La festa patronale di Romagnano al Monte tra liturgie, processione e serate di musica
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nell'entroterra della provincia di Salerno, al confine tra Campania e Basilicata, il piccolo Comune di Romagnano al Monte celebra ogni anno la sua patrona, la Madonna del Carmine. È l'appuntamento più sentito del calendario locale: per qualche giorno il paese, che conta poco più di trecento abitanti, si riempie di famiglie, di emigrati tornati per l'occasione e di visitatori provenienti dai centri vicini della valle.
La festa si colloca tradizionalmente nell'ultimo fine settimana di luglio, con un impianto rimasto sostanzialmente invariato negli anni: il sabato dedicato alle liturgie e alla musica, la domenica alla solenne processione per le vie dell'abitato, il lunedì sera al gran finale con lo spettacolo musicale.
La devozione romagnanese alla Vergine del Carmelo affonda le radici nel Medioevo. Intorno al 1400 i monaci carmelitani edificarono, insieme al convento, la cappella di Santa Maria del Carmine, che divenne il centro del culto mariano locale. Accanto all'immagine della Madonna sono conservati numerosi ex voto in argento, donati dalla comunità tra la fine del Settecento e i primi del Novecento come segno di riconoscenza per le grazie ricevute.
L'icona venerata è oggi custodita nella chiesa madre del paese. Ogni anno, il lunedì in albis, viene portata in processione fino alla sua antica cappella, distante circa cinque chilometri dall'abitato, per farvi ritorno — sempre in processione — la seconda domenica di maggio. La festa di luglio è il culmine di questo ciclo devozionale che scandisce l'anno della comunità.
Come in molte feste patronali del Mezzogiorno, la dimensione religiosa e quella civile convivono naturalmente: alle funzioni si affiancano luminarie, bancarelle e la convivialità delle serate estive all'aperto.
Chi arriva a Romagnano al Monte scopre una storia particolare. Il borgo antico, arroccato a oltre 600 metri di quota su uno sperone che domina la gola del fiume Bianco, fu gravemente danneggiato dal terremoto del 23 novembre 1980 e progressivamente abbandonato: oggi è uno dei più noti «paesi fantasma» del Sud Italia, metà di curiosi e fotografi. La popolazione si è trasferita nel nuovo abitato sorto in località Ariola, dove è stata ricostruita anche la chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna del Rosario, più volte segnalata tra i «Luoghi del Cuore» del FAI.
È qui, nel paese nuovo, che si svolgono oggi la processione e i festeggiamenti: la festa della Madonna del Carmine è così diventata anche il modo con cui una comunità dispersa dal sisma continua a riconoscersi e a ritrovarsi.
Il nome di Romagnano deriverebbe dal fundus Romanianus, terreno appartenuto in età romana alla famiglia patrizia dei Romanius; l'aggiunta «al Monte» risale all'Unità d'Italia, per distinguere il paese da Romagnano Sesia. La comunità ha attraversato secoli difficili — la peste del 1656, il terremoto del 1694 che portò all'abbandono del castello medievale, la terribile carestia del 1763-64 — arrivando poi a sfiorare i mille abitanti alla fine dell'Ottocento.
Oggi il territorio comunale rientra nel comprensorio Sele-Tanagro, non lontano dai Monti Alburni: un contesto ideale per abbinare alla festa una giornata tra borghi, natura e prodotti tipici dell'entroterra campano. In autunno il paese ospita anche la fiera dell'artigianato e dei prodotti tipici detta «del Palazzo».
Le date esatte dell'edizione 2026 non risultano ancora diffuse ufficialmente: conviene verificare presso il Comune di Romagnano al Monte o presso la parrocchia nei giorni che precedono l'ultimo fine settimana di luglio.
L'edizione 2026 della Festa della Madonna del Carmine di Romagnano al Monte (provincia di Salerno, Campania) non è ancora stata annunciata ufficialmente. La tradizione locale colloca la solennità patronale nell'ultimo fine settimana di luglio, con il consueto svolgimento su tre giorni: celebrazioni liturgiche e musica il sabato, messa solenne e processione dell'immagine venerata per le vie del paese la domenica, spettacolo musicale conclusivo il lunedì sera.
In attesa della locandina ufficiale, chi desidera partecipare può rivolgersi al Comune di Romagnano al Monte (Piazza della Libertà, tel. +39 0828 432164) o alla parrocchia, che di norma diffondono il programma soltanto poche settimane prima della festa. La partecipazione alle funzioni e alla processione è comunque libera e gratuita.
Romagnano al Monte si raggiunge in auto lungo la Strada Provinciale 415, che collega il fondovalle all'abitato di Ariola. Il paese si trova nell'alta valle del fiume Bianco, al confine tra la provincia di Salerno e la Basilicata, ed è accessibile dagli svincoli dell'autostrada A2 del Mediterraneo nel tratto Sele-Tanagro.
Durante la festa le strade del centro abitato possono essere chiuse temporaneamente al traffico per il passaggio della processione: conviene lasciare l'auto negli spazi liberi ai margini del paese e proseguire a piedi.
Le celebrazioni religiose, la processione e i momenti di festa in piazza sono ad accesso libero e gratuito.
L'offerta ricettiva in paese è molto limitata: per il pernottamento conviene orientarsi sui comuni vicini della valle del Tanagro e dell'area degli Alburni, dove non mancano agriturismi e piccole strutture a conduzione familiare.
Le serate estive in quota possono essere fresche: utile portare una giacca leggera. Chi ha tempo può abbinare alla festa una visita al borgo antico abbandonato, da percorrere con calzature adatte e con la massima prudenza.
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Centro abitato di Romagnano al Monte (località Ariola)