L'apertura stagionale del santuario sul Monte Gelbison, fra triduo, Estrazione della Centa e pellegrinaggio all'alba
Ogni primavera, quando la neve lascia la vetta del Monte Gelbison, il Santuario di Maria Santissima del Sacro Monte torna accessibile ai fedeli. L'apertura stagionale, che si celebra nel Comune di Novi Velia, in provincia di Salerno, nel cuore del Cilento e della Campania, non è una semplice riapertura: è la festa che dà avvio a un'intera stagione di pellegrinaggi, che va dall'ultima domenica di maggio alla seconda domenica di ottobre.
Il calendario si articola su quattro giornate. Le prime due sono dedicate al triduo di preparazione, con il Rosario e le celebrazioni serali nella chiesa del paese. Il sabato è il giorno dell'Estrazione della Centa, il momento più atteso dalla comunità, seguito dalla Messa e dalla processione per le vie del centro storico. La domenica, solennità della Santissima Trinità, arriva la salita al santuario: la benedizione dei pellegrini alle cinque del mattino, la partenza a piedi lungo il selciato che si inerpica per circa tre chilometri e mezzo e, a mezzogiorno, la Messa solenne presieduta dal vescovo.
Le cente sono strutture leggere in legno, a forma di barca o di torre, sulle quali vengono montate le candele votive e i nastri colorati che i pellegrini portano in dono alla Madonna. A Novi Velia la centa deve essere portata da una ragazza nubile, il cui nome viene estratto a sorte il giorno prima del pellegrinaggio: la tradizione vuole che entro l'anno la giovane trovi marito. È un rito che tiene insieme devozione, festa di paese e memoria familiare, e che si ripete pressoché identico da generazioni. Ad alcune compagnie si aggiungono i torcioni, grandi ceri dipinti simili ai ceri pasquali.
Il santuario sorge a 1705 metri di quota, sulla cima più alta del Cilento interno. Le fonti documentarie lo citano già nel XII secolo e la tradizione locale ne fa risalire le origini al monachesimo italo-greco: la statua lignea della Vergine, con il volto bruno allungato e gli occhi di scuola bizantina, è il segno più evidente di quella matrice orientale. Nel 1323 il barone Tommaso Marzano lo acquistò dal vescovo di Capaccio per donarlo ai monaci celestini; dal 1800 è passato alla gestione diocesana e oggi appartiene alla Diocesi di Vallo della Lucania.
Al Sacro Monte non salgono soltanto i cilentani. Compagnie di pellegrini arrivano dalla Basilicata, dalla Calabria e da tutta la provincia di Salerno, spesso a piedi e talvolta scalzi, con stendardi e canti religiosi in dialetto. Prima di entrare in chiesa si compiono i tre giri rituali attorno all'edificio. Anche il giovane Carlo Acutis, durante le sue estati cilentane, saliva fin quassù: un dettaglio che negli ultimi anni ha portato al santuario un flusso nuovo di visitatori.
Con la Domenica della Santissima Trinità comincia la stagione vera e propria: il santuario resta aperto fino alla seconda domenica di ottobre, con Messe quotidiane e un afflusso che tocca il culmine nei giorni di Ferragosto. Da ottobre la statua scende a valle per la Peregrinatio Mariae nelle comunità parrocchiali della diocesi, per poi risalire l'anno successivo. È un ciclo che scandisce da secoli il tempo di questa parte della Campania, e che fa dell'apertura del Sacro Monte molto più di una data sul calendario: è il momento in cui il Cilento interno si rimette in cammino.
Nel 2026 le due ricorrenze hanno coinciso: il 31 maggio è stato insieme l'ultima domenica del mese e la solennità della Santissima Trinità, la data che da secoli segna la riapertura del santuario sul Monte Gelbison. La festa è cominciata però già il giovedì, con il triduo di preparazione nella chiesa di Novi Velia.
Il sabato 30 maggio la piazza antistante la chiesa si è riempita per l'Estrazione della Centa, il sorteggio che designa la ragazza incaricata di portare il dono votivo della compagnia fino al santuario. Sono seguite la Santa Messa e la processione serale per le vie del paese, accompagnata dal Rosario e dal triduo.
Domenica all'alba, alle cinque del mattino, la benedizione dei pellegrini ha aperto la salita a piedi. Chi ha raggiunto la montagna in auto si è unito alla Croce di Rofrano alle 8.30. Dopo le confessioni, alle 11.45 è avvenuto lo svelamento della sacra effigie e a mezzogiorno la Messa presieduta da Mons. Vincenzo Calvosa, vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania e rettore del santuario. Nel pomeriggio il saluto alla Madonna, il rientro a valle e, alle 18.00, l'accoglienza della Centa al Ristoro con la processione conclusiva verso la chiesa.
Con questa giornata si è aperta la stagione dei pellegrinaggi 2026, che proseguirà fino alla seconda domenica di ottobre, quando la statua tornerà a valle per la Peregrinatio Mariae nelle parrocchie della diocesi.
Il santuario resta aperto ai pellegrini fino alla seconda domenica di ottobre 2026, con celebrazioni quotidiane. Da ottobre 2026 a maggio 2027 è prevista la Peregrinatio Mariae nelle comunità parrocchiali della Diocesi di Vallo della Lucania.
Novi Velia si trova alle pendici del Monte Gelbison, a pochi chilometri da Vallo della Lucania. La stazione ferroviaria più vicina è Vallo della Lucania-Castelnuovo, sulla linea tirrenica Salerno-Reggio Calabria; in auto si esce dalla A2 Autostrada del Mediterraneo e si prosegue lungo la SS18. Per raggiungere la vetta si può seguire a piedi il percorso lastricato di circa tre chilometri e mezzo che parte dal paese, oppure percorrere le strade carrozzabili che salgono da Vallo della Lucania e da Rofrano. I pellegrini che arrivano con i mezzi si ritrovano di norma alla Croce di Rofrano.
Durante la stagione di apertura il santuario propone nei giorni feriali l'esposizione eucaristica e le lodi alle 8.30, la Messa alle 9.30, il Rosario alle 10.30, la Messa delle 11.00, la Messa delle 17.00 (da luglio a settembre) e i Vespri alle 17.30; nei giorni festivi Messa alle 11.00 e alle 17.00. Informazioni: telefono +39 0974 270056 oppure +39 377 3249759, email [email protected].
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Santuario di Maria Santissima del Sacro Monte (Monte Gelbison) e centro storico di Novi Velia