Il Carnevale storico di Monteforte Irpino: la farsa cantata di Pulcinella, Zeza, Porzia e Don Zenobio
A Monteforte Irpino, comune della Provincia di Avellino in Campania, il Carnevale ha un nome preciso: 'A Zeza. Non si tratta di una semplice sfilata di carri allegorici, ma di una farsa popolare cantata e recitata che la comunità montefortese tramanda di generazione in generazione. La Zeza di Monteforte è una delle più radicate dell'Irpinia e occupa un posto fisso nel calendario degli eventi del paese fin dal secondo dopoguerra.
La Zeza è una scenetta carnevalesca di origine napoletana, nata probabilmente attorno alla metà del Seicento e diffusasi poi nei paesi dell'entroterra campano. Al centro della rappresentazione c'è un nucleo familiare comico: Pulcinella, la moglie Zeza (diminutivo di Lucrezia), la figlia Porzia e il pretendente Don Zenobio, che aspira alla mano della ragazza contro la volontà del padre. Il canovaccio, fatto di battute, strofe cantate e schermaglie amorose, è interpretato tradizionalmente da soli uomini, anche nei ruoli femminili.
La rappresentazione non ha un palcoscenico: si svolge in piazza e per le strade, con una compagnia che può contare decine di figuranti fra attori, cantori, musicisti e maschere. Gli interpreti agiscono e cantano tra di loro, stabilendo una comunicazione interna che il pubblico segue disponendosi in cerchio intorno a loro. È il modello della "festa di piazza" irpina, che accomuna la Zeza di Monteforte a quelle di Bellizzi, Capriglia, Cesinali, Mercogliano, Montemiletto e Rotondi.
L'organizzazione è curata dalla Pro Loco "Mons Fortis" di Monteforte Irpino, con il patrocinio del Comune di Monteforte Irpino. L'associazione lavora tutto l'anno per valorizzare, far conoscere e trasmettere alle nuove generazioni una tradizione che caratterizza la festa carnevalesca del paese fin dal dopoguerra: accanto alle sfilate sono stati organizzati negli anni anche convegni e incontri di studio sul significato antropologico della Zeza. Da Monteforte Irpino è partito inoltre il progetto di riunire i Carnevali irpini in una rete attiva durante tutto l'anno, e non solo nelle settimane che precedono il Martedì Grasso.
La Zeza non è uno spettacolo per turisti: è una festa di comunità, dove il confine tra attori e pubblico si dissolve e chi guarda finisce quasi sempre per battere le mani a tempo o per entrare nel ballo. Chi arriva da fuori regione trova qui una delle testimonianze più vive del Carnevale contadino della Campania interna, molto diversa dai Carnevali dei carri allegorici: niente grandi costruzioni di cartapesta, ma voci, fisarmoniche, percussioni, costumi cuciti in casa e un copione che si ripete uguale e sempre diverso da decenni.
Monteforte Irpino (CAP 83024) è un comune di circa 11.000 abitanti che si sviluppa attorno ai 500 metri di altitudine, a pochi chilometri dal capoluogo Avellino. Il suo nome deriva dall'antica Montis Fortis, e il paese conserva un tessuto di borghi e contrade che nei giorni di Carnevale diventano il palcoscenico naturale della Zeza. Chi visita la zona può abbinare alla festa un giro nell'entroterra irpino, tra i borghi del Partenio, i santuari della zona e la tradizione enogastronomica campana fatta di vini DOCG e prodotti tipici locali.
Il calendario dei Carnevali d'Irpinia 2026 ha fissato per Monteforte Irpino due appuntamenti: il 15 febbraio, con la partecipazione alla sfilata dei gruppi folk nel capoluogo Avellino, e il 17 febbraio, giorno di Martedì Grasso, con i canti tradizionali della Zeza in paese.
La giornata del 15 febbraio ad Avellino ha riunito i Carnevali della provincia in un corteo unico lungo il centro cittadino: ritrovo dei gruppi in Corso Vittorio Emanuele in mattinata e partenza della sfilata verso le 10, con soste davanti alla Villa Comunale, alla Chiesa del Rosario e in Piazza Libertà. Accanto alle zeze dei diversi comuni hanno sfilato le altre forme del Carnevale irpino: la Quadriglia, la Mascarata e il Ballo N'Treccio.
Il 17 febbraio la festa è tornata a Monteforte Irpino per la chiusura del Carnevale, con la compagnia della Zeza impegnata nei canti e nella rappresentazione della farsa, secondo il rito che il paese ripete da decenni. Tutti gli appuntamenti si sono svolti all'aperto e a ingresso libero.
Orari di dettaglio della giornata del 17 febbraio comunicati dalla Pro Loco "Mons Fortis" sui propri canali social.
Il Carnevale montefortese si svolge tra le settimane che precedono il Martedì Grasso e il Martedì Grasso stesso, con date che cambiano ogni anno secondo il calendario liturgico. Nel 2026 gli appuntamenti sono stati il 15 e il 17 febbraio.
Le vie e le piazze del centro di Monteforte Irpino (Piazza Umberto I, Piazza don Amodeo) e, per la sfilata collettiva dei Carnevali irpini, il centro di Avellino.
In auto: Monteforte Irpino dista pochi chilometri da Avellino ed è servito dalla viabilità che collega il capoluogo irpino all'autostrada A16 Napoli-Canosa. Nei giorni di sfilata sono possibili chiusure al traffico nel centro del paese: conviene lasciare l'auto nelle aree periferiche e raggiungere il centro a piedi. In treno e bus: si arriva ad Avellino e si prosegue con i collegamenti extraurbani provinciali.
Ingresso libero e gratuito a tutti gli appuntamenti: cortei, cantate e animazione si svolgono all'aperto e sono aperti a tutti.
Pro Loco "Mons Fortis" — Via Loffredo, 83024 Monteforte Irpino (AV). Telefono +39 345 6272581, e-mail [email protected]. Aggiornamenti sulle date e sui percorsi sulla pagina Facebook "Zeza di Monteforte Irpino".
Si sta all'aperto in pieno inverno, in un paese di collina: vestirsi a strati e con scarpe comode è la scelta migliore, perché la compagnia si sposta a piedi da una piazza all'altra. La cantata è più godibile se ci si mette nelle prime file del cerchio: conviene arrivare una decina di minuti prima dell'orario indicato.
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Centro storico, Piazza Umberto I e Piazza don Amodeo
Via Loffredo, 83024 Monteforte Irpino