Un anno intero di riti nel Sannio: la macina, la Grande Tavola e la Tavola dei Poveri
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
A Fragneto Monforte, Comune di circa 1.650 abitanti arroccato sui colli del Sannio a 415 metri di quota, in provincia di Benevento (Campania), la Festa di San Nicola di Bari non si esaurisce nella giornata del santo patrono. È un sistema di riti che occupa l'intero calendario, definito mutualità devozionale: la comunità raccoglie per dodici mesi e poi ridistribuisce a tutti, secondo un principio di carità che richiama la leggenda nicolaiana della dote donata alle tre fanciulle povere.
Il culto di San Nicola sarebbe arrivato nel Beneventano già tra l'VIII e il IX secolo. La chiesa madre, dedicata ai Santi Nicola e Rocco e ricostruita in veste barocca nella seconda metà del Seicento, ne è la testimonianza più visibile; una dedicazione a San Nicola è attestata almeno dal XII secolo. La Confraternita della SS. Croce, rifondata nel XVII secolo su una base più antica, custodisce ancora oggi l'organizzazione della festa, e gli elenchi degli economi sono documentati almeno dal 1849.
Ogni 1° gennaio la Confraternita affida la festa a un nuovo economo, il mastro di festa: deve essere confratello, cattolico praticante, sposato, con almeno trent'anni di età e cinque di appartenenza. Una processione porta l'antica icona dipinta di San Nicola — una tela circondata dagli ori votivi e protetta da una teca di ferro e vetro infrangibile — nella sua abitazione, che per un anno diventa la Casa di San Nicola. Ogni prima domenica del mese l'economo passa di casa in casa con la pignata, il vaso rituale, per raccogliere l'olio della lampada votiva davanti all'immagine.
Nel corso dell'anno la raccolta non si ferma mai: denaro, olio, legna, vino, grano e prodotti della terra vengono conferiti dalle famiglie; in marzo si tiene la conta dell'oro, l'inventario degli ori donati al santo. Con quelle offerte l'economo può far fronte a ogni impegno della festa, dove nessun gesto è casuale.
Nel giorno del patrono la processione si ferma davanti alla Casa di San Nicola, dove in mezzo alla strada viene apparecchiata una tavola semplice: è la Tavola dei Poveri, con dodici commensali che richiamano l'Ultima Cena. Accanto a essa la tradizione ricorda la tavola degli emigranti: la festa nicolaiana di Fragneto Monforte si celebra dal 1968 anche ad Adelaide, in Australia Meridionale.
Le panelle non sono un dolce di strada: si consumano con la preghiera e la benedizione. Più che uno spettacolo, questa è un'economia del dono che il paese rimette in moto ogni anno.
Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre risuonano le mautunate, filastrocche satiriche in rima improvvisate davanti alle case e rivolte anche agli amministratori locali: una licenza rituale antica, che scioglie in comicità le tensioni del paese. Al patrimonio immateriale del borgo appartengono anche il Dramma sacro di San Nicola, scritto nel 1887 dal parroco don Giovanni Battista Mastrogiacomo, e la Ballata di Santunikòlài, coreografia creata negli anni Ottanta dal gruppo folk La Takkarata.
Il paese è noto anche per il raduno internazionale di mongolfiere che dal 1986 lo anima all'inizio di ottobre e per la festa della Madonna della Purità, l'ultima domenica di maggio, affidata allo stesso economo. Ma è a dicembre che l'identità del borgo si mostra per intero: nelle case, nei forni e nella tavola apparecchiata per chi non ha nulla.
Per il 2026 non risulta ancora pubblicato alcun programma della Festa di San Nicola di Bari a Fragneto Monforte (provincia di Benevento, Campania). Il ciclo devozionale nicolaiano è tradizionalmente scandito da date ricorrenti — la macina del grano intorno al 25 novembre, la Grande Tavola comunitaria il 27 novembre, la distribuzione porta a porta il 5 dicembre e la processione con la Tavola dei Poveri nel giorno liturgico del patrono, il 6 dicembre — ma finché non arriva la conferma dell'economo in carica e della Confraternita della SS. Croce, orari e dettagli restano da verificare.
Chi vuole partecipare può seguire i canali del Comune di Fragneto Monforte e della parrocchia dei Santi Nicola e Rocco nel corso dell'autunno. Aggiorneremo questa scheda appena il calendario 2026 sarà reso pubblico.
In auto: da Benevento si risale la valle del Tammaro verso i Fragneti, circa 20 km a nord-ovest della città; il collegamento più comodo dall'autostrada A1 è l'uscita Caianello o, dalla A16, lo svincolo di Benevento tramite la SS 372 Telesina. In treno: la stazione utile è Benevento, servita dalle linee per Napoli, Caserta e Foggia, e da lì si prosegue in autobus o in auto a noleggio. Aeroporto di riferimento: Napoli-Capodichino, a circa 90 km.
I riti si concentrano nel centro storico di Fragneto Monforte: la Chiesa madre dei Santi Nicola e Rocco per le celebrazioni liturgiche, la Casa di San Nicola (l'abitazione dell'economo dell'anno) per la custodia dell'icona e per la Tavola dei Poveri, le vie del borgo per la processione.
La partecipazione alle celebrazioni religiose e alla processione è libera e gratuita. La distribuzione di carne, vino, olio e panelle non è una vendita: segue la logica dell'offerta fatta durante l'anno alla Confraternita.
A dicembre, a 415 metri di quota, le serate sono fredde e umide: abbigliamento pesante e scarpe adatte alle strade in pendenza. Il paese è piccolo e non ha grande ricettività: conviene cercare alloggio a Benevento o negli agriturismi della zona di Pesco Sannita e Fragneto l'Abate. Per orari precisi e per informazioni sulla Grande Tavola è opportuno contattare il Comune (tel. +39 0824 986006) o la parrocchia nei giorni precedenti.
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Centro storico e Chiesa madre dei Santi Nicola e Rocco