Il rito del Venerdì Santo a Eboli, tra i più antichi dell'Italia meridionale
La Processione «In Passione Domini» è il momento più intenso della Settimana Santa a Eboli, nella provincia di Salerno, in Campania. Le fonti del Comune la descrivono come uno degli eventi religiosi commemorativi della passione e morte di Gesù Cristo tra i più antichi dell'Italia meridionale: una devozione che si rinnova ogni anno il Venerdì Santo e che, da generazioni, scandisce il calendario affettivo della città.
Non è una rievocazione costruita per i turisti, ma un rito vivo, sostenuto dalla parrocchia e dalla partecipazione popolare. Chi arriva a Eboli quella sera trova le serrande abbassate, le strade del centro liberate dal traffico e una folla silenziosa disposta lungo tutto il percorso.
Il corteo parte dalla Collegiata di Santa Maria della Pietà, in Corso Umberto I, nel cuore del centro storico. La chiesa affonda le proprie origini nel XII secolo, quando era intitolata a Santa Maria de Conce; il nome attuale compare all'inizio del Cinquecento e nel 1531 papa Clemente VII la elevò a collegiata con la bolla «In supereminentis Apostolice dignitatis», datata 4 maggio.
All'interno si conserva il gruppo ligneo della Pietà, opera di Giacomo Colombo realizzata nel 1702 su commissione del nobile ebolitano Don Antonio de Clario: una scultura che esce in processione soltanto in occasione di grandi eventi, l'ultima volta in occasione del Giubileo del 2000. In una cappella della stessa chiesa sono invece custodite le statue che ogni anno affrontano le vie della città: il Corpo Deposto di Cristo e Maria Addolorata.
All'ora stabilita, tradizionalmente intorno alle 19.30, le due statue varcano il portico della Collegiata e si incamminano lungo le vie del centro cittadino, tra cui il centralissimo viale Amendola. Il passo è lentissimo, cadenzato: è questo ritmo, più di ogni altra cosa, a dare al Venerdì Santo ebolitano la sua atmosfera sospesa.
Quando le statue rientrano nella chiesa madre, il sacerdote impartisce la benedizione dalla balaustra centrale del portico, davanti alla piazza ancora piena. Da quel momento comincia la veglia, che dura per tutta la sera e si spinge fino a notte fonda: è la parte più raccolta e meno «spettacolare» del rito, quella in cui la comunità resta sola con le proprie statue.
Eboli si affaccia sulla Piana del Sele, a metà strada fra Salerno e il Cilento, in una posizione che ne ha fatto da sempre un crocevia agricolo e commerciale. Il nome della città è entrato nell'immaginario collettivo grazie a Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, ma la Eboli reale è un centro vivo, con un nucleo antico arroccato e una parte bassa moderna cresciuta nel Novecento.
In questo contesto la processione del Venerdì Santo funziona come un grande rito identitario: richiama chi è emigrato, riunisce le famiglie e mette in scena, senza retorica, il rapporto della città con la propria storia religiosa.
La data cambia ogni anno perché segue il calendario pasquale: la processione si tiene sempre la sera del Venerdì Santo, quindi tra fine marzo e la seconda metà di aprile. Nel 2026 il Venerdì Santo è caduto il 3 aprile; nel 2025 era il 18 aprile. Chi programma un viaggio deve quindi verificare di anno in anno la data della Pasqua prima di prenotare.
Il Venerdì Santo 2026 è caduto il 3 aprile e la città di Eboli, nella provincia di Salerno, ha rinnovato il proprio appuntamento con la Processione «In Passione Domini». Le statue del Corpo Deposto di Cristo e di Maria Addolorata sono uscite dalla Collegiata di Santa Maria della Pietà, in Corso Umberto I, per il consueto percorso lungo le vie del centro cittadino, tra cui viale Amendola.
Nell'ultimo tratto del percorso, dalla statua di Maria Addolorata si è improvvisamente staccata la mano sinistra. L'episodio, immortalato e diffuso sui social, ha attraversato in poche ore tutta Eboli, tra chi vi ha letto un segno simbolico, chi ha chiamato in causa la manutenzione delle statue e chi lo ha commentato con la proverbiale ironia locale. Ne hanno riferito la stampa locale, in particolare «La Città di Salerno» e SUD TV.
Al di là dell'imprevisto, la serata ha seguito il suo corso abituale: rientro delle statue nella chiesa madre, benedizione ai fedeli dalla balaustra centrale del portico e veglia che si è prolungata fino a notte fonda.
Venerdì Santo — venerdì 3 aprile 2026
Il programma dettagliato con l'itinerario completo non viene diffuso in forma di locandina pubblica: il percorso ricalca di anno in anno le vie del centro storico e del centro cittadino.
In auto: uscita «Eboli» dell'autostrada A2 del Mediterraneo (Salerno–Reggio Calabria). La sera del Venerdì Santo il centro è interessato da chiusure e deviazioni: conviene lasciare l'auto nei parcheggi periferici e salire a piedi.
In treno: la stazione di Eboli è servita dai treni regionali della linea Salerno–Battipaglia–Potenza; dalla stazione il centro si raggiunge a piedi o con un breve tragitto in autobus.
In aereo: aeroporto di Salerno–Costa d'Amalfi (il più vicino) e aeroporto di Napoli–Capodichino.
La partenza dalla Collegiata di Santa Maria della Pietà (Corso Umberto I) avviene tradizionalmente intorno alle 19.30. La partecipazione è libera e gratuita: non serve alcun biglietto.
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Collegiata di Santa Maria della Pietà
Corso Umberto I, 5, 84025 Eboli