La sera del 17 gennaio «li fauni» accendono il borgo della Baronia
Il 17 gennaio, giorno dedicato a Sant'Antonio Abate, Vallata rinnova uno dei riti invernali più sentiti dell'alta Irpinia: l'accensione dei falò nel centro abitato. Non si tratta di una manifestazione costruita a tavolino, ma di una consuetudine che la comunità del Comune di Vallata, in provincia di Avellino (Campania), tramanda di generazione in generazione. Nei giorni che precedono la festa si raccoglie e si accatasta la legna; poi, al calare della sera, le fiamme si alzano e il paese si ritrova all'aperto, nonostante il freddo degli 855 metri di quota.
A Vallata i falò di Sant'Antonio hanno un nome tutto loro: «li fauni». È un dettaglio che dice molto della vitalità di questo rito: in ogni paese dell'Irpinia il fuoco del 17 gennaio prende una denominazione diversa — carcare a Solofra, Quindici e Cervinara, focaruni altrove — e la parola dialettale è la prova che la tradizione non è mai stata importata, ma è cresciuta dentro la comunità. Chi arriva da fuori sentirà i vallatesi parlare de «li fauni» come di un appuntamento che non ha bisogno di locandine.
Sant'Antonio Abate, monaco egiziano del IV secolo, è nell'immaginario contadino il patrono degli animali domestici, dei contadini e dei pastori, oltre che il santo del fuoco. In un territorio come la Baronia, storicamente a vocazione agricola e pastorale, la sua festa non è mai stata un fatto puramente devozionale: il fuoco acceso a metà gennaio serviva simbolicamente a «scaldare la terra» e ad affrettare il ritorno della primavera, mentre in molte località dell'Irpinia la giornata prevede anche la benedizione degli animali, delle stalle e delle aziende zootecniche. Il falò, in questa lettura, brucia il vecchio e apre il nuovo anno agricolo.
A Vallata «li fauni» hanno anche una funzione precisa nel calendario: segnano l'inizio del Carnevale. Il 17 gennaio è la soglia oltre la quale il paese entra nel tempo delle mascherate e degli scherzi, secondo una scansione che ricorre in tutta l'Irpinia e in buona parte del Mezzogiorno. È per questo che la serata attorno al fuoco non ha un tono cupo: è già festa, con la convivialità, le chiacchiere e l'allegria che accompagnano ovunque, in Campania, le celebrazioni per Sant'Antonio Abate.
Vallata conta poco meno di 2.700 abitanti su un territorio di circa 48 km², tra i monti di Trevico e il Formicoso, nelle valli dell'Ufita e del Calaggio, a circa 65 km da Avellino. Il paese fa parte della Baronia, area interna ricca di acque, boschi e pascoli, e la sua economia tradizionale spiega bene la devozione al santo degli animali. Il calendario delle feste locali è densissimo: il patrono San Bartolomeo Apostolo il 24 agosto, i solenni festeggiamenti in onore di Sant'Antonio da Padova e San Vito Martire dal 13 al 15 giugno con la celebre Processione delle Panelle, la Festa della Mattinella con il pellegrinaggio a piedi di fine maggio, i riti della Settimana Santa. «Li fauni» del 17 gennaio aprono questa lunga sequenza di appuntamenti.
Chi vuole farsi un'idea concreta dell'atmosfera può consultare i reportage fotografici che il sito indipendente vallata.org dedica puntualmente all'evento: le gallerie del 17 gennaio 2024, del 17 gennaio 2025 e del 17 gennaio 2026 mostrano il fuoco, i volti e il paesaggio invernale del borgo. Sono la testimonianza più diretta della continuità di una tradizione che, senza clamore, resiste nell'alta Irpinia.
Il 17 gennaio 2026 Vallata ha rinnovato il suo rito invernale più identitario: l'accensione dei falò di Sant'Antonio Abate, chiamati in dialetto locale «li fauni». Il reportage fotografico pubblicato il giorno successivo dal sito vallata.org documenta lo svolgimento dell'edizione, con il fuoco al centro del paese e la partecipazione della comunità.
Anche nel 2026 l'appuntamento è rimasto quello che è sempre stato: un rito popolare senza biglietto, affidato all'iniziativa degli abitanti, che nel giorno del santo protettore degli animali e delle campagne segna il passaggio verso il tempo del Carnevale nell'alta Irpinia.
Vallata si trova nell'alta Irpinia, in provincia di Avellino, a circa 65 km dal capoluogo. In auto si raggiunge dai caselli del tratto irpino dell'autostrada A16 Napoli-Canosa, proseguendo poi sulla viabilità provinciale della Baronia. Il paese è a 855 metri di altitudine: a metà gennaio sono frequenti freddo intenso e possibili nevicate, quindi conviene partire con abbigliamento pesante e pneumatici adeguati alla stagione.
L'accensione dei falò avviene la sera del 17 gennaio. L'evento è gratuito e si svolge all'aperto negli spazi del centro abitato: non è previsto alcun biglietto. Non viene pubblicato un programma con orari precisi, trattandosi di un rito comunitario.
Comune di Vallata, Corso Kennedy — tel. +39 0827 91008 — [email protected]. Aggiornamenti, foto e cronache locali sul sito indipendente vallata.org.
Il borgo si visita a piedi in poco tempo: vale la pena arrivare prima del tramonto per una passeggiata nel centro storico e per una sosta gastronomica in paese, dove la tradizione della Baronia è ancora ben rappresentata.
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