Il falò di Sant'Antonio Abate, il percorso gastronomico al coperto e la musica popolare nella frazione di Caliano
Ogni gennaio la frazione di Caliano, a Montoro, in provincia di Avellino, si raccoglie attorno a un grande falò: è 'o fucarone 'e Sant'Antuono, il rogo acceso in onore di Sant'Antonio Abate, patrono della comunità e, nella devozione popolare, protettore del fuoco e degli animali. Attorno a quel fuoco è cresciuta negli anni la festa che oggi si chiama Le Notti delle Campanelle: giornate in cui la liturgia della festa patronale, la cucina contadina e la musica popolare si mescolano nelle strade del borgo irpino.
La manifestazione è promossa dalla comunità di Caliano attraverso l'associazione La Fiamma di Sant'Antonio Abate e il comitato della parrocchia Santi Eustachio e Antonio Abate, con il patrocinio del Comune di Montoro. In Campania, e in particolare in Irpinia, gennaio è per tradizione il mese dei falò: decine di paesi accendono il proprio fuoco tra l'inizio e la fine del mese, e quello di Caliano è fra i più seguiti dell'area.
Il nome della festa nasce da un dettaglio dell'iconografia di Sant'Antonio Abate: la campanella legata al bastone del santo eremita. A Caliano le campanelle non sono un semplice ornamento, perché vengono offerte ai fedeli insieme all'acqua benedetta, in un gesto che unisce devozione religiosa e ritualità contadina. È il segno distintivo che dà il titolo alla manifestazione e che la differenzia dagli altri fuochi accesi nella valle.
Il calendario religioso resta il cuore della celebrazione. La giornata del 17 gennaio, ricorrenza di Sant'Antonio Abate, prevede tradizionalmente il giro della banda per le strade della frazione, la benedizione degli animali, la celebrazione eucaristica solenne e la processione con l'effigie del santo, prima che al calare della sera venga acceso il falò e si aprano gli stand.
Subito dopo l'accensione del fuoco apre il percorso gastronomico, allestito interamente al coperto: un dettaglio non secondario, vista la stagione. Gli stand propongono i piatti della tradizione montorese preparati con ingredienti a chilometro zero, accompagnati dal vino locale. Fra le specialità che si incontrano lungo il percorso:
Non si tratta di una sagra con un unico prodotto protagonista, ma di un itinerario del gusto: si passa da uno stand all'altro, si assaggia, ci si ferma a chiacchierare, in un contesto di festa familiare.
La colonna sonora della festa è la musica popolare del Sud, affidata a gruppi del territorio e a ospiti che arrivano da altre aree della Campania e della Puglia. Nelle edizioni recenti si sono alternati sul palco i Kalimma, i salentini Calanti, La Paranza della Madonna dei Bagni, i Cantatiemp e i Bottari di Macerata con i loro ritmi di botti, tini e falci.
Accanto ai concerti sfilano le Maschere Montesi, la mascherata tradizionale di Montoro, e gli artisti di strada che percorrono il tracciato della festa. Le serate si chiudono spesso con un dj set, così che il pubblico più giovane resti fino a tarda notte accanto alle braci del fucarone.
Le Notti delle Campanelle si tengono a ridosso del 17 gennaio e occupano di norma un fine settimana, con un programma che va dal tardo pomeriggio alla notte, e con l'apertura degli stand già a mezzogiorno nella giornata domenicale. Chi arriva deve mettere in conto il freddo dell'inverno irpino: il percorso è coperto, ma il falò si vive all'aperto, in piedi, insieme a tutta la frazione.
È una festa da vivere senza fretta, adatta alle famiglie, dove il valore aggiunto non è il grande nome in cartellone ma la partecipazione corale di un paese intero. Per chi visita la Campania d'inverno, quando la costa è lontana dalla stagione turistica, rappresenta uno dei modi più autentici per entrare in contatto con la cultura popolare dell'entroterra.
Nel 2026 Le Notti delle Campanelle hanno concentrato la festa su due giornate, sabato 17 e domenica 18 gennaio, in coincidenza con la ricorrenza di Sant'Antonio Abate, patrono della frazione di Caliano a Montoro, in provincia di Avellino.
L'accensione de 'o fucarone, sabato alle 18:30, ha dato il via al percorso gastronomico allestito al coperto, con i piatti tipici di Montoro preparati con ingredienti a chilometro zero: rape e patate con la pizza di granone, panini con salsiccia e cotechino, porchetta, mortadella e le patane sott'a cener, tutto accompagnato dal vino locale.
La domenica ha allungato la festa già dal mattino, con gli stand aperti dalle 11:00, e l'ha chiusa in musica: prima le sfilate e gli artisti di strada, poi la paranza popolare e infine il dj set.
La festa si svolge nella frazione Caliano di Montoro (AV), nella valle che collega Avellino a Salerno. Si arriva agevolmente in auto dal raccordo autostradale Avellino-Salerno, uscita Montoro, seguendo poi le indicazioni per la frazione. Gli aeroporti di riferimento sono Napoli Capodichino e Salerno Costa d'Amalfi.
Nelle sere di festa le strade della frazione sono in gran parte chiuse al traffico: conviene lasciare l'auto negli spazi indicati dai volontari e raggiungere a piedi il percorso gastronomico. Il tracciato è interamente al coperto, mentre il falò si accende all'aperto.
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