Dal 1911 la polenta benedetta in Piazza San Nicola a Supino, nel cuore della Ciociaria
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
A Supino, borgo dei Monti Lepini in provincia di Frosinone, la Sagra della Polenta e Salsicce è molto più di un appuntamento gastronomico: è uno dei riti collettivi più antichi e sentiti del paese. Dal 1911, ogni anno, in occasione dei festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate, sulla piazza antistante la chiesa di San Nicola vengono accesi i fuochi e disposti i callari, i grandi paioli di rame della tradizione locale, per la cottura della polenta di farina gialla. Un tempo si utilizzava anche la farina bianca; oggi la polenta di mais resta la protagonista assoluta di una giornata che richiama compaesani, emigrati di ritorno e visitatori da tutta la Ciociaria.
La festa cade la domenica successiva al 17 gennaio, giorno in cui la Chiesa celebra Sant'Antonio Abate, protettore degli animali e patrono del mondo contadino. In Ciociaria il santo del fuoco e della campagna è tradizionalmente onorato con le cosiddette polentate: accanto a Supino, anche Morolo, Torrice e Arpino mantengono viva l'usanza di cuocere e distribuire la polenta in piazza. A Supino il rito ha però una fisionomia tutta sua: la polenta viene prima benedetta e soltanto dopo condivisa tra i presenti, in un gesto che intreccia devozione popolare e convivialità paesana.
Fin dalla mattina la piazza si trasforma in una grande cucina a cielo aperto. Diciassette pentole di rame — chiamate in dialetto callari — vengono disposte in cerchio sui fuochi: in alcune cuoce la polenta, preparata con circa due quintali di farina gialla, nelle altre sobbolle il sugo con le salsicce. La cottura, lenta e sorvegliata dai polentari più esperti, va avanti per ore, mentre il profumo di mais e di sugo si diffonde tra i vicoli del centro storico. Ai partecipanti viene distribuita anche la panicella, il tradizionale pane di granturco supinese.
Verso mezzogiorno il parroco benedice la polenta davanti alla chiesa di San Nicola; subito dopo inizia la distribuzione: abbondante, bollente e fumante, condita con l'ottimo sugo e accompagnata da una gustosa salsiccia — la polenta e zazzicchie della parlata locale. Il piatto si gusta in piazza, tra canti, chiacchiere e brindisi con il vino dei colli, in un clima di festa che coinvolge tutte le generazioni. In caso di pioggia, la sagra viene tradizionalmente rinviata alla domenica successiva.
Il Comune di Supino, in provincia di Frosinone, nel Lazio meridionale, sorge alle pendici dei Monti Lepini ed è noto per le sue sorgenti, per il santuario di San Cataldo e per un calendario di feste popolari che scandisce l'intero anno: dal Carnevale alla Passione Vivente, dalla Sagra del Formaggio di luglio alla festa di San Lorenzo in agosto. La polentata di gennaio apre questo ciclo festivo ed è organizzata con il sostegno della Pro Loco Supino, delle associazioni e dei comitati locali.
La Sagra della Polenta e Salsicce di Supino è un'occasione autentica per vivere la Ciociaria d'inverno: niente scenografie turistiche, ma un rito comunitario ultracentenario, un piatto povero diventato simbolo di identità e un'accoglienza genuina. Chi arriva in piazza a mezzogiorno trova un paese intero riunito attorno ai callari fumanti: difficile immaginare un modo più vero per conoscere le tradizioni popolari del Lazio.
Per l'edizione 2026 la Sagra della Polenta e Salsicce di Supino ha seguito il calendario di sempre: i festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate culminano la domenica successiva al 17 gennaio in Piazza San Nicola. La macchina organizzativa, animata dalla Pro Loco Supino e dai volontari del paese, ha riproposto il rito ultracentenario: fuochi accesi fin dal mattino, circa due quintali di farina gialla cotti nei callari di rame disposti in cerchio, benedizione della polenta a mezzogiorno e distribuzione ai partecipanti con sugo e salsiccia.
Non essendo stato pubblicato online un programma ufficiale dettagliato dell'edizione 2026, le informazioni riportate si basano sul formato tradizionale dell'evento, invariato da oltre un secolo. Per conferme sulle prossime edizioni è consigliabile contattare la Pro Loco Supino.
In auto: autostrada A1 Roma–Napoli, uscita Ferentino o Frosinone, poi SS156 dei Monti Lepini in direzione Supino. Parcheggi nei pressi del centro storico.
In treno: stazione di Ferentino-Supino sulla linea Roma–Cassino, poi taxi o mezzi locali per il centro del paese (circa 10 minuti).
La partecipazione è libera e la distribuzione di polenta con sugo e salsiccia è tradizionalmente gratuita per tutti i presenti, dopo la benedizione di mezzogiorno.
Arrivate in Piazza San Nicola entro le 11:30 per assistere alla benedizione e trovare posto vicino ai callari. Vestitevi in modo caldo: la festa si svolge all'aperto in pieno inverno. In caso di pioggia l'evento è rinviato alla domenica successiva. Info: Pro Loco Supino, tel. +39 366 6849589.
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Piazza San Nicola (sagrato della chiesa di San Nicola)
Piazza San Nicola, 03019 Supino