Due sere a Rivottoli di Serino tra memoria dell'emigrazione, sapori irpini e la pentola più grande d'Irpinia
Nel Comune di Serino, lungo la valle del Sabato in provincia di Avellino, la frazione di Rivottoli ospita ogni estate una delle manifestazioni più identitarie dell'Irpinia: Simon Rodia e la Festa dell'Emigrante, dedicata ai serinesi, agli irpini e agli italiani nel mondo. Non è una sagra come le altre. È una festa che nasce dal vuoto lasciato dalle valigie di cartone e che, invece di rimuoverlo, lo trasforma in racconto collettivo: ricordare chi è partito, accogliere chi è tornato, guardare ai giovani che ancora oggi lasciano la Campania interna in cerca di lavoro e di realizzazione personale.
La manifestazione affonda le radici in un'iniziativa promossa circa vent'anni fa dall'allora sindaco Armando Ingino, che stabilì un legame stabile fra Serino e Melrose Park, cittadina dell'area di Chicago dove è forte la presenza di famiglie di origine serinese. Dopo una lunga pausa, la festa è stata rilanciata dall'associazione Serino Felix, presieduta da Enzo Ingino con la direzione artistica di Laura Rocco, e si svolge con il patrocinio del Comune di Serino.
Il nome della festa non è casuale. Sabato Rodia, per tutti Simon Rodia, nacque a Serino nel 1879 ed emigrò negli Stati Uniti, dove a Los Angeles, nel quartiere di Watts, dedicò oltre trent'anni della propria vita a costruire da solo le celebri Watts Towers: strutture alte fino a trenta metri, realizzate con materiali di recupero, ferro, cocci di ceramica e vetro. Il suo volto compare tra i personaggi della copertina di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles, del 1967. Per Serino, Rodia è molto più di un personaggio celebre: è il simbolo della creatività e della tenacia di chi ha ricominciato altrove senza dimenticare da dove veniva.
Il momento più spettacolare della festa è gastronomico. L'Associazione Cuochi Avellinesi, insieme all'Unione Regionale Cuochi della Campania e allo chef Luigi Vitiello, mette in scena una pentola gigante da tre metri di diametro, la più grande dell'Irpinia, nella quale viene preparato un primo piatto d'autore con ingredienti del territorio: pasta Capricci di un pastificio serinese, pomodoro San Marzano, melanzane arrostite, spuma di formaggio Carmasciano e cipolla ramata di Montoro caramellata. È l'erede diretta della braciola più lunga d'Italia, il record gastronomico che aveva animato l'edizione precedente e che aveva già richiamato a Rivottoli curiosi e telecamere.
Attorno alla cucina, il borgo cambia volto. Le vie di Rivottoli si riempiono di installazioni e scenografie che evocano il viaggio, le partenze e il ritorno, mentre il Museo dell'Emigrante raccoglie oggetti, documenti e testimonianze delle famiglie del posto. Non mancano gli stand dell'artigianato locale, la gastronomia rurale e le postazioni di street food, che restano aperte fino a tarda sera.
Cuore civile della manifestazione è la consegna del Premio dell'Emigrante Simon Rodia, che ogni anno viene assegnato a una figura capace di portare nel mondo il nome di Serino e dell'Irpinia. Alla cerimonia si affianca la consegna di targhe di merito ad altri emigranti serinesi, spesso presenti con le loro famiglie: un momento intenso, che si tiene nella chiesa di Sant'Antonio di Padova e che restituisce alla festa il suo significato più profondo.
La Festa dell'Emigrante è un evento serale, all'aperto e adatto a tutte le età: le famiglie ci vengono con i bambini, i più anziani ritrovano compaesani rientrati dagli Stati Uniti o dal Nord Europa, i ragazzi si fermano fino a tardi tra musica e street food. Chi arriva da fuori può abbinare la visita alla scoperta del territorio di Serino, celebrato per le sue acque sorgive e per i castagneti, e dell'intera provincia di Avellino, terra di vini a denominazione come il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo e il Taurasi. È una delle occasioni migliori, in Campania, per capire che cosa significhi davvero la parola emigrazione nelle aree interne.
L'undicesima edizione della Festa dell'Emigrante torna a Rivottoli, frazione del Comune di Serino, nei giorni di giovedì 30 e venerdì 31 luglio 2026. L'organizzazione è dell'associazione Serino Felix, presieduta da Enzo Ingino, con la direzione artistica di Laura Rocco e il patrocinio del Comune di Serino.
Il filo conduttore resta quello delle origini: ricordare chi ha lasciato l'Irpinia, accogliere chi è tornato e guardare ai giovani che ancora oggi partono. Un legame che si è fatto concreto anche quest'anno con il sostegno arrivato dagli Stati Uniti, dove Ronald Serpico, per venticinque anni sindaco di Melrose Park nell'area di Chicago, ha inviato il proprio contributo con un messaggio alla comunità serinese.
Il piatto simbolo dell'edizione 2026 nasce in una pentola da tre metri di diametro, allestita dall'Associazione Cuochi Avellinesi con l'Unione Regionale Cuochi della Campania e lo chef Luigi Vitiello: pasta Capricci di produzione serinese, pomodoro San Marzano, melanzane arrostite, spuma di formaggio Carmasciano e cipolla ramata di Montoro caramellata. Un menù che mette in fila alcune delle eccellenze della Campania interna.
Le riprese e gli speciali televisivi della manifestazione sono curati dall'emittente irpina Telenostra.
La festa si tiene nella frazione Rivottoli di Serino (83028), in provincia di Avellino, Campania. La cerimonia del Premio Simon Rodia si svolge nella chiesa di Sant'Antonio di Padova della frazione.
Le serate iniziano intorno alle ore 20:00 e proseguono fino a tarda notte. Le fonti disponibili non segnalano un biglietto d'ingresso: si paga quanto si consuma agli stand gastronomici e di street food.
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Frazione Rivottoli di Serino