La festa patronale della frazione di Morigerati, tra benedizione della gola e festeggiamenti solenni di maggio
A Sicilì, frazione del Comune di Morigerati in Provincia di Salerno, la devozione per San Biagio scandisce il calendario della comunità. Il vescovo e martire di Sebaste, invocato in tutta la Campania come protettore della gola, è il patrono del borgo e viene festeggiato in due momenti distinti dell'anno: il 3 febbraio, giorno liturgico del santo, e a metà maggio, quando si tengono i festeggiamenti solenni insieme a Maria SS. dei Martiri. È una doppia festa che nel Cilento interno ha pochi eguali e che racconta meglio di ogni altra cosa quanto sia profondo il legame fra il paese e il suo protettore.
La ricorrenza invernale è la più intima. La statua di San Biagio esce dalla chiesa e viene portata in processione per ogni angolo del borgo, seguita dai fedeli che affrontano il freddo di febbraio pur di accompagnare il santo. Al termine delle celebrazioni si rinnova il gesto più caratteristico della devozione biagiana: il sacerdote incrocia due candele sulla gola dei fedeli, affidandoli alla protezione del santo. La tradizione richiama il miracolo del ragazzo salvato da una lisca di pesce conficcata in gola, episodio che ha reso Biagio il protettore per eccellenza dei mali della gola in tutta l'Italia meridionale.
Se febbraio è il tempo della liturgia, maggio è quello della festa vera e propria. La Parrocchia Maria SS. Annunziata di Sicilì apre le celebrazioni con la novena all'inizio del mese e le porta al culmine nelle giornate del 13 e del 14: la prima dedicata a Maria SS. dei Martiri, con processione e vespri solenni, la seconda a San Biagio vescovo e martire, con le celebrazioni eucaristiche, la supplica e la lunga processione per le vie del paese.
Attorno al programma religioso si sviluppa la parte civile, quella che trasforma Sicilì per due giorni: i concerti bandistici di formazioni invitate anche da fuori regione, le luminarie artistiche che disegnano archi di luce sopra le strade del centro, gli spettacoli musicali in piazza e, immancabili, i fuochi pirotecnici che chiudono la giornata del patrono. La ditta pirotecnica che firma lo spettacolo diurno è ormai un appuntamento riconoscibile per gli appassionati, che arrivano anche dai comuni vicini.
Sicilì si adagia sulle pendici del Monte Mamino, in una zona nota per la produzione dell'olio d'oliva. Il paese era già centro abitato di rilievo nel XVI secolo, quando divenne sede baronale della famiglia De Stefano, che mantenne il feudo fino ai primi dell'Ottocento e alla quale si deve la costruzione della chiesa dell'Annunziata, eretta nel corso del XIX secolo dove sorgeva un'antica edicola italo-greca dedicata a San Teodoro.
Il Comune di Morigerati, di cui Sicilì è frazione, appartiene al Cilento interno ed è conosciuto soprattutto per l'Oasi WWF delle Grotte del Bussento, dove il fiume riemerge dopo un lungo percorso sotterraneo. Le origini dell'abitato risalgono all'VIII secolo, quando un gruppo di monaci bizantini in fuga dalle persecuzioni trovò rifugio in questa zona della Campania: da qui la persistenza di riti e devozioni di matrice orientale, testimoniata anche dal culto di San Demetrio nel capoluogo comunale.
Chi cerca la festa patronale del Sud nella sua forma più autentica, lontana dai circuiti turistici, trova a Sicilì un esempio quasi manualistico: poche centinaia di abitanti, una comunità che si stringe attorno al proprio santo, una macchina organizzativa interamente parrocchiale e volontaria. Non ci sono biglietti da acquistare né palchi da conquistare: si arriva, si segue la processione, si ascolta la banda e si resta fino ai fuochi. È il modo migliore per capire come si vive la tradizione nell'entroterra della Provincia di Salerno.
Il 3 febbraio 2026 Sicilì ha celebrato la festa liturgica del suo patrono con una giornata di grande partecipazione. La santa messa è stata presieduta da don Tonino Palmese insieme a don Antonino Savino, amministratore della parrocchia; a seguire, la processione con la statua di San Biagio ha attraversato ogni angolo del paese, guidata dal sindaco di Morigerati Guido Fiorenza. Ad accompagnare il corteo, dando alla giornata un tono insieme solenne e festoso, è stata la Banda dell'Arma dei Carabinieri.
La parte più corposa dei festeggiamenti si è svolta il 13 e il 14 maggio, con la novena di preparazione avviata il 4 maggio dalla Parrocchia Maria SS. Annunziata. Il 13 è stato dedicato alla solennità di Maria SS. dei Martiri, con processione, vespri solenni e lo spettacolo musicale della cover band dei Ricchi e Poveri; il 14 a San Biagio vescovo e martire, con le celebrazioni eucaristiche, la supplica e la processione per le vie del paese, seguite dai fuochi pirotecnici e dal concerto serale. Le strade del borgo, nel frattempo, erano illuminate dalle luminarie artistiche allestite per l'occasione.
Sicilì è frazione di Morigerati, nel Cilento interno. In auto: autostrada A2 del Mediterraneo, uscita Padula-Buonabitacolo, poi strada per Casaletto Spartano e Morigerati; in alternativa SS18 fino a Policastro Bussentino e risalita verso l'interno. In treno: stazione di Sapri o di Policastro sulla linea tirrenica, poi collegamenti su gomma o taxi.
Il centro storico di Sicilì è a maglia stretta: conviene lasciare l'auto negli spiazzi all'ingresso del paese e proseguire a piedi, soprattutto nei giorni di processione quando alcune strade vengono chiuse al traffico.
Tutte le celebrazioni, le processioni, i concerti bandistici e gli spettacoli pirotecnici sono a ingresso libero e gratuito.
Le celebrazioni sono organizzate dalla Parrocchia Maria SS. Annunziata di Sicilì. Per informazioni generali sul territorio è possibile rivolgersi al Comune di Morigerati, Piazza San Laverio 1, 84030 Morigerati (SA), tel. +39 0974 982016.
A febbraio la temperatura serale è rigida: abbigliamento pesante. A maggio, invece, conviene arrivare nel pomeriggio per trovare posto lungo il percorso della processione e restare fino a sera per le luminarie e i fuochi. Ottima occasione per abbinare la visita all'Oasi delle Grotte del Bussento.
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