Trecento metri di tappeti di fiori nel cuore della Sabina reatina
C'è un momento, nella notte tra sabato e domenica, in cui Poggio Moiano non dorme. Le strade del centro storico sono illuminate a giorno, decine di persone di ogni età lavorano in ginocchio sull'asfalto e il profumo dei petali riempie l'aria: è la Notte dei Fiori, il cuore pulsante dell'Infiorata Artistica del Sacro Cuore. All'alba il paese si sveglia coperto da oltre trecento metri di tappeti floreali, composizioni geometriche e grandi immagini sacre distese lungo via Garibaldi e il viale principale, destinate a durare poche ore prima di essere attraversate dalla processione.
L'usanza di infiorare le strade al passaggio del Santissimo Sacramento è antichissima in questo angolo della Sabina, ma è nel 1971 — un anno dopo la nascita della Pro Loco di Poggio Moiano — che la consuetudine devozionale diventa un vero evento artistico, con la realizzazione di tappeti di fiori veri e propri. Nel tempo sono arrivati i regolamenti, i concorsi tra i gruppi e una scuola informale che ha formato generazioni di maestri infioratori. Oggi l'appuntamento è tra i più riconoscibili del calendario della Provincia di Rieti e dell'intero Lazio, capace di richiamare gruppi ospiti da altre regioni infioratrici italiane.
Il lavoro comincia molto prima del venerdì sera. Nei giorni precedenti i gruppi raccolgono e selezionano i fiori, poi in piazza Vittorio Emanuele si tiene la spetalatura, la separazione dei petali per colore, un rito collettivo che coinvolge famiglie intere. I materiali sono tutti naturali:
Il grande rosone floreale della piazza principale è diventato negli anni il simbolo dell'evento e il soggetto più fotografato.
Accanto ai tappeti, l'Infiorata ha costruito un piccolo patrimonio documentario: la cosiddetta chiesa dei giardini ospita il Museo dell'Infiorata, con archivi storici, bozzetti, attrezzi di lavoro e fotografie che raccontano oltre mezzo secolo di edizioni. Nei tre giorni il museo è aperto al pubblico e affiancato da mostre d'arte e da incontri dedicati al significato dell'arte effimera.
La parte spettacolare è affidata alle bande, ai gruppi di strada e alle majorette, che animano il viale con coreografie e figure acrobatiche. Il momento più solenne resta però la processione del Corpus Domini, la domenica sera, accompagnata dalla banda musicale: il corteo attraversa i tappeti, che vengono così consumati e restituiti alla loro natura provvisoria. A seguire, il concerto conclusivo in strada chiude la festa.
Poggio Moiano è terra di olio: l'Olio Sabina DOP è protagonista della sagra dell'olio d'oliva che accompagna l'Infiorata, con bruschette e degustazioni guidate negli stand allestiti lungo il percorso. È l'occasione per assaggiare anche i prodotti tipici del reatino e per fermarsi nei locali del paese, che nel fine settimana lavorano a pieno ritmo. Passeggiate botaniche e letterarie nei dintorni completano un programma pensato per far scoprire il territorio oltre l'evento.
A poco più di un'ora da Roma, l'Infiorata di Poggio Moiano offre qualcosa che si vede sempre più raramente: una festa fatta interamente dagli abitanti, senza scenografie prefabbricate, dove il risultato di giorni di lavoro dura una sera soltanto. Chi arriva il sabato sera assiste alla creazione; chi arriva la domenica vede l'opera compiuta e poi la sua fine. Vale la pena esserci per entrambe.
Per il suo cinquantacinquesimo anno l'Infiorata Artistica del Sacro Cuore ha confermato la formula che l'ha resa nota in tutta la Sabina: il centro storico di Poggio Moiano trasformato in museo all'aperto, con immagini sacre e motivi geometrici realizzati con petali freschi, foglie e polveri di fiori essiccati. Ai gruppi locali si sono affiancati gli infioratori di Fabriano e Castelraimondo, ospiti dell'edizione.
Il venerdì si è aperto con la festa dell'addobbo floreale e la spetalatura in piazza Vittorio Emanuele, seguiti dall'apertura del museo e dallo spettacolo degli artisti di strada del Bazì Project. Il sabato ha visto il completamento delle opere floreali, la messa serale e il concerto degli Scirockati. La domenica, dopo la passeggiata botanica e letteraria e il convegno «Petali in cammino» al Teatro Comunale, la processione del Corpus Domini accompagnata dalla Banda Don Antonio Santini ha attraversato i tappeti, prima del concerto conclusivo della street band Fanfaroma.
Lungo il percorso hanno funzionato per tutte e tre le serate gli stand della sagra dell'olio d'oliva, con bruschette e degustazioni guidate di Olio Sabina DOP, mentre le majorette hanno animato il viale con coreografie e figure acrobatiche.
Poggio Moiano si trova a circa 50 km da Roma e 30 km da Rieti. In auto: A1 uscita Fiano Romano, poi SS4 Salaria fino al bivio per Poggio Moiano; oppure SS314 Licinese. In treno: stazione di Fara Sabina-Montelibretti sulla linea FL1, poi autobus Cotral. L'aeroporto più vicino è Roma Fiumicino.
L'accesso al borgo e la visita ai tappeti floreali sono gratuiti. Sono a pagamento le degustazioni della sagra dell'olio d'oliva e le consumazioni agli stand gastronomici.
I tappeti si ammirano al meglio la domenica mattina, prima che il sole li asciughi. Per vivere la fase di realizzazione, arrivare il sabato in tarda serata. Parcheggiare fuori dal centro storico, chiuso al traffico durante la manifestazione, e indossare scarpe comode: il percorso è in salita.
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Centro storico — via Garibaldi e Piazza Vittorio Emanuele