla sede del festival. Data la forte domanda turistica della città in ottobre, conviene prenotare con largo anticipo.
Associazione Neapolis Balfolk - [email protected]. Aggiornamenti su programma e iscrizioni su neapolisbalfolk.it, sulla pagina Facebook, sul profilo Instagram e sul canale Telegram dell'associazione.
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FOQUS - Fondazione Quartieri Spagnoli
Via Portacarrese a Montecalvario 69, 80134 Napoli