Il 1° settembre la processione degli otto incollatori nel borgo più alto dei Monti Prenestini
La Festa di Sant'Egidio Abate è la ricorrenza più sentita di Rocca di Cave, uno dei comuni più piccoli d'Italia — poco più di duecento abitanti — arroccato a 933 metri sui Monti Prenestini, in Città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio. Ogni anno, il 1° settembre, il paese si ferma per onorare il proprio patrono con una giornata che unisce riti religiosi, incontri di comunità e il ritorno di tanti emigrati e villeggianti che scelgono proprio questa data per rientrare al borgo.
Il momento più atteso è la processione solenne. Otto uomini del paese, chiamati tradizionalmente incollatori, caricano sulle spalle la statua di Sant'Egidio e la portano dalla piccola chiesa di Sant'Egidio, situata poco fuori dall'abitato nei pressi del cimitero, fino alla chiesa parrocchiale di San Nicola, nel cuore del centro storico. Il percorso è di circa un chilometro, in salita, e viene poi ripercorso a ritroso per riportare il Santo nella sua chiesetta. È un gesto faticoso e collettivo, accompagnato dal suono delle campane, dai canti e dalla partecipazione di tutta la comunità: chi guarda dalle finestre, chi cammina dietro il simulacro, chi aspetta all'arrivo sul sagrato.
Sant'Egidio Abate, eremita vissuto tra il VII e l'VIII secolo nella Francia meridionale, è tra i santi più popolari del Medioevo europeo: la sua leggenda più nota lo vuole nutrito nel bosco dal latte di una cerva mandata dal Signore. A Rocca di Cave il suo culto si radica in età moderna e viene favorito dalla famiglia Colonna, feudataria del castello e di tutto il territorio a partire dal XIV secolo. Curiosamente il titolare della parrocchiale è San Nicola di Bari — la chiesa, costruita tra il 1750 e il 1777 su modelli romani, conserva una grande tela del viterbese Domenico Corvi (1795) — mentre il patronato del paese resta saldamente a Sant'Egidio, festeggiato il 1° settembre secondo il calendario liturgico.
Non si tratta di una grande sagra da migliaia di visitatori, ma di una festa autentica, a misura di borgo: chi arriva da fuori è accolto senza filtri e assiste a una tradizione che il paese custodisce con orgoglio.
La visita a Rocca di Cave si presta a essere allungata di qualche ora. La rocca medievale, edificata attorno al X secolo e a lungo presidio dei Colonna, ospita oggi il Museo Geopaleontologico "Ardito Desio", con i fossili di un mare tropicale di circa cento milioni di anni fa, e un osservatorio astronomico con planetario, molto frequentato per le serate di osservazione del cielo. Dal belvedere lo sguardo spazia sulla valle del Sacco, sui Monti Prenestini e, nelle giornate limpide, fino a Roma. La quota e la posizione fanno del paese una tappa fresca e panoramica anche nel cuore dell'estate, a poco più di quaranta chilometri dalla capitale.
In un comune di poche centinaia di abitanti, la festa patronale non è folklore per turisti: è il momento in cui la comunità si riconosce, rinnova un impegno che passa di generazione in generazione — quello degli incollatori in primo luogo — e riporta in paese chi se n'è andato. Per il visitatore attento, il 1° settembre a Rocca di Cave è l'occasione di vedere il Lazio delle terre alte come è davvero, lontano dai circuiti di massa.
Il 1° settembre 2026 Rocca di Cave rinnova l'appuntamento con il suo patrono. La data è confermata dal calendario eventi ufficiale del Comune, che registra la festa come ricorrenza annuale fissa. Come ogni anno il programma ruota attorno alla messa solenne e alla processione che attraversa il paese, con la statua di Sant'Egidio trasportata a spalla dagli otto incollatori dalla chiesetta presso il cimitero alla parrocchiale di San Nicola e ritorno.
Gli orari puntuali delle celebrazioni e le eventuali iniziative collaterali della serata vengono di norma diffusi nelle settimane precedenti attraverso i canali del Comune e della Pro Loco. La partecipazione è libera e gratuita.
In auto da Roma: A1 uscita Valmontone oppure via Casilina/Prenestina fino a Palestrina, poi strada provinciale per Genazzano e Rocca di Cave (circa 45-60 minuti dalla capitale). Da Palestrina il borgo dista circa 12 km di strada di montagna panoramica.
Treno FL5 o Cotral fino a Palestrina/Zagarolo, quindi autolinea Cotral per Rocca di Cave; corse ridotte nei giorni festivi, si consiglia di verificare gli orari in anticipo.
Parcheggi liberi all'ingresso del paese; il centro storico è in pendenza e con tratti selciati, calzature comode consigliate. Il percorso della processione si svolge su strada in salita.
La partecipazione alla festa e alla processione è libera e gratuita. A pagamento solo l'ingresso al Museo Geopaleontologico e alle serate del planetario.
Comune di Rocca di Cave (calendario eventi ufficiale) e Pro Loco Rocca di Cave.
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Centro storico e Chiesa di San Nicola