Carri allegorici in cartapesta, contrade in gara e sfilate fino ai templi greci di Paestum
Il Carnevale di Capaccio Paestum è, da oltre quarant'anni, l'appuntamento popolare che segna l'inverno del Cilento. Non è una sfilata concentrata in un solo pomeriggio: è una festa diffusa che, nell'arco di una decina di giorni, si sposta da una frazione all'altra del Comune di Capaccio Paestum, in provincia di Salerno, coinvolgendo praticamente tutte le borgate del territorio. Nel 2026 la manifestazione ha toccato la 46ª edizione, con quattordici contrade attive nei preparativi e dodici gruppi presenti alle sfilate.
Il cuore della manifestazione sono i carri allegorici in cartapesta, costruiti artigianalmente nei mesi precedenti dai comitati di contrada, che lavorano nei capannoni e nei garage delle frazioni. Ogni carro sviluppa un tema proprio, spesso accompagnato da un balletto e da una coreografia di gruppo che viene giudicata durante le esibizioni. È una gara amichevole ma sentita, che mobilita intere famiglie: chi costruisce le strutture, chi cuce i costumi, chi prova le musiche.
Nel 2026 hanno portato in strada i loro carri le contrade di Torre di Mare, Licinella, Chiorbo, Cafasso/Borgonuovo, Vuccolo/Tempa San Paolo, Gromola, Scigliati/Sorvella, Laura/Capaccio Scalo, Rettifilo, Spinazzo e Ponte Barizzo, mentre Capo di Fiume ha partecipato con il solo balletto. I titoli scelti dai gruppi raccontano bene lo spirito della festa, tra impegno civile e pura fantasia: dalle api e la furia della natura al risveglio di Poseidone, da Mary Poppins al paese dei balocchi, fino al saloon del West e ai gioielli di Napoleone.
Accanto alla parte spettacolare, il Carnevale capaccese conserva una sezione dedicata alla tradizione contadina cilentana. Nel capoluogo va in scena il cosiddetto Carnevale antropologico, con la rappresentazione teatrale itinerante «Le nozze di Zeza», farsa popolare campana di antichissima origine che mette in scena, tra canti e maschere, il matrimonio contrastato della figlia di Pulcinella. È il momento più identitario della festa, quello che lega Capaccio alla grande famiglia dei carnevali contadini della Campania.
La chiusura è ciò che rende questo carnevale unico in Italia: i carri raggiungono l'area archeologica di Paestum e vengono esposti davanti ai templi greci patrimonio UNESCO, con balletti, maschere e musica per l'intera giornata. Lo scenario del Tempio di Nettuno e della Basilica alle spalle dei carri di cartapesta è l'immagine simbolo della manifestazione, ripresa ogni anno dalla stampa e dalle televisioni locali.
Il Carnevale di Capaccio Paestum è prima di tutto la festa dei bambini: laboratori creativi, artisti di strada, coriandoli, animazione e tribune allestite lungo i percorsi per seguire comodamente le esibizioni. Le sfilate si svolgono all'aperto e sono a ingresso libero, il che ne fa una delle occasioni più semplici per scoprire il Cilento fuori dalla stagione balneare.
La manifestazione è promossa dall'associazione Il Carnevale Storico di Capaccio Paestum, coordinata da Maria Chiara Sica, insieme al Comune di Capaccio Paestum e ai comitati delle singole contrade. Ogni anno la presentazione ufficiale del programma si tiene in gennaio, in genere presso la Sala Erica di Piazza Santini.
Capaccio Paestum è uno dei comuni più estesi e conosciuti della Campania meridionale: comprende il borgo collinare del capoluogo, la piana agricola della mozzarella di bufala, le marine di Laura, Licinella e Torre di Mare e, soprattutto, il Parco Archeologico di Paestum. Il Carnevale attraversa tutti questi ambienti nel giro di pochi giorni, offrendo al visitatore un percorso che è insieme festa popolare, gastronomia e patrimonio.
L'edizione 2026 del Carnevale di Capaccio Paestum, la quarantaseiesima, si è svolta dal 7 al 17 febbraio 2026 con un programma distribuito su quattro località del Comune. Presentata il 24 gennaio nella Sala Erica di Piazza Santini alla presenza del sindaco Gaetano Paolino e della coordinatrice dell'associazione Maria Chiara Sica, ha visto la partecipazione attiva di quattordici contrade.
La prima sfilata, l'8 febbraio sul Lungomare Laura, ha richiamato centinaia di persone sulle tribune allestite lungo il percorso: undici carri allegorici in cartapesta e dodici gruppi in coreografia. Il 14 febbraio il capoluogo ha ospitato il Carnevale antropologico con la rappresentazione itinerante «Le nozze di Zeza»; il 15 febbraio il corteo si è mosso da Capaccio Scalo lungo Via Magna Grecia in direzione di Paestum, con grande affluenza di pubblico. Il 17 febbraio, martedì grasso, i carri sono stati esposti nell'area archeologica di Paestum, dove balletti e maschere hanno animato l'intera giornata fino al gran finale serale.
In auto: autostrada A2 del Mediterraneo, uscita Battipaglia, poi SS18 in direzione Agropoli/Paestum. In treno: stazione di Paestum o di Capaccio sulla linea tirrenica Salerno-Sapri, entrambe a breve distanza dai luoghi delle sfilate. Aeroporto più vicino: Salerno-Costa d'Amalfi.
Le sfilate e le esibizioni su strada sono a ingresso libero. Per l'appuntamento conclusivo nell'area archeologica conviene verificare le modalità di accesso presso il Parco Archeologico di Paestum.
Durante i giorni di festa il Comune vieta su tutto il territorio l'uso di bombolette di schiuma spray, spray di ogni genere, uova, farina e qualsiasi altro materiale che possa compromettere l'incolumità delle persone. Le sanzioni amministrative vanno da 25 a 500 euro.
Arrivare con anticipo per trovare parcheggio nelle giornate delle sfilate principali e tenere conto delle chiusure temporanee delle strade interessate dal corteo. Abbigliamento comodo e caldo: le esibizioni si svolgono all'aperto e proseguono fino a sera.
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Lungomare Laura, Capaccio capoluogo, Capaccio Scalo e area archeologica di Paestum