Il pellegrinaggio votivo delle ragazze di Sant'Andrea di Conza alla Madonna della Gaggia
La Festa delle Maggiaiole è uno dei riti popolari più singolari della Campania interna: ogni ultimo sabato di maggio le ragazze di Sant'Andrea di Conza raggiungono a piedi il vicino Comune di Conza della Campania, in provincia di Avellino, per venerare la Madonna della Gaggia nella concattedrale di Santa Maria Assunta. Non è una sagra né una festa patronale in senso stretto, ma un pellegrinaggio votivo che lega da secoli due paesi dell'Alta Irpinia: la tradizione è tramandata oralmente e non esistono documenti che ne fissino con certezza l'origine.
Il racconto popolare parla di una vera e propria «fuga». La Madonna della Gaggia avrebbe lasciato per due volte Sant'Andrea per stabilirsi nella chiesa di Conza; quando gli abitanti andarono a riprenderla, la Vergine fece sapere che desiderava restare nel tempio metropolitano conzano. In cambio promise di accogliere ogni anno il pellegrinaggio delle giovani del paese e di concedere loro la grazia di un buon fidanzato, destinato a diventare marito. Da qui il nome di maggiaiole, dal mese di maggio in cui il patto viene rinnovato, e il carattere insieme penitenziale e gioioso della giornata.
Il corteo parte di buon mattino dalla chiesa madre di Sant'Andrea di Conza, attraversa il borgo e la Porta della Terra e imbocca l'antico tracciato che scende verso Conza. Ad aprire il pellegrinaggio è un Crocifisso; dietro camminano le maggiaiole, le madri, i giovani del paese e le autorità civili e religiose dei due Comuni. Le ragazze indossano il velo bianco, segno di purezza, ornato da coroncine di uva ursina e di rami fioriti, un dettaglio che gli studiosi di tradizioni popolari collegano a simbologie nuziali molto antiche.
Il momento più identitario è lo scambio fra le due comunità: il sindaco e il parroco di Conza consegnano simbolicamente le chiavi e le insegne del paese agli omologhi di Sant'Andrea, in segno di ospitalità e di alleanza. La memoria popolare conserva perfino la penale scherzosa riservata al sindaco che non si presenta, tenuto a spazzare per un anno la piazza dell'altro paese. Al ritorno, le famiglie si fermano all'aperto per un pranzo condiviso durante il quale si mangiano i chicchi d'uva che ornavano i veli: la parte più allegra di una giornata che comincia in preghiera e finisce in festa.
Il luogo che ospita il rito aggiunge un fascino particolare. L'antica Compsa, distrutta dal terremoto dell'Irpinia del 1980, è oggi il Parco storico e archeologico di Compsa: la strada romana, l'area del foro, i resti della cattedrale di Santa Maria Assunta e i reperti raccolti nell'antiquarium raccontano duemila anni di storia. Il paese moderno è stato ricostruito poco distante, a pochi minuti dall'Oasi WWF Lago di Conza, la più estesa zona umida della Campania, nata dallo sbarramento del fiume Ofanto e nota agli appassionati di birdwatching per le sue colonie di aironi.
Il rito è aperto a tutti e si segue liberamente, a piedi, lungo il percorso fra i due Comuni: non ci sono biglietti né tribune, si cammina con il corteo, si ascoltano i canti e si entra in chiesa per la Messa. Chi arriva da fuori può facilmente abbinare la visita al parco archeologico di Conza e al borgo di Sant'Andrea di Conza, noto per l'Episcopio, il Seminario metropolitano e l'antica fornace Clemente-Malanga recuperata come spazio culturale. È l'occasione ideale per scoprire un'Irpinia poco battuta dal turismo di massa, dove la fede popolare è ancora un fatto collettivo e quotidiano.
In una regione ricchissima di feste mariane, quella delle Maggiaiole resta un unicum: non celebra un santo patrono, ma un patto fra due comunità vicine e la loro Madonna. È un rito povero di apparato e ricchissimo di significato, dove il paesaggio dell'Ofanto, i veli bianchi e le voci delle ragazze compongono un'immagine che appartiene interamente all'identità dell'Alta Irpinia.
Sabato 30 maggio 2026, ultimo sabato del mese, si è rinnovato fra Sant'Andrea di Conza e Conza della Campania il pellegrinaggio delle maggiaiole. La giornata, baciata dal bel tempo, ha visto le ragazze e i cittadini più devoti di Sant'Andrea muoversi in corteo verso la concattedrale conzana per onorare e pregare la Madonna della Gaggia.
Il pellegrinaggio è stato guidato dal viceparroco, con la recita del Santo Rosario lungo il percorso e i canti dedicati alla Vergine, compresi quelli in dialetto che appartengono da sempre a questo rito. All'arrivo, come da tradizione, l'accoglienza della comunità di Conza della Campania e la Santa Messa nella chiesa di Santa Maria Assunta hanno chiuso la parte religiosa della giornata, prima del ritorno a Sant'Andrea.
Anche nel 2026 la festa ha confermato il proprio ruolo di legame fra i due Comuni dell'Alta Irpinia, in provincia di Avellino: un rito antichissimo, mai codificato per iscritto, che continua a essere trasmesso di generazione in generazione e che resta una delle testimonianze più vive della religiosità popolare campana.
Il rito si svolge in un'unica giornata, sabato 30 maggio 2026, e segue lo schema tramandato da generazioni. Gli orari precisi vengono comunicati di volta in volta dalle parrocchie dei due Comuni.
Ultimo sabato di maggio, in un'unica giornata. Il corteo parte di buon mattino da Sant'Andrea di Conza e la Santa Messa si celebra a Conza della Campania.
In auto: uscita di Lioni-Sant'Angelo dei Lombardi sul raccordo autostradale Contursi-Lioni-Grottaminarda (A2), poi SS 7 Appia e SS 399 in direzione Conza della Campania; da Avellino sono circa 65-70 km. In treno: la stazione utile più vicina è quella di Lioni sulla linea Avellino-Rocchetta Sant'Antonio, con collegamenti su gomma limitati nei fine settimana; è consigliata l'auto. Aeroporto di riferimento: Napoli Capodichino, a circa due ore.
Il percorso si copre a piedi: sono utili scarpe comode e protezione dal sole, perché buona parte del tragitto è all'aperto e in campagna. Parcheggi liberi nel paese nuovo di Conza della Campania, nei pressi di Piazza Municipio.
Partecipazione libera e gratuita, senza prenotazione.
Comune di Conza della Campania, Piazza Municipio, 83040 Conza della Campania (AV), tel. +39 0827 39013. Parrocchia Santa Maria Assunta, Corso XXIII Novembre 1980.
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Concattedrale di Santa Maria Assunta
Corso XXIII Novembre 1980, 83040 Conza della Campania