Una giornata gratuita tra museo, maschere atellane e teatro delle origini
L'Archeofestival è la rassegna itinerante che ogni inverno e primavera attraversa la Campania mettendo in dialogo musei, aree archeologiche e comunità locali. Nato nel 2023 su iniziativa del Gruppo Archeologico Terramare 3000 ODV di Poggiomarino, il festival costruisce un calendario di tappe domenicali in cui l'archeologia esce dalle vetrine e diventa racconto condiviso: visite guidate con funzionari e studiosi, performance teatrali, rievocazioni, laboratori con le scuole e momenti di convivialità legati ai prodotti del territorio. Ogni appuntamento è gratuito e aperto a tutti, dalle famiglie agli studenti, dagli appassionati ai semplici curiosi.
Tra le tappe più identitarie del percorso c'è quella dedicata all'Agro Atellano, il territorio dell'antica Atella osca, oggi diviso tra i comuni di Succivo, Sant'Arpino, Orta di Atella e Frattaminore, nella Provincia di Caserta. La giornata ha il suo cuore nel Museo Archeologico Nazionale dell'Agro Atellano di Succivo, in via Roma, e si apre poi verso Sant'Arpino, dove il Palazzo ducale d'Aragona ospita la Pinacoteca «M. Stanzione» e il Museo Civico. Un itinerario breve nello spazio ma densissimo nel tempo, che collega necropoli, epigrafi, ceramiche e memorie teatrali di una delle aree più antiche della pianura campana.
Istituito nel 1991 e aperto al pubblico nel 2002, il museo di Succivo raccoglie i materiali restituiti dagli scavi dell'intero comprensorio atellano. Al piano terra colpisce la ricostruzione di una necropoli con le sepolture infantili in anfora databili tra il III e il IV secolo d.C., testimonianza toccante delle pratiche funerarie del mondo antico; al primo piano il percorso attraversa reperti che vanno dall'età del Bronzo alla tarda antichità, tra corredi, ceramiche, monete e materiali edilizi. È un museo di dimensioni raccolte, ideale per una visita guidata di approfondimento come quella proposta dall'Archeofestival.
Atella non è un sito archeologico qualsiasi: da qui prendono nome le Fabulae Atellanae, le farse in lingua osca poi adottate dal teatro latino, considerate la prima forma di teatro comico d'Italia. I loro personaggi fissi — Maccus, Bucco, Pappus, Dossennus — sono riconosciuti come antenati diretti delle maschere della Commedia dell'Arte e, per via indiretta, dello stesso Pulcinella. Approfondire questa eredità nei luoghi in cui è nata, con studiosi e cultori locali, è ciò che rende speciale la tappa atellana del festival.
La tappa dell'Agro Atellano si distingue anche per la forte partecipazione del tessuto associativo e scolastico: gli studenti del Liceo Classico «Cirillo» di Aversa, i gruppi parrocchiali, l'Archeoclub Atella e le cooperative sociali del territorio animano la giornata con letture, performance e momenti interculturali. L'Archeofestival non si limita così a raccontare il passato: lo usa come terreno d'incontro tra generazioni e provenienze diverse, in un'area, quella a nord di Napoli e a sud di Caserta, dove il lavoro culturale ha anche un chiaro valore civile.
Come in ogni tappa del festival, la giornata si chiude con un momento conviviale legato ai sapori locali: qui è il casatiello atellano, il rustico salato della tradizione campana, a suggellare l'incontro. Un dettaglio non secondario, perché racconta l'idea di fondo dell'Archeofestival: patrimonio, comunità e cucina come parti di una stessa identità.
Dopo l'avvio a Santa Maria Capua Vetere e Capua, l'Archeofestival 2026 ha raggiunto domenica 1 febbraio il territorio atellano, culla delle più antiche forme di teatro popolare italiano. La giornata, costruita attorno al Museo Archeologico Nazionale dell'Agro Atellano di Succivo e proseguita a Sant'Arpino, ha messo in fila visite guidate, performance studentesche, attività dell'Archeoclub e un momento interculturale con le mamme migranti seguite dalla cooperativa sociale Terra Felix.
Il filo conduttore della IV edizione, «Spazi ludici, tempi sacri», ha trovato qui una declinazione perfetta: i luoghi del gioco, della festa e della rappresentazione come spazi sacri della comunità antica. Il pomeriggio a Sant'Arpino, tra la Pinacoteca «M. Stanzione» del Palazzo ducale d'Aragona e il Museo Civico, è stato dedicato alle maschere atellane e alle Fabulae Atellanae, precorritrici della Commedia dell'Arte. Come da tradizione del festival, la chiusura è stata affidata alla degustazione del casatiello atellano.
Il ritrovo è al Museo Archeologico Nazionale dell'Agro Atellano, via Roma 7, Succivo (Provincia di Caserta, Campania). Il pomeriggio le attività si spostano a Sant'Arpino, presso il Palazzo ducale Sanchez de Luna d'Aragona, sede della Pinacoteca «M. Stanzione» e del Museo Civico. I due comuni distano pochi minuti d'auto l'uno dall'altro.
In auto, Succivo e Sant'Arpino si raggiungono facilmente dalle arterie dell'Agro Aversano che collegano l'area a Napoli, Aversa e Caserta. In treno, la stazione di riferimento è Aversa, servita dalle linee regionali e metropolitane, con collegamenti su gomma verso i comuni atellani. Il parcheggio nei pressi dei musei è possibile su strada.
Tutte le attività dell'Archeofestival sono gratuite, comprese le visite ai musei e alle aree archeologiche, ma la prenotazione è obbligatoria attraverso il sito ufficiale www.archeofestival.it. Informazioni: [email protected], tel. +39 339 6704336.
Si consiglia abbigliamento comodo e scarpe adatte alle visite a piedi. La pausa pranzo è prevista in un ristorante convenzionato: è utile segnalare la propria adesione al momento della prenotazione. Trattandosi di una giornata invernale, meglio prevedere anche una giacca per gli spostamenti tra un sito e l'altro.
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Museo Archeologico Nazionale dell'Agro Atellano
Via Roma 7, 81030 Succivo