Falò, campanacci e fuochi d'artificio nel borgo del Golfo di Policastro
A Vibonati, piccolo Comune della provincia di Salerno affacciato sul Golfo di Policastro, la devozione a Sant'Antonio Abate non si esaurisce in una giornata: è un ciclo lungo un mese intero. Tutto comincia il 17 dicembre con l'Alzata del Panno di Sant'Antonio Abate, il drappo issato davanti al Santuario che annuncia ufficialmente l'apertura dei festeggiamenti, tra il suono festoso delle campane, i colpi pirotecnici e l'intronizzazione della reliquia. Il 7 gennaio l'effigie del Santo scende dalla sua nicchia e prende avvio il novenario, nove giorni di catechesi e preghiera che accompagnano la comunità fino alla vigilia. È un crescendo di attesa che coinvolge tutto il paese, compresi i tanti vibonatesi emigrati che tornano proprio per questi giorni.
Il momento più identitario è la notte tra il 16 e il 17 gennaio. Sant'Antonio Abate è il protettore del fuoco e degli animali, e a Vibonati questa simbologia si traduce in decine di falò accesi lungo le strade, nei larghi e nei cortili del centro storico. La legna viene raccolta per giorni e trasportata a braccia e con le carriole per tutto il borgo, in un rito collettivo che precede l'accensione. Attorno alle fiamme si apre una notte di veglia: canti, balli popolari, punti di ristoro improvvisati sotto gli archi, degustazioni di sapori tipici cilentani offerti di casa in casa. Le campane suonano ogni ora fino al mattino, scandite da colpi a salve e da richiami solenni.
Nella stessa serata arriva al Santuario la suggestiva sfilata dei campanacci: i pellegrini di Caselle in Pittari, paese vicino altrettanto devoto al Santo, salgono in corteo facendo risuonare i loro grandi campanacci, secondo una tradizione pastorale antichissima. Ad accompagnarli ci sono le zampogne e le ciaramelle, strumenti della civiltà contadina che restituiscono alla notte di Vibonati un suono arcaico e inconfondibile. È l'incontro fra due comunità del Cilento interno e costiero, unite dalla stessa devozione.
Cuore scenografico della vigilia è il Tirone, il rione ai piedi del Santuario con i suoi portici anneriti dal tempo, che conserva un'atmosfera quasi medievale. Qui si tiene il Veglionissimo, la grande veglia popolare con musica, danze e assaggi di prodotti locali che tiene sveglio il borgo fino all'alba. Il 16 gennaio si svolge inoltre la storica Fiera di Sant'Antonio, appuntamento commerciale tradizionale che da secoli accompagna la vigilia della festa.
La mattina del 17 il sagrato del Santuario ospita la benedizione degli animali, dei bambini e del lardo, gesto rituale che richiama il legame del Santo con il mondo rurale. Segue la messa solenne, celebrata dal Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro insieme al parroco e ai sacerdoti del territorio, e poi la processione che porta l'effigie del Santo per le strade e i vicoli del paese, accompagnata dalla banda musicale e da continui spettacoli pirotecnici. Nel pomeriggio e in serata si susseguono i fuochi d'artificio affidati ad alcune delle più note ditte pirotecniche campane: la festa si chiude con il grande spettacolo notturno, richiamo per appassionati che arrivano da tutta la Campania e dalla vicina Basilicata.
Vibonati domina dall'alto la piana costiera che scende verso la frazione marina di Villammare, all'interno del territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. In pieno inverno, quando le spiagge del Golfo di Policastro sono deserte, la festa patronale diventa l'occasione migliore per scoprire il borgo storico: i suoi portici, le scalinate, la cucina cilentana di stagione. Per la Campania meridionale i falò di Sant'Antonio Abate restano una delle tradizioni invernali più autentiche, mai trasformate in spettacolo per turisti ma vissute come rito comunitario, tra fede, folklore e identità locale.
La serata della vigilia ha visto la comunità di Vibonati accogliere la Parrocchia di Lauria Inferiore ; la santa messa è stata celebrata da mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa e già Pastore della Diocesi di Teggiano-Policastro. Subito dopo le celebrazioni in chiesa la festa si è spostata tra le piazze e le viuzze del borgo, con l'accensione dei falò, l'arrivo al Santuario dei fedeli di Caselle in Pittari con la sfilata dei campanacci, le zampogne e i punti di ristoro allestiti sotto i portici del Tirone. Il 16 gennaio si è tenuta anche la tradizionale Fiera di Sant'Antonio.
Il giorno del Santo è stato aperto dalle benedizioni sul sagrato e dalla messa solenne presieduta da mons. Antonio De Luca, vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, con il parroco don Vincenzo Contaldi. È seguita la lunga processione dell'effigie per le strade del paese, accompagnata da diversi spettacoli pirotecnici. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Manuel Borrelli e il vicepresidente della Provincia di Salerno Giovanni Guzzo. In serata il grande spettacolo pirotecnico notturno, affidato alla Pirotecnica F.lli Romano, ha chiuso i festeggiamenti davanti a una folla arrivata da tutto il Golfo di Policastro.
Il programma dettagliato con gli orari precisi è diffuso ogni anno dalla Confraternita dei Discepoli di Sant'Antonio Abate e dalla Parrocchia nelle settimane precedenti la festa.
In auto: autostrada A2 del Mediterraneo, uscita Padula-Buonabitacolo, poi SS517 "Bussentina" in direzione Policastro e SS18 fino a Vibonati. In treno: stazioni di Policastro Bussentino o Sapri sulla linea tirrenica Battipaglia-Reggio Calabria, poi collegamento su gomma o taxi (pochi chilometri).
I falò si accendono nella serata del 16 gennaio e restano vivi fino all'alba; le celebrazioni religiose e la processione si svolgono il 17 gennaio dal mattino. Tutti gli appuntamenti sono all'aperto e a ingresso libero.
Il centro storico è fatto di vicoli e scalinate: conviene lasciare l'auto nelle aree di sosta a valle e salire a piedi. Abbigliamento invernale caldo e scarpe comode sono indispensabili, perché gran parte della notte si trascorre all'aperto attorno ai fuochi. Per il pernottamento si può contare sulle strutture di Villammare, Sapri e Policastro, sul vicino litorale.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Santuario di Sant'Antonio Abate e centro storico