La vigilia di Natale attorno al grande falò dei Fochisti Giulianesi
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
A Giuliano di Roma, piccolo Comune della provincia di Frosinone incastonato tra la valle del Sacco e la valle dell'Amaseno, la notte del 24 dicembre non è fatta soltanto di case illuminate e tavole imbandite. È soprattutto la notte del Fuoco di Natale: una grande catasta di legna, costruita a mano e con cura quasi architettonica, che viene accesa davanti alla chiesa parrocchiale e arde fino a notte fonda, mentre il paese si stringe attorno alle fiamme in attesa della messa di mezzanotte.
La tradizione risale ai primi anni del Novecento. All'epoca il fuoco aveva una funzione concretissima: riscaldare i fedeli che, dalle contrade rurali sparse attorno al centro storico, scendevano a piedi verso la chiesa portando torce e lanterne. Il falò era il punto d'arrivo del cammino, il luogo dove ci si ritrovava, ci si riconosceva e si aspettava insieme l'inizio della celebrazione. Da quel gesto pratico è nato un rito identitario che si è tramandato di generazione in generazione, senza mai interrompersi.
Dietro il fuoco c'è un gruppo di volontari che il paese conosce bene: I Fochisti Giulianesi (citati anche come Fochisti Giglianisi, dal dialetto locale). Sono loro a occuparsi di ogni fase, e il lavoro comincia molti giorni prima della vigilia:
Tra le figure storiche del gruppo si ricordano Giuseppe Biasini e Antonio Luzi. Nell'edizione del 2025 i volontari hanno lavorato senza sosta anche sotto la pioggia battente pur di non far mancare al paese il suo appuntamento. Lo stesso gruppo si è distinto in altri interventi per la comunità, come il recupero della storica Croce su Monte Siserno.
Non si tratta di una manifestazione costruita per il turismo: è una festa di paese, spontanea e partecipata. Intorno al fuoco si mescolano bambini, famiglie, anziani, giovani rientrati per le vacanze. Si chiacchiera, ci si scambiano gli auguri, si condivide qualcosa da bere per riscaldarsi. L'accensione, momento clou della serata, è tradizionalmente affidata al sindaco: nel 2025 è stata compiuta da Adriano Lampazzi, con il vicesindaco Antonio Lampazzi al fianco dei fochisti. Poi le campane chiamano alla messa di mezzanotte e la piazza si svuota lentamente, mentre le braci continuano a bruciare.
Il Fuoco di Natale di Giuliano di Roma appartiene a una famiglia di riti diffusi in tutta l'Italia centro-meridionale, dai fucaracci ciociari ai falò abruzzesi e calabresi. È una liturgia popolare che affonda le radici in usanze molto antiche legate al solstizio d'inverno e al ceppo natalizio, poi assorbite dalla tradizione cristiana: il fuoco come luce che vince la notte più lunga, come purificazione e come segno di rinascita all'inizio del nuovo anno.
Chi arriva per il fuoco trova anche un centro storico di origine medievale, il Castrum Iuliani, che nel Medioevo controllava un tratto della via Marittima tra Roma e il Meridione e che ospitò papi come Eugenio III (1151) e Innocenzo III (1208). Feudo dei Conti di Ceccano e poi dei Colonna fino al 1816, il paese conserva vicoli, scorci e un affaccio panoramico sulla valle. Il patrono è San Biagio, festeggiato il 3 febbraio, e tra le usanze locali si ricorda anche la Vaccarella infiocchettata per i sacerdoti novelli. Il Fuoco di Natale resta però l'appuntamento che, più di ogni altro, racconta cosa significhi essere di Giuliano di Roma, nel Lazio meridionale.
Il Fuoco di Natale segue da oltre un secolo lo stesso calendario: la sera del 24 dicembre, con l'accensione della catasta nelle ore che precedono la messa di mezzanotte. Per il 2026 non è però ancora stata pubblicata alcuna comunicazione ufficiale da parte del Comune di Giuliano di Roma o de I Fochisti Giulianesi: la data va quindi considerata indicativa e sarà confermata nelle settimane precedenti il Natale.
Come di consueto, l'appuntamento si terrà nel piazzale della chiesa parrocchiale, nel centro storico del paese in provincia di Frosinone, con accesso libero e gratuito.
Piazzale antistante la chiesa parrocchiale, centro storico di Giuliano di Roma (FR), Lazio.
La sera del 24 dicembre, vigilia di Natale, con accensione nelle ore precedenti la messa di mezzanotte. L'orario preciso viene comunicato in paese nei giorni immediatamente precedenti.
In auto: dall'autostrada A1 uscita Frosinone, poi SR 156 dei Monti Lepini in direzione Ceccano e Giuliano di Roma (circa 20 km). Da Roma sono circa 80 km verso sud-est. In treno: stazione di Frosinone sulla linea Roma-Cassino, poi autobus di linea o taxi. Il centro storico è in salita e con vicoli stretti: conviene lasciare l'auto nei parcheggi a valle e salire a piedi.
Evento gratuito e all'aperto, senza biglietto né prenotazione.
Abbigliamento molto caldo e scarpe comode: si sta in piedi all'aperto, spesso con temperature rigide. Mantenere la distanza di sicurezza dal falò e seguire le indicazioni dei volontari.
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Piazzale della chiesa parrocchiale