L'antico rito dei tamburi che scacciavano i lupi, a Gratteri nel cuore delle Madonie
'U Juovi di Mastri, il giovedì che segue la solennità del Corpus Domini, è uno degli appuntamenti più sentiti e identitari di Gratteri, borgo di poco meno di mille abitanti arroccato a 657 metri d'altitudine nel cuore delle Madonie, in provincia di Palermo. In questa giornata le vie del centro storico si riempiono del suono cadenzato e potente de 'A Tuccata di Lupi, una delle tradizioni folkloriche più antiche e suggestive della Sicilia.
La tradizione affonda le radici in un passato lontano, quando nel bosco di San Giorgio, alle porte di Gratteri, viveva un gran numero di lupi. Spinti dalla fame, i predatori assalivano gli ovili e facevano strage di pecore. Per allontanarli, i cacciatori ricorrevano a grandi tamburi percossi con ritmo incessante: quel suono, capace di disorientare e spaventare gli animali, veniva chiamato proprio a tuccata di lupi. Durante le battute di caccia, uomini muniti di grossi tamburi precedevano i cacciatori battendo con forza le pelli tese per stanare le bestie dai loro rifugi.
Il rito si svolge nell'ultimo giorno dell'antica Ottava del Corpus Domini. In passato, durante questa settimana di celebrazioni, ogni giornata era dedicata a una diversa categoria: il giovedì spettava ai mastri, ossia a tutte le categorie artigiane, da cui il nome 'U Juovi di Mastri (il giovedì dei maestri artigiani). Pur essendo svanita la più ampia tradizione dell'Ottava, il rito dei tamburi è stato recuperato e riproposto a partire dal 1999, e oggi non è una semplice rievocazione folkloristica ma un rito vivo, condiviso dalla comunità.
La visita a Gratteri offre molto più del rito: nei dintorni si trovano la suggestiva Abbazia di San Giorgio, raro esempio di architettura normanna risalente al 1140 e voluta da Ruggero II, immersa in boschi secolari di querce, e la leggendaria Grotta Grattara. Inserito nel Parco delle Madonie, il borgo è una tappa ideale per chi vuole scoprire la Sicilia interna, fatta di tradizioni autentiche e paesaggi montani. Il battere dei tamburi diventa qui la voce stessa della comunità, simbolo di appartenenza e di continuità tra passato e presente.
Giovedì 11 giugno 2026 Gratteri ha rinnovato l'antico rito de 'U Juovi di Mastri, nel giorno che conclude l'Ottava del Corpus Domini. Le vie del centro storico si sono animate del suono cadenzato de 'A Tuccata di Lupi, con i tamburini che hanno percorso il borgo dall'alba al tramonto.
La giornata ha unito la dimensione spirituale del Corpus Domini alla memoria storica e antropologica del territorio madonita: un rito vivo e partecipato, non una semplice rappresentazione, in cui il battere dei tamburi è diventato voce della comunità e simbolo di continuità tra le generazioni.
Una decina di tamburini, custodi della tradizione, accompagna l'intera giornata con il ritmo incessante che dà il nome al rito.
Gratteri si trova nel Parco delle Madonie, in provincia di Palermo, a circa 657 metri d'altitudine. In auto si raggiunge dall'autostrada A20 Palermo-Messina (uscita Lascari/Cefalù) proseguendo lungo le strade interne che salgono verso le Madonie. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Cefalù, da cui si prosegue in auto o con i collegamenti locali.
Il rito si tiene il giovedì successivo alla solennità del Corpus Domini, dall'alba (intorno alle ore 6) fino a sera.
L'evento si svolge gratuitamente per le vie del centro storico ed è aperto a tutti.
Indossa scarpe comode per muoverti lungo le vie in pendenza del borgo e approfitta della giornata per visitare l'Abbazia di San Giorgio e gli scorci panoramici sulle Madonie.
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Centro storico di Gratteri