Il Rito dei Confini che illumina la notte dell'Ascensione
Le Torce di Sonnino, conosciute anche come Festa delle Torce o Rito dei Confini, sono uno dei riti popolari più antichi e suggestivi del Lazio. Nella notte tra il sabato e la domenica dell'Ascensione, centinaia di torciaroli lasciano il borgo medievale di Sonnino, in provincia di Latina, e camminano fino all'alba lungo i confini del territorio comunale portando torce di cera vergine accese. Dalla piazza del paese, la lunga striscia di fuoco che compare sul costone de Le Serre è uno spettacolo che da generazioni tiene sveglia l'intera comunità per una notte intera.
Il cammino parte nel primo pomeriggio da Piazza San Pietro, dopo la messa e i vespri nella chiesa di San Michele Arcangelo. In località La Cona, sul Monte Ceraso, il corteo si divide in due gruppi: la «via di sopra» segue i confini con Monte San Biagio, Amaseno e Roccasecca dei Volsci fino a Le Serre, mentre la «via di sotto» costeggia i territori di Monte San Biagio, Terracina, Pontinia e Priverno scendendo verso la contrada Frasso. I due itinerari si ricongiungono in contrada La Sassa e il rientro trionfale avviene all'alba dalla Porta di Tocco, tra gli spari a salve dei fucilieri che rimbombano nei vicoli medievali e il canto delle litanie lauretane.
La processione è guidata da quattro caporali, scelti storicamente secondo criteri fissati nel 1817: buona condotta, prudenza, fermezza, coraggio e attitudine al maneggio delle armi. I torciaroli portano torce di cera vergine — quelle dei caporali lunghe 150 centimetri — preparate a mano nei mesi precedenti, mentre i fucilieri accompagnano il cammino con salve continue. Alle stazioni che ricordano morti violente si recitano Pater, Ave, Gloria e Requiem, seguiti dall'«Evviva Maria». Dal 2020 anche le donne possono essere caporali e fucilieri: la tradizione resta viva proprio perché sa rinnovarsi.
Le prime tracce scritte del rito risalgono al Seicento, nelle spese comunali, e ancora nel 1872 il bilancio del Comune registrava contributi per «le torce dell'Ascensione». La perlustrazione armata dei confini fu prescritta dall'editto del cardinal Consalvi del 20 agosto 1817, in piena lotta al brigantaggio, ma le radici della festa sono ben più profonde: gli studiosi la collegano alle Rogazioni cristiane e, prima ancora, agli Ambarvalia romani, le antiche circumambulazioni purificatorie dei campi. Camminando sui confini con le torce accese, la comunità sonninese riafferma ogni anno se stessa e il proprio spazio.
Mentre i torciaroli camminano nella notte, il paese fa festa. In Piazza Garibaldi si susseguono le attività per i bambini, la musica degli artisti emergenti e i concerti dal vivo; quando verso le 22 le torce «spuntano» dal costone de Le Serre, il cielo si accende con i fuochi d'artificio a ritmo di musica. La domenica dell'Ascensione la festa si chiude con la messa di ringraziamento e con incontri culturali dedicati al patrimonio storico locale.
Il rito è promosso dal Comune di Sonnino insieme alla comunità dei torciaroli e alla parrocchia di San Michele Arcangelo. Sonnino è un borgo medievale dei Monti Lepini, in provincia di Latina, nella Regione Lazio, a metà strada tra la pianura pontina e la valle dell'Amaseno. Le Torce sono il suo appuntamento identitario per eccellenza: un'esperienza unica per chi vuole scoprire il volto più autentico e arcaico delle tradizioni del Lazio meridionale.
Due giorni di rito e di festa per l'edizione 2026 de Le Torce di Sonnino. Sabato 16 maggio la giornata si è aperta alle 10 nella chiesa di San Michele Arcangelo con la Santa Messa per i torciaroli e la firma dell'Albo dei partecipanti; alle 14, dopo i vespri, la processione è partita da Piazza San Pietro dividendosi poi nei due tradizionali itinerari, la «via di sopra» e la «via di sotto», lungo i confini con Monte San Biagio, Amaseno, Roccasecca dei Volsci, Priverno e Terracina.
Mentre i torciaroli camminavano nella notte, Piazza Garibaldi ha ospitato «Le Torce dei bambini» con giochi gonfiabili, il palco aperto «Sonnino in musica» con gli artisti emergenti e, alle 21, il juke box live di KaosCube con piano e sax. Alle 22, all'apparire delle torce sul costone de Le Serre, il cielo si è acceso con un grande spettacolo di fuochi d'artificio a ritmo di musica, replicato anche al Frasso, in zona Costa La Traglia. Il rientro dei torciaroli dalla Porta di Tocco è avvenuto verso le 4 del mattino.
Domenica 17 maggio la festa si è chiusa con la messa di ringraziamento delle 11:15 e, alle 17, con l'incontro all'Auditorium «C. Coletta» dedicato alla Pieve della Madonna della Misericordia a La Sassa e la consegna delle onorificenze ai cittadini meritevoli.
Sonnino si trova in provincia di Latina, sui Monti Lepini, nel Lazio meridionale. In auto si raggiunge dalla SS7 Appia (tra Terracina e Fondi) o dalla valle dell'Amaseno; la stazione ferroviaria più vicina è Monte San Biagio-Terracina Mare, sulla linea Roma-Napoli via Formia, da cui si prosegue in auto o taxi.
La festa è gratuita: processione, spettacoli in piazza e fuochi d'artificio sono a ingresso libero. Il punto migliore per ammirare le torce che spuntano sul costone de Le Serre è il centro del paese, verso le 22. Chi vuole assistere al rientro dei torciaroli dalla Porta di Tocco deve aspettare l'alba della domenica. Portare scarpe comode e una giacca: la notte in collina è fresca anche a maggio.
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Centro storico e confini comunali di Sonnino
Piazza San Pietro, 04010 Sonnino