Il ritorno degli emigrati nel borgo salentino di Seclì
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Ogni estate, ad agosto, il piccolo borgo di Seclì, nel cuore del Salento in provincia di Lecce, si stringe attorno a una delle sue ricorrenze più sentite: la Festa dell'Emigrante. È il momento in cui il paese apre le porte a chi, negli anni, è partito per lavoro verso il Nord Italia o all'estero, e torna a casa con la famiglia per ritrovare le radici, le piazze dell'infanzia e i volti amici. Una festa di comunità e di memoria, che trasforma il centro storico in un grande abbraccio collettivo.
Con i suoi circa 1.800 abitanti, Seclì è uno dei borghi più raccolti della Regione Puglia. Le case in pietra, le stradine bianche di calce e il seicentesco Palazzo Ducale della famiglia D'Amato fanno del centro storico un piccolo museo a cielo aperto. È proprio tra queste vie che la Festa dell'Emigrante prende vita, con luminarie, tavolate e serate all'aperto che coinvolgono residenti e ospiti di ritorno.
Il programma della festa è scandito dalla musica della tradizione salentina. Gruppi locali animano le serate con canti, tamburelli e la travolgente pizzica, il ballo popolare che da secoli accompagna le feste del Salento. Non mancano i balli di gruppo e i momenti di socialità che, fino a notte fonda, uniscono generazioni diverse nella stessa piazza.
Come in ogni festa di paese pugliese, la gastronomia ha un ruolo centrale. Le tavole propongono i piatti tipici del territorio e i sapori della cucina contadina del Salento. La Festa dell'Emigrante si svolge inoltre negli stessi giorni della storica Sagra te la carne te cavaddhru, la sagra dedicata alla carne di cavallo che da oltre venticinque anni richiama a Seclì migliaia di visitatori con il celebre "paninu cu li pezzetti".
Il tema dell'emigrazione è profondamente iscritto nella storia di Seclì e di tutto il Salento, terra che nel Novecento ha conosciuto una forte partenza di braccia e famiglie. La festa nasce proprio per onorare questo legame: un modo per dire che il paese non dimentica chi è lontano e che le radici restano vive, di generazione in generazione. Per il visitatore è l'occasione di scoprire un Salento autentico, lontano dalle rotte turistiche più battute, fatto di accoglienza, memoria e comunità.
Le date dell'edizione 2026 non sono ancora state annunciate dal Comune di Seclì e dagli organizzatori. Come da tradizione, l'appuntamento è atteso nel mese di agosto, nel centro storico del paese. Si consiglia di verificare le informazioni sui canali ufficiali del Comune in prossimità dell'estate.
La Festa dell'Emigrante torna a Seclì, nel Salento, per accogliere gli emigrati e le loro famiglie in un clima di comunità, tra musica popolare, pizzica e tradizioni salentine. Le date e il programma dettagliato dell'edizione 2026 non sono ancora stati resi noti: si consiglia di consultare i canali ufficiali del Comune di Seclì in prossimità dell'estate.
Centro storico di Seclì (LE), Salento, Regione Puglia.
Ad agosto. Le date dell'edizione 2026 non sono ancora state comunicate dal Comune.
In auto: da Lecce si raggiunge Seclì in circa 30-40 minuti percorrendo la direttrice verso Galatina e Cutrofiano. In treno: le stazioni delle Ferrovie del Sud Est più vicine sono quelle di Galatina e Neviano. L'aeroporto di riferimento è Brindisi.
Manifestazione popolare a ingresso libero. Le degustazioni gastronomiche sono a pagamento presso gli stand.
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Centro storico di Seclì