Il 25 e il 26 maggio Pietrelcina ricorda il giorno in cui è nato e quello in cui è stato battezzato Francesco Forgione
Il 25 e il 26 maggio non sono date qualsiasi per Pietrelcina, piccolo comune della Provincia di Benevento immerso nelle colline del Sannio, in Campania. Il 25 maggio 1887 nasceva qui Francesco Forgione, il bambino che sarebbe diventato Padre Pio; il giorno successivo veniva portato al fonte battesimale dell'antica chiesa parrocchiale, oggi chiesetta di Sant'Anna, dove don Nicolantonio Orlando lo battezzava all'alba. Ogni anno il paese ricorda quei due giorni con una celebrazione che unisce liturgia solenne e devozione popolare, senza nessuna concessione allo spettacolo.
Chi arriva a Pietrelcina in questi due giorni non trova stand gastronomici né palchi: trova un borgo che si raccoglie. È una delle feste religiose più autentiche della Campania interna, costruita intorno a pochi gesti ripetuti da generazioni — una luce accesa in campagna, una messa celebrata prima del sorgere del sole, una statua portata a spalla per le strade del centro storico. Proprio per questo è un'esperienza che colpisce anche chi non è devoto: la misura del rapporto fra un paese e il suo Santo si capisce meglio qui che a San Giovanni Rotondo.
La festa non comincia il 25 maggio. Nove giorni prima, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, la novena raduna i fedeli alle prime luci del giorno, verso le 5.30, con il rosario seguito dalla santa messa. Negli ultimi tre giorni il triduo si sposta nella chiesa della Sacra Famiglia, accanto al convento dei Frati Minori Cappuccini, con il rosario nel pomeriggio e la celebrazione eucaristica. È una preparazione lenta, fatta di orari scomodi e di presenze fedeli, che dà la misura di quanto la ricorrenza sia radicata nella comunità.
La giornata dell'anniversario della nascita si apre in mattinata con una liturgia eucaristica nella chiesa della Sacra Famiglia. Nel pomeriggio gli abitanti della contrada di Piana Romana accendono il lume votivo: un gesto semplice, ripetuto ogni anno, nel luogo di campagna dove il giovane frate ricevette il dono delle prime stigmate. Segue la solenne concelebrazione eucaristica e poi la processione, il momento più partecipato: la statua di San Pio attraversa le stesse strade che Francesco Forgione percorreva da ragazzo, accompagnata dal coro e dalla banda musicale, e la sera si chiude con i fuochi festivi che illuminano il borgo.
Il secondo giorno è il più intimo di tutti. Alle sei del mattino, nella minuscola chiesetta di Sant'Anna in Rione Castello, si celebra la messa a pochi passi dal fonte battesimale in pietra dove Francesco fu battezzato: la stessa ora, lo stesso luogo del 1887. In tarda mattinata alcuni neonati del paese ricevono il sacramento del battesimo davanti a quello stesso fonte, in un passaggio di continuità fra generazioni che è forse il segno più bello di tutta la festa. Il pomeriggio si chiude con la celebrazione conclusiva presieduta dal ministro provinciale dei Cappuccini.
A poca distanza dal centro abitato, Piana Romana è il cuore rurale della devozione pietrelcinese: il campo, l'olmo, la cappella. Nel 2024 vi è stata inaugurata una Via Crucis monumentale che si sviluppa per circa 900 metri, con quattordici altorilievi in bronzo montati su pietra di Apricena e, al termine del percorso, una grande scultura del Cristo risorto. È un luogo visitabile in qualsiasi periodo dell'anno, ma nei giorni della festa diventa una tappa obbligata, soprattutto all'ora dell'accensione del lume.
Le celebrazioni sono curate dal Convento dei Frati Minori Cappuccini di Pietrelcina, in Via Cappuccini, con la partecipazione della parrocchia e della comunità del Comune di Pietrelcina. Negli anni la presidenza delle liturgie principali è stata affidata a vescovi, cardinali e responsabili dell'Ordine, segno del rilievo che la ricorrenza ha ben oltre i confini della Regione Campania. Tutto è gratuito e aperto a tutti: non ci sono biglietti né prenotazioni, e le celebrazioni maggiori vengono spesso trasmesse dalle emittenti legate alla devozione a Padre Pio.
