La spettacolare Calata e l'Acchianata del Santo a Calatabiano
Nel cuore della Sicilia ionica, ai piedi dell'Etna e a pochi chilometri dal mare di Taormina, il piccolo Comune di Calatabiano (provincia di Catania) custodisce una delle feste patronali più intense dell'Isola. La Festa di San Filippo Siriaco si celebra ogni anno a maggio e affonda le radici in una tradizione documentata con continuità dal 1766: per gli abitanti, che chiamano confidenzialmente il loro patrono "San Fulippu", è molto più di una ricorrenza religiosa, è un atto di appartenenza che richiama in paese intere famiglie e gli emigrati sparsi nel mondo.
Secondo la tradizione, San Filippo nacque in Siria nel I secolo d.C. e fu inviato in Sicilia per evangelizzare la regione. Venerato come taumaturgo ed esorcista, la leggenda lo vuole capace di sconfiggere il demonio servendosi di un solo filo della propria barba: per questo viene raffigurato con il volto scuro. È compatrono e protettore di Calatabiano, e il suo simulacro è custodito tutto l'anno nella chiesa del Santissimo Crocifisso, sul Monte Castello.
Il momento più spettacolare è "A Calata di San Fulippu", che si tiene tradizionalmente il terzo sabato di maggio. All'alba le donne ornano di fiori il fercolo; nel pomeriggio una serie di colpi di cannone, sparati ogni quarto d'ora dal Monte Castello, annuncia la preparazione. Preceduta da un corteo storico con figuranti in costume che rievocano la corte della famiglia Cruyllas, antichi feudatari del borgo, la "Calata" è la discesa vertiginosa e ardita del pesante fercolo lungo lo stretto sentiero in pietra che dal castello medievale di origine arabo-normanna porta fino alla Chiesa Madre, portato di corsa dai devoti tra scalini e rocce.
A chiudere i festeggiamenti è "A Cchianata", la risalita del simulacro verso la chiesetta sul Monte Castello, percorsa di corsa in pochi minuti lungo la salita più ripida. I portatori indossano il fazzoletto rosso e i tre fili intrecciati di colore rosso, giallo e verde, le cosiddette "misure", che rappresentano i peli della barba con cui il Santo, secondo la leggenda, legò il diavolo. Per ambire a un posto sotto la vara nella Calata occorre partecipare per più anni consecutivi: un impegno che si tramanda di padre in figlio.
Accanto ai riti sacri, il programma comprende celebrazioni eucaristiche, la processione del reliquiario per le vie del paese, spettacoli musicali, esibizioni d'intrattenimento e un grande spettacolo pirotecnico finale. È l'occasione perfetta per scoprire Calatabiano, il suo castello panoramico e l'autentica accoglienza della Sicilia interna, lontano dai circuiti turistici di massa.
I solenni festeggiamenti 2026 hanno seguito il calendario tradizionale, con un'unica variazione: l'Acchianata è stata spostata a domenica 31 maggio per non sovrapporsi alle elezioni comunali del 24-25 maggio. Confermati invece il rito della Calata e le celebrazioni dell'Ascensione, con grande partecipazione di fedeli e devoti.
La festa ha mantenuto il suo doppio cuore: la discesa ardita del fercolo dal castello medievale e la successiva risalita verso la chiesetta sul Monte Castello, accompagnate da colpi di cannone, processioni e spettacoli serali.
Tra gli appuntamenti musicali dei festeggiamenti sono stati annunciati anche i concerti di Luigi di Pino, Eugenio Ferretti e della Mokanta Live Band.
Calatabiano si trova in provincia di Catania, lungo la costa ionica tra Taormina e Fiumefreddo di Sicilia. In auto: autostrada A18 Messina-Catania, uscita Fiumefreddo, poi pochi minuti verso il centro. In treno: la stazione di Calatabiano è sulla linea Messina-Catania-Siracusa. Aeroporto più vicino: Catania-Fontanarossa (circa 50 km).
I festeggiamenti si svolgono nel mese di maggio: la Calata il terzo sabato, l'Acchianata l'ultima domenica del mese.
I riti della Calata e dell'Acchianata si svolgono su sentieri ripidi e affollati: indossa scarpe comode e arriva in anticipo per trovare posto lungo il percorso. L'ingresso a tutti gli eventi è gratuito.
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Centro storico, Castello di Calatabiano e Chiesa Madre