Due giorni di osterie, cucina d'autore e vini artigianali nel centro storico di Eboli
Ogni anno, alla fine di giugno, il centro storico di Eboli, in provincia di Salerno, viene chiuso al traffico e si trasforma in una grande osteria diffusa. La Notte degli Osti è una manifestazione enogastronomica che porta le tavole in strada, tra i vicoli, le piazzette e i cortili della città alta: per due giorni si mangia, si beve e si discute all'aperto, con un ritmo che è quello lento e caloroso dell'osteria italiana.
L'evento non è una sagra classica né un festival di chef stellati: è un incontro fra osti, cioè fra chi ogni giorno apre la porta di una trattoria e accoglie le persone. Da questa idea semplice nasce un format che in pochi anni è diventato un appuntamento riconosciuto ben oltre i confini della Campania.
La Notte degli Osti è nata nel 2019, quasi per gioco, da un'intuizione di Giovanni Sparano, oste dell'enoteca con cucina Alberto/Ritrovo di Eboli. L'obiettivo era mettere in rete le osterie del centro storico e invitare colleghi e cuochi da tutta Italia a cucinare insieme, in un'unica notte. Il progetto è cresciuto edizione dopo edizione fino a occupare l'intero borgo e a coinvolgere cantine artigianali, librerie, musicisti e studiosi.
La manifestazione si svolge con il patrocinio del Comune di Eboli e ha contribuito a riportare vita nel nucleo antico della città, che nelle sere della rassegna si riempie di tavolate, banchi di vino e concerti gratuiti.
Il cuore della rassegna è la cena a quattro mani. Ogni osteria del centro storico — tra le più assidue Alberto/Ritrovo, Il Papavero, Dogana, Il Panigaccio, Piazzetta Santa Sofia e l'Osteria del Centro Storico — ospita una cucina italiana invitata e costruisce con lei un menù a prezzo fisso, servito la sera in tavolate all'aperto. Accanto ai piatti, i vini artigianali: i vignaioli sono presenti di persona e raccontano le bottiglie tavolo per tavolo.
Ogni edizione ruota attorno a un tema che viene sviluppato con talk, presentazioni di libri e proiezioni. Le conversazioni si tengono in luoghi simbolici del borgo — la Chiesa di San Lorenzo, il Giardino Vacca de Dominicis, la Cantina di Sor Diego al Pozzo — e sono quasi sempre a ingresso libero.
La sera, Piazza San Francesco diventa il palco della rassegna: negli anni vi si sono alternati progetti musicali di rilievo nazionale, con concerti gratuiti che chiudono la giornata dopo le cene. Nel chiostro del Museo Nazionale di Eboli si tiene invece il mercato dei vignaioli artigianali, abbinato allo street food.
La Notte degli Osti è l'occasione per scoprire un centro storico che di solito resta ai margini degli itinerari turistici della Piana del Sele. Eboli si trova a pochi chilometri da Paestum, dalla costiera cilentana e da Salerno: la manifestazione può essere l'inizio di un fine settimana dedicato alla mozzarella di bufala campana, ai templi greci e al mare.
L'atmosfera è quella di una festa di paese colta: si cammina da un tavolo all'altro, si incontrano vignaioli e cuochi senza filtri, si beve bene e si ascolta musica sotto le stelle. È una delle proposte enogastronomiche più originali della Campania e uno dei motivi per cui, oggi, vale la pena fermarsi a Eboli.
La sesta edizione de La Notte degli Osti, andata in scena a Eboli il 24 e 25 giugno 2026, ha scelto come filo conduttore il tema «Quel che resta di un Mondo»: una riflessione sull'osteria come presidio di socialità, identità territoriale e accoglienza in un'epoca che ne ha smarrito molti riferimenti.
Il tema si è intrecciato con due anniversari cari alla cultura gastronomica italiana: i cinquant'anni di «Novecento» di Bernardo Bertolucci e la memoria della Trattoria Cantarelli di Samboseto (1953-1982), dove la troupe del film aveva il proprio quartier generale. Attorno a questo racconto si sono svolti talk, cene e degustazioni.
Per due giorni il nucleo antico di Eboli è stato pedonalizzato e apparecchiato: sei osterie ebolitane hanno ospitato altrettante cucine invitate da tutta Italia, mentre nel chiostro del Museo Nazionale si è tenuto il mercato dei vini artigianali con street food. Direzione artistica di Giovanni Sparano, con il patrocinio del Comune di Eboli.
Fra i vignaioli presenti nelle cene e al mercato: Diego Sorba, Giulio Armani, Francesca Di Benedetto, Salvatore Magnoni, Giampiero Ventura, Gabriele Da Prato (Podere Còncori), Gaetano Guacci (RitroVino), Giuseppe Balzano e Alessandra Paudice (Brett), Davide Lima (Troppo Frizzante), Robb De Matt, Vito Settanni, Ultracosta e Alex Della Vecchia.
In auto: autostrada A2 del Mediterraneo, uscita Eboli, poi indicazioni per il centro. Durante la manifestazione il centro storico è chiuso al traffico: conviene parcheggiare nella città bassa e salire a piedi.
In treno: stazione di Eboli sulla linea Salerno-Battipaglia-Potenza, collegata con Salerno e Napoli; dalla stazione il centro storico si raggiunge in autobus o taxi.
In aereo: aeroporto di Salerno-Costa d'Amalfi (Pontecagnano), a circa 25 km; in alternativa Napoli-Capodichino, a circa 90 km.
Le cene nelle osterie e gli appuntamenti a pagamento si prenotano in anticipo e vanno esauriti rapidamente: conviene muoversi appena esce il programma. Talk, mercato dei vini e concerti serali sono generalmente a ingresso libero.
Scarpe comode: il borgo è in salita e acciottolato. Chi arriva da lontano può alloggiare a Eboli, a Battipaglia o sulla costa di Paestum, a una ventina di minuti d'auto.
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Centro storico di Eboli
Centro storico — Piazza San Francesco, 84025 Eboli