Peregrinatio, novenario e solennità del 31 gennaio nel comune di Nocera Superiore
Nelle ultime due settimane di gennaio Nocera Superiore, comune della provincia di Salerno nel cuore dell'Agro nocerino-sarnese, in Campania, sospende la propria routine per la Festa patronale di San Ciro. Il 31 gennaio, giorno della solennità, la vita cittadina si riorganizza attorno alla chiesa di Pareti: le campane scandiscono la giornata, le celebrazioni si susseguono dall'alba fino a sera e la devozione si mostra in ogni frazione, da Pareti a Pucciano, da Croce Malloni al centro. È la data più sentita del calendario locale, più ancora delle ricorrenze civili.
Ciro nacque ad Alessandria d'Egitto nel III secolo. Medico di professione, secondo la tradizione curava gratuitamente i più poveri; sfuggito alla persecuzione di Diocleziano, si ritirò in Arabia dove visse da eremita, per poi tornare in Egitto e subire il martirio per decapitazione il 31 gennaio. Da qui la doppia qualifica con cui i noceresi lo invocano, eremita e martire, e il suo patrocinio sugli ammalati e su chi esercita l'arte medica: un tratto che nella festa non è mai puramente simbolico, perché ogni anno i medici della città sono chiamati a farsi benedire davanti alla statua.
La devozione nocerese verso San Ciro affonda le radici nel 1665, quando papa Alessandro VII donò il teschio del santo al marchese Girolamo Pilo. Il culto popolare si radicò però soprattutto grazie a don Antonio Majorino, parroco di Pareti dal 1880, che ottenne dalla chiesa del Gesù Nuovo di Napoli una reliquia ossea del santo, autenticata nel 1883 dal vescovo Francesco Vitagliano. Il 10 giugno 1883 fu collocata nella chiesa di San Bartolomeo Apostolo la statua scolpita dal napoletano Melfi, tuttora portata in processione; il 25 giugno 1954 San Ciro venne proclamato ufficialmente patrono di Nocera Superiore. Da allora il nome Ciro è diventato uno dei più diffusi nei registri battesimali della città.
La festa non si consuma in un solo luogo. Prima del novenario l'effigie del patrono lascia Pareti per la peregrinatio, la visita alle altre parrocchie cittadine, che negli anni ha toccato San Giovanni Battista a Pucciano, Santa Maria Maggiore e San Michele Arcangelo. Il rientro avviene in corteo solenne, con una sosta rituale davanti al Palazzo di Città, dove il sindaco e il parroco accolgono il simulacro: un gesto che salda autorità civili e religiose e si chiude con la benedizione di affidamento della comunità al patrono.
Dal 22 al 30 gennaio la chiesa di San Bartolomeo Apostolo ospita il novenario: ogni sera rosario e coroncina di San Ciro, poi la Santa Messa, con la predicazione affidata a sacerdoti e diaconi del territorio diocesano che sviluppano di sera in sera un aspetto della figura del santo o il tema pastorale scelto dalla parrocchia. Sono anche i giorni in cui la comunità prepara materialmente la festa, dall'addobbo della chiesa all'accoglienza dei pellegrini che arrivano dai comuni vicini dell'Agro.
Alla mezzanotte tra il 30 e il 31 gennaio le campane di Pareti suonano a festa e aprono il giorno del patrono. Il 31 le Sante Messe si susseguono dalle prime ore del mattino fino a sera, in un flusso quasi ininterrotto di fedeli davanti alla statua e alla reliquia. Due gesti sono attesi più di ogni altro: l'offerta del pane da parte dei panettieri della città, segno antico di solidarietà e di condivisione, e la benedizione dei medici, che richiama la professione esercitata dal santo. Non mancano la Messa con la benedizione degli ammalati e la venerazione delle reliquie, momento in cui la fila di fedeli esce spesso dal portale della chiesa.
Il fulcro di tutto è la chiesa di San Bartolomeo Apostolo, che i noceresi chiamano semplicemente «chiesa di San Ciro»: sorge ai piedi del Monte Albino, a ovest della frazione Pareti. Eretta intorno al 1450, probabilmente al posto della più antica chiesa di San Marcello, è sede parrocchiale dal 1588; ridimensionata nel Settecento con la demolizione delle cappelle laterali, fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1980 e restituita al culto nel 2016 dopo un lungo restauro.
Chi arriva a Nocera Superiore per la solennità trova una città dal passato stratificato: il Battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore, con la sua pianta circolare rara in Italia, il Teatro ellenistico-romano e la Domus del Decumano raccontano la Nuceria Alfaterna di età romana. Una mezza giornata di visita si abbina bene alla festa patronale, che resta comunque il momento in cui il tessuto sociale del Comune si mostra per intero, tra generazioni diverse, confraternite, panettieri e semplici devoti.
L'edizione 2026 ha seguito il ritmo consolidato della festa patronale. Dal 16 al 18 gennaio l'effigie di San Ciro è stata accolta nella parrocchia di San Michele Arcangelo per la peregrinatio: tre giorni in cui, come ha ricordato la comunità parrocchiale, il santo ha camminato da pellegrino tra le case del quartiere. Domenica 18 gennaio il corteo è risalito da Croce Malloni fino al Palazzo di Città, dove il sindaco Gennaro D'Acunzi e il parroco don Andrea Amato hanno ricevuto il simulacro; il rientro nella chiesa di San Bartolomeo Apostolo a Pareti si è concluso con la benedizione di affidamento della città al patrono.
Da giovedì 22 gennaio è iniziato il novenario nella chiesa di Pareti, con la Messa serale e la predicazione affidata di sera in sera a sacerdoti del territorio diocesano. Alla mezzanotte tra venerdì 30 e sabato 31 gennaio le campane di Pareti hanno suonato a festa, annunciando l'inizio della solennità.
Sabato 31 gennaio le Sante Messe si sono succedute per l'intera giornata. Il momento più partecipato è stato la celebrazione delle 18.30, presieduta da Sua Eccellenza monsignor Giuseppe Giudice, vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, alla quale è seguita la benedizione dei medici, in ricordo dell'attività di medico ed eremita di San Ciro. Attorno alle celebrazioni sono tornati i gesti tradizionali della festa: l'offerta del pane dei panettieri della città e la venerazione della reliquia del patrono.
Chiesa di San Bartolomeo Apostolo (chiesa di San Ciro), via Pareti 106, 84015 Nocera Superiore (SA). Le celebrazioni coinvolgono anche le altre parrocchie cittadine e il Palazzo di Città, in corso Giacomo Matteotti 23.
In treno: stazione di Nocera Superiore sulla linea Napoli-Salerno, a pochi minuti dal centro; la frazione Pareti si raggiunge poi in autobus o in auto. In auto: uscita Nocera-Pagani dell'autostrada A3 Napoli-Salerno, poi indicazioni per Pareti e Monte Albino. In aereo: aeroporto di Napoli Capodichino, a circa 50 km.
Tutte le celebrazioni sono a ingresso libero e gratuito.
Il 31 gennaio le Messe si succedono dalle prime ore del mattino fino a sera: chi vuole evitare la calca sceglie le celebrazioni del primo mattino, mentre quella serale presieduta dal vescovo è la più partecipata. Nei giorni della peregrinatio e nel giorno della solennità le strade attorno a Pareti possono essere chiuse al traffico: conviene parcheggiare più a valle e proseguire a piedi. Gennaio in Campania è mite ma umido, soprattutto la sera: meglio un abbigliamento a strati.
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Chiesa di San Bartolomeo Apostolo (chiesa di San Ciro), frazione Pareti
Via Pareti 106, 84015 Nocera Superiore