La rievocazione storica che racconta Saccia, il duca Zottone e il castello di Sacco Vecchia
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel cuore del Cilento interno, a oltre 600 metri di quota, il Comune di Sacco (Provincia di Salerno, Campania) custodisce una storia tramandata da secoli, entrata perfino nei dizionari geografici del Settecento. Secondo la tradizione Saccia — Saccha nella grafia locale — era la sposa di Zottone, primo duca longobardo di Benevento, e venne relegata nel castello costruito sull'altura poco distante dall'abitato odierno. Quando la rocca fu abbandonata, i superstiti scesero a valle e diedero al nuovo insediamento il nome di quella donna: da lì, racconta la leggenda, deriva il toponimo Sacco. L'abate Francesco Sacco, nel suo Dizionario Istorico Geografico del Regno di Napoli del 1796, riportava già la notizia della «Saccia, moglie di uno dei duchi di Benevento» relegata nel castello. La rievocazione storica La Leggenda di Saccha nasce proprio per restituire al paese questo racconto fondativo.
Il luogo simbolo della vicenda è il castello di Sacco Vecchia, fortificazione longobarda eretta attorno al 600 d.C. su uno sperone roccioso a poco più di un chilometro a nord-est del centro abitato. La scheda ufficiale del Comune descrive un complesso di circa 3.000 metri quadrati, con un vasto cortile al quale si accedeva da una porta con ponte levatoio, una torre centrale a pianta quadrangolare, ampi saloni, almeno otto stanze esposte a mezzogiorno, ambienti voltati sotterranei, una cisterna per la raccolta dell'acqua piovana e mura merlate di gusto longobardo. Il presidio controllava un passaggio strategico fra la valle del Calore e il Vallo di Diano attraverso la Sella del Corticato. Oggi ai ruderi si arriva soltanto a piedi, lungo un sentiero escursionistico che richiede calzature adatte; accanto alle rovine sopravvive la chiesa di San Nicola di Mira, di impianto normanno.
La manifestazione compare nell'elenco ufficiale delle manifestazioni del Comune di Sacco pubblicato dalla Provincia di Salerno, che la classifica come rievocazione storica e ne indica il periodo ricorrente nei primi giorni di agosto (dall'1 al 7) e in una seconda finestra in ottobre. Agosto è del resto il mese in cui il borgo si riempie davvero: il 31 luglio si tiene la fiera e nei primi tre giorni del mese si celebra la festa della Madonna degli Angeli, legata alla fine della peste del 1656 e diventata l'appuntamento che da generazioni richiama a Sacco gli emigrati e i loro discendenti da Stati Uniti, Brasile, Argentina, Venezuela e da diversi Paesi europei. La rievocazione si inserisce in questo calendario di rientri e di feste, quando le strade del centro storico tornano affollate.
Sacco è uno dei comuni più piccoli e più alti del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: il suo territorio sale dai 600 ai 1.730 metri e comprende aree protette come il Monte Motola e l'alta valle del fiume Calore Lucano. Nel paese la chiesa parrocchiale di San Silvestro conserva una facciata di fine Settecento, un notevole coro ligneo secentesco e una croce in pietra calcarea che ricorda le vittime della peste. È un contesto che rende la rievocazione qualcosa di più di uno spettacolo: la leggenda di Saccha si legge nel nome del paese, nella collina dei ruderi e nella memoria delle famiglie.
Si tratta di una rievocazione di comunità, curata dalla Pro Loco di Sacco con la partecipazione degli abitanti: non un grande evento con biglietteria, ma un racconto in costume che vive dei luoghi in cui si svolge, del centro storico e del richiamo del castello. Per il pubblico è anche l'occasione per scoprire un borgo che d'estate è tappa naturale di escursioni verso il Motola e il Corticato, e per assaggiare la cucina cilentana di montagna nelle poche attività del paese.
Il programma dettagliato non viene diffuso con largo anticipo: conviene contattare direttamente la Pro Loco all'indirizzo [email protected] oppure il Comune di Sacco ([email protected], telefono 0974 276900) per verificare date, orari e appuntamenti dell'edizione in corso.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali sulle date 2026 de La Leggenda di Saccha a Sacco, nel Cilento interno in provincia di Salerno. L'unico riferimento istituzionale disponibile resta l'elenco delle manifestazioni del Comune pubblicato dalla Provincia di Salerno, che colloca la rievocazione storica nei primi sette giorni di agosto e in una seconda occasione in ottobre, con la Pro Loco locale come contatto di riferimento.
Il Comune di Sacco, nel frattempo, anima l'estate con altri appuntamenti in Piazza del Popolo, mentre nei primi giorni di agosto si concentrano la fiera del 31 luglio e la festa della Madonna degli Angeli, il momento più partecipato dell'anno per il paese e per i tanti saccesi emigrati che rientrano in questo periodo.
Per conoscere date, orari e programma non appena verranno diffusi conviene scrivere alla Pro Loco di Sacco ([email protected]) o contattare il Comune allo 0974 276900. Questa scheda verrà aggiornata appena arriveranno conferme ufficiali.
Sacco si raggiunge quasi esclusivamente in auto: dall'Autostrada del Mediterraneo A2 si esce a Sicignano degli Alburni o a Petina e si prosegue lungo le strade provinciali del Calore, oppure si sale dal Vallo di Diano valicando la Sella del Corticato. Da Salerno occorre calcolare circa un'ora e mezza di viaggio. Il paese non ha stazione ferroviaria: le stazioni di riferimento restano quelle della costa cilentana e del Vallo di Diano, da cui è necessario proseguire con mezzi propri. Le strade di montagna sono strette e tortuose: meglio arrivare con luce.
Non risultano informazioni ufficiali su biglietti o prenotazioni. Le manifestazioni promosse dalla Pro Loco di Sacco sono di norma ad accesso libero; per conferme si consiglia di scrivere a [email protected].
Per raggiungere il castello di Sacco Vecchia serve un sentiero escursionistico: scarpe da trekking, acqua e cappello sono indispensabili, e il percorso non è accessibile alle persone con difficoltà motorie. In quota le serate d'agosto possono essere fresche, utile una felpa. L'offerta ricettiva in paese è limitata: chi si ferma più giorni trova soluzioni a Piaggine, Teggiano o nel Vallo di Diano.
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Centro storico di Sacco e castello di Sacco Vecchia