Due giorni bastano per unire la festa alla visita del borgo: il Rione Castello, nucleo più antico dell'abitato arroccato sul Morgione, la casa natale di Padre Pio, la chiesa Madre e il santuario contemporaneo accanto al convento dei Cappuccini. Intorno, il Sannio beneventano offre vino, olio e una campagna ancora poco battuta dal turismo di massa: chi arriva per la fede scopre spesso anche questo.
L'edizione 2026 delle celebrazioni per la nascita e il battesimo di San Pio si è svolta a Pietrelcina lunedì 25 e martedì 26 maggio, con la consueta preparazione affidata alla novena e al triduo nelle due chiese del paese.
Il 25 maggio, anniversario della nascita, la giornata è iniziata alle 11.30 nella chiesa della Sacra Famiglia con la liturgia eucaristica presieduta da padre Guglielmo Alimonti, coordinatore dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio. Nel pomeriggio gli abitanti della contrada hanno acceso il lume votivo a Piana Romana, nel luogo delle prime stigmate. Alle 17.00 la solenne concelebrazione eucaristica è stata presieduta dal cardinale Luis Antonio Tagle, prefetto del Dicastero per l'Evangelizzazione: una presenza che ha ricordato come le radici del Santo siano piantate a Pietrelcina ma i suoi rami coprano il mondo intero. È seguita la processione con la statua di San Pio per le vie del borgo, animata dal coro Madonnella Nostra e dalla banda musicale, e chiusa dai fuochi festivi.
Il 26 maggio, anniversario del battesimo, si è aperto con il rosario alle 5.30 e la messa alle 6.00 nella chiesetta di Sant'Anna, accanto al fonte battesimale dove il 26 maggio 1887 don Nicolantonio Orlando battezzò Francesco Forgione; in mattinata sono stati amministrati alcuni battesimi. La celebrazione conclusiva del pomeriggio è stata presieduta da fra Francesco Dileo, ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini.
Gli orari sono quelli diffusi dal Convento dei Frati Minori Cappuccini di Pietrelcina e ripresi dalla Diocesi di Benevento.
In auto: autostrada A16 Napoli-Canosa, uscita Benevento, poi SS90 delle Puglie in direzione Foggia; Pietrelcina è a circa 13 km da Benevento. In treno: stazione di Benevento Centrale, poi autolinee locali verso Pietrelcina. In aereo: aeroporto di Napoli Capodichino, a circa 90 km.
Le celebrazioni si svolgono fra la chiesa della Sacra Famiglia (accanto al convento dei Cappuccini, Via Cappuccini), la chiesetta di Sant'Anna nel Rione Castello e la contrada di Piana Romana. Gli orari precisi sono pubblicati ogni anno sul manifesto della festa e sul sito del convento.
Ingresso libero e gratuito a tutte le celebrazioni, alla processione e ai fuochi. Non è previsto alcun biglietto.
Nei due giorni il centro storico è chiuso al traffico durante la processione: conviene lasciare l'auto nei parcheggi a valle e salire a piedi. Per la messa all'alba del 26 maggio, la chiesetta di Sant'Anna è molto piccola: arrivare con almeno mezz'ora di anticipo. Portare una giacca leggera, perché a 345 metri di quota le prime ore del mattino sono fresche anche a fine maggio.
Pietrelcina dispone di alcuni bed and breakfast e case per pellegrini, ma nei giorni dell'anniversario si riempiono in fretta: valutare Benevento come base alternativa, a venti minuti di auto.
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Chiesa della Sacra Famiglia (Convento dei Frati Minori Cappuccini), Chiesetta di Sant'Anna e Piana Romana
Via Cappuccini 1, 82020 Pietrelcina