Carri, bottari e pastellessa: il paese dei bottari in festa per Sant'Antonio Abate
C'è un momento dell'anno in cui Portico di Caserta, piccolo Comune della provincia di Caserta, in Campania, smette di essere un centro della cintura urbana casertana e diventa un enorme strumento musicale a cielo aperto. Accade tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio, quando la Festa di Sant'Antuono — il nome popolare con cui in tutta l'area si indica Sant'Antonio Abate — riempie le strade di carri, di ritmo e di gente. La manifestazione, intitolata Carri, Ritmi (Cippi) e Pastellessa, è ormai uno degli appuntamenti più riconoscibili del calendario folklorico campano.
Il cuore della festa sono i bottari, percussionisti che non usano strumenti convenzionali ma attrezzi del mondo contadino: botti, tini e falci. Percossi secondo schemi ritmici tramandati di generazione in generazione, questi oggetti producono un suono profondo e ipnotico, la cosiddetta pastellessa. La tradizione racconta che quel frastuono servisse a scacciare gli spiriti maligni e a propiziare un buon raccolto; oggi resta un patrimonio immateriale che unisce intere famiglie e interi rioni del paese.
Su ciascun carro possono salire fino a una sessantina di bottari, che suonano insieme per ore, in piedi, mentre il mezzo avanza lentamente tra due ali di pubblico. Non è un semplice spettacolo: è una prova collettiva di resistenza, coordinazione e appartenenza.
I carri di Sant'Antuono sono costruzioni imponenti, che possono raggiungere i sedici metri di lunghezza per oltre tre metri di larghezza e altezza. Vengono preparati per settimane nei capannoni e nei cortili del paese, addobbati con scenografie, luci e simboli devozionali. Ogni carro appartiene a una compagnia con un proprio nome, spesso legato a un rione, a un gruppo di amici o a una generazione di carristi.
Accanto alla dimensione spettacolare resta forte quella religiosa. La festa si apre con l'accensione del cippo, il grande falò propiziatorio che segna simbolicamente l'inizio del periodo di Sant'Antuono, e prosegue con la Messa dei carristi e con la benedizione degli animali, gesto tipico del culto di Sant'Antonio Abate, protettore degli animali domestici e del bestiame. La Parrocchia di San Pietro Apostolo accompagna l'intero calendario, che si chiude tradizionalmente con i fuochi pirotecnici di mezzogiorno.
Il piatto simbolo è la pastellessa, o pasta e less: pasta condita con castagne lesse, preparazione povera e antica che si cucina proprio in questa occasione. Durante i giorni della manifestazione vengono allestiti stand gastronomici e aree di street food lungo il percorso dei carri, con degustazioni serali che accompagnano le esibizioni. Non mancano le aste dei prodotti raccolti durante la questua o offerti dai fedeli, i giochi tradizionali e i momenti conviviali con i camperisti in visita.
La manifestazione è promossa dall'Associazione Riforma del Pensiero insieme alla Pro Loco e al Club Napoli di Portico di Caserta, con la collaborazione del Comune di Portico di Caserta e della Parrocchia di San Pietro Apostolo, e con il patrocinio di enti e associazioni del territorio. Il coinvolgimento è capillare: carristi, volontari, scuole e commercianti lavorano per mesi alla riuscita dell'evento.
Il calendario si sviluppa in più giornate tra fine gennaio e il primo weekend di febbraio, con un prologo di presentazione e poi tre giorni di sfilate vere e proprie lungo percorsi diversi del paese. Il momento più intenso è la sfilata serale del sabato, seguita da migliaia di persone, e la giornata conclusiva della domenica, che unisce Messa, fuochi e ultimo passaggio dei carri in piazza Rimembranza.
La Festa di Sant'Antuono 2026 a Portico di Caserta ha confermato la crescita della manifestazione: sedici equipaggi in sfilata, centinaia di bottari e un calendario allargato che ha preso il via già sabato 24 gennaio con la conferenza di presentazione, i giochi tradizionali e l'accensione del cippo.
La grande novità è stata la delocalizzazione della sfilata del sabato sera: dal rione Scampia si è passati a via Diaz, davanti a piazza don Umberto, uno spazio più ampio che ha permesso a circa 1.500 persone di assistere allo spettacolo in condizioni più comode e ordinate. Una scelta rivendicata dagli organizzatori dell'Associazione Riforma del Pensiero, che hanno spiegato come i carri, diventati negli anni sempre più grandi, avessero bisogno di percorsi e piazze adeguate.
Gli stand gastronomici hanno registrato grande affluenza, con alcune specialità andate esaurite, mentre la domenica conclusiva ha unito la Santa Messa con la benedizione degli animali, i fuochi pirotecnici di mezzogiorno e l'ultima sfilata in piazza Rimembranza.
Portico di Caserta si trova a pochi chilometri da Caserta, nell'area a sud del capoluogo. In auto: uscita Caserta Sud dell'A1 (Autostrada del Sole) o Asse Mediano, poi indicazioni per Portico di Caserta. In treno: stazione di Caserta (linea Roma-Napoli via Cassino), collegata con autobus locali; in alternativa le stazioni della linea Napoli-Caserta.
Nei giorni delle sfilate le vie interessate dal passaggio dei carri vengono chiuse al traffico. Conviene arrivare con largo anticipo e parcheggiare nelle zone periferiche del paese, raggiungendo poi a piedi piazza Rimembranza o piazza don Umberto.
L'ingresso a tutte le sfilate e alle iniziative è libero e gratuito. Le degustazioni e gli stand gastronomici sono a pagamento, con prezzi popolari.
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Piazza Rimembranza, piazza don Umberto e vie del centro